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08/10/2026 13:00:00

"Una Chiesa che ascolta e cammina con il territorio", ecco la lettera pastorale del Vescovo Giurdanella

“Dove Dio si fa casa” è il titolo della terza Lettera pastorale di monsignor Angelo Giurdanella, presentata a Mazara del Vallo. Al centro del nuovo anno pastorale sinodalità, relazioni, attenzione ai fragili, formazione e missione. Nel 2027 partirà anche la Visita pastorale

Una Chiesa che ascolta, esce dai propri confini e cammina accanto alle donne e agli uomini del territorio. È questa la prospettiva delineata dal vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, nella sua terza Lettera pastorale, “Dove Dio si fa casa”, presentata ieri sera nella Cattedrale.

Il documento indica gli orientamenti per il nuovo anno pastorale e mette al centro alcuni temi destinati a segnare il cammino della Diocesi: sinodalità, cura delle relazioni, attenzione alle persone più fragili, formazione e missione.

La Chiesa come casa

L’immagine della casa attraversa l’intera Lettera. La Chiesa, sottolinea il Vescovo, non è una struttura costruita semplicemente dagli uomini, ma una comunità che nasce dalla chiamata di Dio e nella quale ciascuno deve poter trovare accoglienza.

«La Chiesa non è una dogana: è la casa paterna dove c’è posto per ciascuno nella sua vita faticosa», scrive Giurdanella, richiamando le parole di papa Francesco. Una casa che deve mantenere sempre aperta «una porticina da cui il figlio prodigo possa entrare».

Il percorso del nuovo anno pastorale prende le mosse dagli Atti degli Apostoli, indicati come testo per lo studio e per la Lectio divina.

Sinodalità, non solo un metodo

Uno dei passaggi centrali della Lettera riguarda la sinodalità, che il Vescovo non considera un semplice strumento organizzativo, ma una dimensione fondamentale della vita della Chiesa.

La sfida è rafforzare i legami tra le diverse componenti delle comunità parrocchiali e valorizzare il ruolo dei Consigli pastorali diocesano e parrocchiale, intesi come luoghi nei quali esercitare il discernimento.

L'obiettivo, sottolinea Giurdanella, non è procedere sulla base della semplice maggioranza, ma cercare la convergenza, attraverso l'ascolto reciproco e la condivisione delle scelte.

La Lettera è stata presentata nel corso dell'incontro in Cattedrale da don Giuseppe Alcamo.

La carità come relazione

Un altro elemento centrale è la carità. Per il Vescovo non può esaurirsi nel gesto materiale del dare, ma deve diventare una relazione capace di riconoscere la persona e accompagnarla.

Monsignor Giurdanella richiama in questo contesto le parole di papa Francesco e papa Leone, individuando quattro verbi che devono orientare l'azione della comunità cristiana: proteggere, accogliere, accompagnare e integrare.

Una Chiesa “in uscita”

La missione rappresenta un altro asse portante del documento. «La Chiesa non esiste per sé stessa, ma per il mondo», scrive il Vescovo.

Da qui l'invito a una pastorale realmente “in uscita”: non limitarsi ad attendere nelle parrocchie chi decide di entrare, ma andare incontro alle persone, soprattutto a quelle che rischiano di rimanere ai margini.

Una prospettiva che richiede anche una fede adulta e consapevole, capace di confrontarsi con le domande dell'uomo contemporaneo. In questa direzione viene indicata la Scuola diocesana di teologia di base, insieme ai percorsi formativi promossi dagli uffici della Diocesi.

Nel 2027 la Visita pastorale

Tra gli annunci contenuti nella Lettera c'è anche quello della Visita pastorale, che prenderà il via con la Veglia di Pentecoste del 2027.

Saranno soprattutto “strade e case” i luoghi privilegiati dell'incontro. La visita non sarà pensata soltanto come una verifica della situazione delle comunità, ma come un'occasione per incontrare le persone, ascoltare le realtà locali, riconoscere i segni di bene e di speranza e condividere le difficoltà.

«Dovrà diventare un’occasione di rinnovamento pastorale e missionario», spiega il Vescovo, presentandola come un tempo di ascolto e di discernimento collettivo.

Ascoltare, discernere, camminare insieme

È, in definitiva, l'idea di una Chiesa meno ripiegata sulle proprie strutture e più vicina alla vita concreta del territorio quella che attraversa la nuova Lettera pastorale.

Una Chiesa che, nelle parole di monsignor Giurdanella, «ascolta, discerne, condivide passi e scelte comuni, riconosce doni e carismi, e cresce sempre di più nel senso di responsabilità».