Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana ha accolto l’appello del Comune di Salemi nella controversia sulla gestione del servizio idrico integrato in provincia di Trapani. L’Ati dovrà completare entro 180 giorni le attività necessarie per indire la gara finalizzata all’individuazione del gestore unico. In caso di ulteriore inerzia, interverrà un commissario ad acta.
La decisione riforma integralmente la sentenza del Tar di Palermo n. 1448/2024, che aveva respinto il ricorso presentato dall’ente per ottenere l’esecuzione di una precedente pronuncia del 2020, fondata su un principio già sancito dalla Corte costituzionale nel 2017.
La vicenda delle reti ex Eas
Al centro del contenzioso c’è la gestione del servizio idrico nei Comuni in cui operava l’Eas, l’Ente acquedotti siciliani. La Corte costituzionale aveva stabilito che la Regione dovesse farsi carico del servizio e che le reti di distribuzione non potessero essere trasferite agli enti locali.
Secondo il Comune di Salemi, tuttavia, le disposizioni non avevano trovato piena attuazione. L’amministrazione ha quindi contestato l’inerzia della Regione, evidenziando di aver sostenuto per anni, con risorse del proprio bilancio, le spese per la manutenzione delle reti idriche e degli impianti, senza ricevere i rimborsi dovuti.
Dopo il rigetto del ricorso da parte del Tar, il Comune, assistito dall’avvocato Marcello Cecchetti, ha ottenuto ora il riconoscimento delle proprie ragioni davanti al CGA.
Centottanta giorni per indire la gara
Nella sentenza, il Consiglio di giustizia amministrativa ha rilevato che il giudicato formatosi sulla precedente pronuncia del Tar non è stato ancora pienamente eseguito, dal momento che nell’ambito territoriale di Trapani non è stato individuato il gestore unico del servizio idrico integrato.
Per questo motivo, l’Ati di Trapani avrà 180 giorni per completare tutte le attività preliminari e propedeutiche all’indizione della gara, con l’obbligo di procedere entro il termine assegnato. Per gli aspetti tecnici potrà avvalersi anche del supporto di Invitalia.
La sentenza prevede inoltre un meccanismo sostitutivo in caso di mancato rispetto della scadenza. Se l’Ati non dovesse adempiere, sarà nominato un commissario ad acta, individuato nel dirigente generale del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti. Il commissario avrà un ulteriore termine di 120 giorni per provvedere all’indizione della gara.
Scalisi: «Una pronuncia di portata storica»
Il sindaco di Salemi, Vito Scalisi, ha definito la decisione una pronuncia «di importanza decisiva e di portata storica», sottolineando che introduce scadenze precise, individua i soggetti responsabili e prevede un intervento sostitutivo in caso di inadempienza.
«Su tutto l'iter vigilerà la magistratura amministrativa, a garanzia del concreto conseguimento di quel risultato finale che il Comune di Salemi ha sempre strenuamente avuto il coraggio di invocare fin dal primo ricorso», ha dichiarato il primo cittadino.
Scalisi ha inoltre ricordato gli oneri sostenuti dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni per assicurare la manutenzione delle infrastrutture idriche e la continuità del servizio.
«Non potevamo far ricadere sui cittadini le colpe delle decisioni sbagliate da parte della Regione, e così abbiamo continuato e continuiamo a garantire l'acqua nelle case dei salemitani», ha aggiunto il sindaco.
La sentenza riporta così al centro la necessità di riorganizzare la gestione idrica nell’intera provincia di Trapani, con l’obiettivo di arrivare all’individuazione del gestore unico e definire le responsabilità degli enti coinvolti.