Via libera tecnico ai due termovalorizzatori di Palermo e Catania, ma restano aperte le questioni legate ai possibili effetti sulla salute dei cittadini. La Commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione Siciliana ha espresso parere favorevole sui due progetti, con alcune prescrizioni da rispettare nella fase di progettazione esecutiva. Intanto, sul futuro impianto di Bellolampo, l'Asp di Palermo chiede ulteriori approfondimenti sulla valutazione dell'impatto sanitario. Osservazioni che si aggiungono a quelle già presentate dalle associazioni ambientaliste e dei consumatori, che chiedono di fermare l'iter.
Il via libera della Regione
La Commissione tecnica specialistica, presieduta da Maria Chiara Tomasino, ha concluso l'esame dei progetti dopo aver valutato la documentazione, effettuato sopralluoghi e svolto incontri tecnici.
Il parere istruttorio conclusivo è favorevole per entrambi gli impianti, ma non rappresenta ancora l'autorizzazione definitiva.
«Facciamo un altro importante passo avanti, sotto il profilo tecnico, verso la realizzazione dei termovalorizzatori», commenta il presidente della Regione Renato Schifani.
«Si posa un tassello fondamentale per giungere al provvedimento autorizzativo unico regionale (Paur) e quindi avviare le gare per la progettazione esecutiva, la realizzazione e la gestione dei due impianti».
Per l'assessora regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, l'obiettivo è ridurre i costi della gestione dei rifiuti attraverso nuovi impianti.
«Procede il lavoro per rendere libera la Sicilia dai costi eccessivi nella gestione dei rifiuti, grazie a nuovi impianti di smaltimento in linea con le più moderne tecnologie già in uso nelle più grandi città europee».
Il prossimo passaggio sarà la conferenza di servizi, che la Regione prevede di convocare la prossima settimana. Per concludere il procedimento serviranno ancora i pareri e i nulla osta degli enti coinvolti, oltre all'autorizzazione integrata ambientale rilasciata dal dipartimento regionale Acqua e rifiuti.
I dubbi dell'Asp di Palermo sui rischi per la salute
Sul progetto di Bellolampo, però, interviene l'Azienda sanitaria provinciale di Palermo.
Con una nota del primo ottobre, inviata agli uffici regionali competenti, l'Asp ha chiesto approfondimenti sulla Valutazione di impatto sanitario (Vis), ritenendo necessari ulteriori elementi «ai fini di una più completa valutazione dell'esposizione della popolazione e dei potenziali effetti sanitari associati al progetto».
In particolare, secondo l'Asp, non basta valutare l'esposizione agli inquinanti considerando genericamente l'intera popolazione palermitana. Occorre analizzare più nel dettaglio le conseguenze per chi vive nelle aree vicine all'impianto.
L'azienda sanitaria chiede inoltre di approfondire i possibili effetti sulle categorie più vulnerabili, come bambini, anziani e donne in gravidanza.
Le verifiche, secondo le osservazioni presentate, dovrebbero riguardare non soltanto le emissioni nell'aria, ma anche la possibile ricaduta degli inquinanti sul suolo e sulle acque, con particolare attenzione alle aree agricole, ai pascoli e agli allevamenti.
Un altro punto riguarda la catena alimentare: l'Asp chiede di valutare l'eventuale trasferimento delle sostanze inquinanti nelle produzioni agricole e zootecniche.
Infine, viene sollecitato un monitoraggio ambientale prima dell'entrata in funzione dell'impianto, per conoscere i livelli di inquinamento già presenti e poter misurare gli eventuali cambiamenti successivi.
Si tratta di richieste di approfondimento, non di un accertamento di danni sanitari provocati dall'impianto, che non è ancora stato realizzato.
Le associazioni chiedono di fermare i progetti
Le osservazioni dell'Asp arrivano dopo quelle presentate il 30 settembre da Federconsumatori Sicilia, Legambiente Sicilia, WWF Sicilia, Zero Waste Sicilia, CGIL Sicilia e Italia Nostra Sicilia.
Le associazioni sottolineano la convergenza tra le proprie richieste e quelle dell'azienda sanitaria e ritengono insufficienti gli approfondimenti finora prodotti sull'impatto sanitario.
Per questo chiedono di sospendere l'iter dei progetti e procedere con ulteriori valutazioni tecniche.
«Alla luce dei severi rilievi espressi dalle autorità sanitarie e ambientali – dichiarano i rappresentanti delle associazioni – non comprendiamo come il Presidente della Regione non abbia ancora avviato un'inchiesta pubblica per garantire trasparenza e partecipazione alle comunità locali. Chiediamo ufficialmente ai Comuni di Palermo e di Catania di farsi promotori istituzionali di questa richiesta di trasparenza».
Due posizioni, un iter ancora aperto
La Regione considera il parere favorevole della Commissione tecnica un passaggio decisivo verso la costruzione dei termovalorizzatori. Le associazioni chiedono invece che prima di procedere vengano chiariti tutti gli aspetti legati alla salute e all'ambiente.
Il punto da chiarire adesso è come le osservazioni dell'Asp di Palermo e le prescrizioni della Commissione saranno affrontate nei successivi passaggi autorizzativi.
Il via libera tecnico è arrivato, ma il procedimento non è ancora concluso. E sul progetto di Bellolampo resta aperto il confronto sui possibili rischi per la salute dei cittadini.