Maria Cristina Gallo, un anno dopo: a Mazara un ulivo e una battaglia che continua
«Il tuo cuore ci ha insegnato. Il tuo coraggio ci guida». Sono le parole incise sulla targa accanto all’ulivo piantato davanti alla scuola in cui insegnava Maria Cristina Gallo. A mettere a dimora l’albero sono stati i suoi figli, Vincenzo e Natale Tranchida.
Oggi, 10 ottobre, ricorre il primo anniversario della morte dell’insegnante di Mazara del Vallo che aveva aspettato otto mesi per un referto istologico e che, denunciando la propria vicenda, aveva contribuito a fare emergere lo scandalo degli esami arretrati all’Asp di Trapani.
La città la ricorda con una giornata dedicata ai diritti dei malati. La sua scuola, con un albero destinato ad accompagnare l’ingresso e l’uscita degli studenti. E la famiglia continua la battaglia perché nessun paziente venga lasciato solo.
L’ulivo davanti alla sua scuola
L’albero è stato piantato nell’aiuola davanti all’Istituto Superiore Ruggero D’Altavilla di Mazara del Vallo, alla presenza dei familiari, di un gruppo di docenti e studenti e di alcuni rappresentanti dell’associazione C.R.I.S. – Maria Cristina Gallo Odv.
Davanti all’ulivo, donato dalla ditta Agrigenna di Mazara del Vallo, è stata collocata la targa commemorativa. Le sue parole tengono insieme i due aspetti ricordati durante la cerimonia: la dedizione all’insegnamento e il coraggio con cui Maria Cristina ha affrontato la malattia e denunciato ciò che le era accaduto.
I colleghi: sapeva valorizzare anche i ragazzi più difficili
A ricordare il suo lavoro in classe è stato il vicepreside Tommaso Piazza.
«La sua presenza continua a permeare questa scuola», ha detto, descrivendo una docente capace di valorizzare tutti gli studenti che le venivano affidati, anche quelli con maggiori difficoltà.
«Riusciva a tirare fuori da ciascun alunno, anche quello più difficile, il meglio», ha sottolineato Piazza. Un insegnamento lasciato anche ai colleghi, che adesso sperano di trasmetterlo a chi non ha avuto la possibilità di conoscerla.
Il collaboratore della preside, Andrea Scavone, ha parlato di «un giorno di commozione ma anche di gioia». L’ulivo, ha spiegato, sarà un richiamo quotidiano: gli alunni e i docenti che entreranno e usciranno dalla scuola potranno rinnovare il ricordo della professoressa attraverso quell’albero, indicato come simbolo di solidarietà e cura.
Il marito agli studenti: «Schiena dritta»
Giorgio Tranchida, marito di Maria Cristina e presidente dell’associazione C.R.I.S., ha ringraziato la scuola e la preside M. Grazia Lisma, anche a nome dell’associazione. Poi si è rivolto direttamente agli studenti.
«Questa scuola per Cristina non era solo un posto di lavoro, era anche casa sua. Per voi ragazzi lei stravedeva. La scuola era un pezzo importantissimo della sua vita».
Anche durante la malattia, ha ricordato, il pensiero tornava ai suoi alunni, che continuava a sentire e a consigliare. Li incoraggiava a vivere pienamente, con un’espressione che è rimasta nella memoria di chi l’ha ascoltata: «Schiena dritta».
Un invito che il marito ha rinnovato davanti ai ragazzi: «Abbiate sempre fiducia nei vostri mezzi perché avete gli strumenti per poter fare bene».
Gli otto mesi di attesa e la denuncia
Maria Cristina Gallo era riuscita a ottenere l’esito del proprio esame istologico soltanto dopo un’azione legale, scoprendo una malattia ormai in stadio avanzato.
La sua denuncia, insieme all’interrogazione parlamentare di Giorgio Mulè, contribuì a portare alla luce una situazione che, come ricorda la nota degli organizzatori della commemorazione, riguardava oltre tremila referti istologici non consegnati nella provincia di Trapani.
La sua vicenda personale diventò una questione pubblica: i tempi delle diagnosi, l’organizzazione dei servizi, le risposte dovute ai pazienti. Maria Cristina è morta il 10 ottobre 2025. Dalla dolorosa esperienza della famiglia è nata, pochi mesi fa, l’associazione che porta il suo nome.
«Nessuno deve essere lasciato solo»
La giornata commemorativa di oggi, promossa da C.R.I.S., ha come titolo “Dalla memoria all’azione. Un impegno civile oltre il ricordo”.
Tra i momenti dell’iniziativa è prevista la tavola rotonda “Nessuno deve essere lasciato solo”, dedicata alla tutela dei malati e al diritto alla salute.
Sono annunciati gli interventi del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e di Luigi Cajazzo, direttore generale dell’ASST Spedali Civili di Brescia, chiamato a offrire un contributo sulle sfide gestionali della sanità pubblica e sulla sicurezza dei percorsi di cura.
L’obiettivo dell’associazione è trasformare il dolore in iniziative concrete, perché vicende analoghe non si ripetano.
«È un incontro che vuol andare oltre il ricordo e trasformarsi in una concreta richiesta di responsabilità e cambiamento», spiega Giorgio Tranchida nella nota di presentazione della giornata.
I legali delle famiglie: nessuna risposta sui ristori
L’anniversario arriva a pochi giorni dalla presa di posizione degli avvocati che assistono alcune delle persone offese nella vicenda degli istologici.
Nella nota del 7 ottobre, i legali hanno denunciato di non avere ricevuto riscontro ai ripetuti inviti rivolti all’Asp di Trapani per aprire un confronto sui ristori alle famiglie, a quasi due anni dalla prima denuncia.
Hanno inoltre contestato l’assenza di scuse formali ai cittadini coinvolti e di una rassicurazione pubblica sulle misure adottate per evitare il ripetersi di ritardi analoghi. Una contestazione che riguarda, dunque, anche il rapporto tra l’Azienda sanitaria e i pazienti e le informazioni sulle garanzie di sicurezza dei percorsi diagnostici.
Il punto sull’inchiesta
Sul piano giudiziario, a fine settembre è emersa la richiesta di archiviazione per due dei 19 indagati, le infermiere Marilena Errante Parrino e Rosaria Maria Pia Incandela.
Secondo quanto spiegato dall’avvocato Niccolò Grossi, legale degli eredi di Maria Cristina Gallo, le due infermiere non avevano avuto un ruolo attivo nel suo percorso terapeutico. Per alcune delle altre posizioni, la Procura aveva invece chiesto una proroga degli accertamenti.
La notizia riguarda quindi richieste relative a due singole posizioni, non l’archiviazione dell’intera inchiesta. Resta distinto il confronto chiesto dalle famiglie sui danni lamentati e sulle iniziative per garantire la sicurezza dei pazienti, che i legali sollecitano all’Asp e alle istituzioni politiche del territorio.
Davanti al Ruggero D’Altavilla, intanto, resta un ulivo. Per chi ha conosciuto Maria Cristina sarà il ricordo di una docente che non lasciava indietro i suoi ragazzi. Per chi verrà dopo, un nome e una storia da conoscere. Il cuore che ha insegnato, il coraggio che continua a chiedere risposte.
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