Una nave che diventa un ospedale, un’équipe di medici che raggiunge chi spesso non ha accesso alle cure e una missione che continua a portare assistenza nelle aree più difficili da raggiungere.
È la storia di Elpis Nave Ospedale, pronta a ripartire per il Madagascar con una nuova spedizione umanitaria. A guidarla saranno ancora una volta due medici trapanesi, Giancarlo Ungaro e Rosalba Caizza, impegnati in un progetto che unisce medicina, solidarietà e formazione.
La partenza è fissata per il prossimo 27 ottobre, con destinazione l’arcipelago di Nosy Be. Si tratta della terza trasferta del 2026 organizzata dall’associazione Elpis Nave Ospedale, ente del Terzo settore presieduto dal chirurgo Ungaro e sostenuto da una ventennale cordata umanitaria europea.
Elpis è molto più di un’imbarcazione: è una struttura sanitaria pensata per raggiungere comunità dove l’assistenza medica è spesso difficile da ottenere. La nave si trova in Madagascar dall’aprile 2019, dopo un lungo viaggio iniziato nel 2017, che ha consentito di curare circa quattromila persone.
Visite, interventi e formazione
In questi giorni ha raggiunto Nosy Be anche la chirurga milanese Donatella Re, che avvierà le procedure di triage. Una prima fase necessaria per valutare le condizioni dei pazienti e organizzare le successive attività sanitarie. Una volta completato lo screening, l’équipe procederà con visite e interventi chirurgici, molti dei quali di carattere oncologico.
Le patologie più frequenti sono quelle tumorali, infettive e traumatiche, oltre alle problematiche cutanee e odontoiatriche.
Per affrontare le diverse necessità, la missione può contare su specialisti di varie branche mediche e su infermieri esperti. Il rientro in Italia è previsto per la fine di novembre.
Ma l’intervento sanitario non si esaurisce nelle cure prestate durante la permanenza. Accanto alle visite e alle operazioni, una parte importante del lavoro riguarda infatti la formazione del personale sanitario locale, con l’obiettivo di rafforzare le competenze e lasciare strumenti utili anche dopo la conclusione della missione.
Il progetto per il vecchio ospedale di Nosy Be
Tra le iniziative più significative alle quali l’associazione sta lavorando c’è anche la possibilità di prendere in gestione un vecchio ospedale di Nosy Be.
Un progetto nato su proposta della diocesi di Ambanja, che potrebbe rappresentare un ulteriore passo avanti nel rafforzamento dell’assistenza sanitaria sul territorio.
L’idea è quella di dare continuità a un lavoro che non si limita all’emergenza, ma punta a costruire una presenza capace di rispondere nel tempo ai bisogni delle comunità locali.
La missione avrà anche un risvolto dedicato agli animali. Donatella Re sarà infatti accompagnata dal marito, il veterinario Ferdinando Ciocci, la cui presenza consentirà di offrire assistenza anche ai cani randagi del posto.
La nuova partenza di Elpis conferma così una rete di solidarietà che attraversa i confini e mette al centro le persone più vulnerabili.
Per l’équipe sanitaria, ogni viaggio significa raggiungere nuovi pazienti, intervenire dove le risorse sono limitate e condividere conoscenze con chi continuerà a prestare cure anche dopo la partenza dei volontari.
Una missione che porta con sé non soltanto strumenti medici e competenze specialistiche, ma anche la possibilità concreta di avvicinare le cure a chi, troppo spesso, ne resta lontano.