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11/10/2026 10:30:00

Tornado a Marsala e Petrosino, come si è formato e quanto è stato forte: la ricostruzione

l mare caldo, l’incontro tra Maestrale e Scirocco, l’aria più fresca in quota. È da questa combinazione che sarebbe nato il sistema temporalesco responsabile dei vortici che venerdì 9 ottobre hanno colpito Marsala e Petrosino, lasciando case distrutte, una scuola devastata e attività economiche gravemente danneggiate.

A ricostruire l’evento è la pagina Tornado Italia, che segue i fenomeni meteorologici estremi. L’analisi propone una prima spiegazione della formazione dei vortici e una stima della loro intensità. La classificazione del tornado distruttivo resta però da completare.

 

Tornado e tromba d’aria sono la stessa cosa

La prima precisazione riguarda le parole: “tornado” e “tromba d’aria” indicano lo stesso fenomeno. Non si tratta di eventi esclusivamente americani: possono verificarsi anche in Italia.

Una tromba marina che raggiunge la terraferma viene classificata come tornado. Il passaggio dal mare alla costa non implica, da solo, che il vortice diventi più potente.

I fenomeni, inoltre, possono svilupparsi in contesti diversi: alcuni sono associati a temporali con una corrente ascensionale in rotazione, altri si formano senza questa struttura. È quindi sbagliato considerarli tutti identici per origine e pericolosità.

 

Il temporale del primo mattino

Secondo la ricostruzione, tra le 8 e le 9 si è sviluppato un vasto sistema temporalesco che avrebbe prodotto circa quattro vortici nell’area di Marsala, tre senza danni di rilievo e uno particolarmente distruttivo.

È un conteggio proposto dall’analisi meteorologica, che amplia il quadro rispetto alle due trombe marine al centro della cronaca di questi giorni. La ricostruzione dei singoli percorsi e dei danni richiede ulteriori riscontri.

Sul bordo meridionale del sistema si sarebbe sviluppata una supercella, cioè un temporale caratterizzato da una corrente ascensionale in rotazione, capace di generare il tornado più intenso.

Nelle immagini satellitari vengono individuati segnali di un forte sviluppo verticale delle nubi: in sostanza, aria che saliva con grande energia all’interno del temporale.

 

Maestrale, Scirocco e mare caldo

Il meccanismo indicato nell’analisi parte dall’incontro tra il Maestrale in ingresso sul Canale di Sicilia e lo Scirocco, che trasportava aria umida verso l’isola. Il quadro era legato alla presenza di un vortice depressionario tra Corsica e Sardegna.

La convergenza dei venti avrebbe favorito la risalita dell’aria su un mare ancora caldo. L’arrivo di correnti più fresche in quota avrebbe aumentato ulteriormente l’instabilità, mettendo a disposizione del temporale molta energia.

Il mare caldo, dunque, può contribuire ad alimentare questi sistemi. Per generare un tornado, però, servono anche altre condizioni, tra cui una disposizione favorevole dei venti.

 

Quanto è stato forte?

La valutazione preliminare colloca il vortice distruttivo tra F2 e F3 della scala Fujita, con l’ipotesi che i rilievi possano portare a una classificazione F3.

Non è ancora una conclusione definitiva, e nemmeno una misurazione diretta della velocità del vento. La scala Fujita ricava l’intensità dall’analisi dei danni: contano le caratteristiche degli edifici, la qualità delle strutture e il modo in cui sono state colpite. Glossary

L’ipotesi di venti superiori ai 250 chilometri orari nella parte più intensa del vortice va quindi letta come una stima da verificare. Anche i racconti di veicoli trasportati per grandi distanze richiedono riscontri prima di diventare dati certi.

 

In Sicilia è già successo

La violenza delle immagini ha fatto pensare a un fenomeno estraneo al nostro territorio. Ma i tornado intensi in Sicilia hanno precedenti.

Il più vicino nella memoria della provincia di Trapani è quello di Pantelleria del 10 settembre 2021, che provocò due morti, Giovanni Errera e Francesco Valenza, e nove feriti.

L’autunno è un periodo favorevole agli eventi tornadici nelle aree marittime italiane: il mare conserva il calore estivo mentre in quota possono arrivare masse d’aria più fredde. Questa stagionalità emerge anche dagli studi sui tornado e sulle trombe marine in Italia. iris.cnr.it

 

Si poteva prevedere?

Prevedere condizioni favorevoli a un tornado non significa sapere esattamente dove e quando toccherà terra. Gli strumenti meteorologici possono individuare aree e situazioni a rischio, ma la formazione del singolo vortice e il suo percorso restano difficili da anticipare con precisione.

È una distinzione importante anche per leggere le allerte: indicano un rischio meteorologico, non la traiettoria certa di una tromba d’aria davanti a una specifica casa o scuola.

Il rapporto con il cambiamento climatico

L’analisi invita alla cautela nell’attribuire direttamente questo episodio al riscaldamento globale. Un mare più caldo può fornire energia ai temporali, ma non basta da solo a spiegare la formazione di un tornado.

Per stabilire quanto il cambiamento climatico abbia inciso su un singolo evento servono studi specifici. La devastazione è già evidente; la ricostruzione meteorologica, invece, richiede ancora dati, sopralluoghi e verifiche.

Il bilancio sanitario aggiornato comunicato dalla Prefettura resta quello di 32 pazienti arrivati negli ospedali di Marsala e Mazara, con due ancora in codice rosso nell’aggiornamento di sabato. Non risultano vittime. Ora, insieme alla conta dei danni, comincia anche il lavoro per capire con precisione che cosa è accaduto.