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12/10/2026 18:26:00

Erice, al Sicily B-fest sottoscritta una Carta contro lo spopolamento dei borghi siciliani 

Non basta valorizzare la bellezza dei centri storici: occorre creare le condizioni perché chi li abita possa restarci, lavorare e costruire il proprio futuro. 

È la sfida al centro della Carta di Erice, sottoscritta simbolicamente l'11 ottobre a conclusione della prima edizione del Sicily B-Fest, il festival regionale de I Borghi più belli d'Italia in Sicilia, ospitato a Erice il 10 e l'11 ottobre.

 

Amministratori, università, dirigenti scolastici ed esperti si sono confrontati sulle esperienze dei 25 borghi della rete, con l'obiettivo di trasformare le buone pratiche in una strategia condivisa per lo sviluppo delle aree interne. Scuola, turismo, lavoro, mobilità e valorizzazione delle risorse locali sono i temi da cui partire per contrastare lo spopolamento.

 

Il documento definitivo sarà completato entro dieci giorni con i contributi del Comitato tecnico-scientifico regionale e dei sindaci. Sarà poi trasmesso ai 25 Comuni per una presa d'atto in giunta o in consiglio comunale. 

 

Successivamente, attraverso il vicepresidente nazionale Pippo Simone, arriverà al Consiglio direttivo nazionale e al Comitato tecnico-scientifico dell'associazione.

Vivibilità, produzione e socialità

Tra le parole chiave individuate da Marisa Meli, coordinatrice del Comitato tecnico-scientifico regionale, figurano comunità, rete, formazione, agroecologia, vivibilità, mobilità e autenticità. «Abitare il borgo non deve essere una scelta di rinuncia, ma una possibilità concreta che guarda avanti», ha sottolineato.

 

Fabrizio Ferreri dell'Università di Catania ha proposto di articolare la Carta su tre assi: vivibilità, produzione e socialità. Gli incentivi fiscali, da soli, non bastano se mancano le condizioni per fare impresa e garantire continuità alle attività economiche.

 

Un concetto ribadito da Fiorello Primi, presidente nazionale de I Borghi più belli d'Italia, che ha indicato tra le priorità infrastrutture, accessibilità fisica e digitale, scuole, trasporto pubblico e sanità. Il ripopolamento, ha evidenziato, passa dalla possibilità di vivere stabilmente nei piccoli centri.

 

Dalla scuola all'agroecologia

La prima giornata del festival è stata dedicata a scuola, formazione e turismo. Tra le esperienze presentate, i gemellaggi tra le scuole primarie di Agira, Ferla e Montalbano Elicona, da estendere agli istituti dei 25 borghi, e le collaborazioni con gli istituti tecnici e l'Università di Catania. 

Illustrato anche il modello dell'Istituto Florio di Erice, con lo studentato nel centro storico.

 

Sul fronte turistico, i sindaci di Gangi, Sambuca di Sicilia, Castiglione di Sicilia, Salemi e Cefalù hanno raccontato iniziative che spaziano dal recupero degli immobili nei centri storici al turismo enogastronomico e ai grandi eventi. 

Spazio anche al turismo di ritorno e al progetto BorghiVivi, rivolto ai nomadi digitali.

 

Domenica il confronto si è concentrato sulla terra come risorsa economica e bene comune. Il sindaco di Petralia Soprana, Pietro Macaluso, ha illustrato il protocollo con il Coordinamento regionale Agroecologia per promuovere produzioni di qualità, filiere locali e recupero dei terreni abbandonati, anche come forma di prevenzione degli incendi.

 

Al centro anche gli usi civici e i domini collettivi. 

A Troina circa 4.000 ettari sono stati restituiti alla collettività e affidati a un'azienda agro-silvo-pastorale. Marisa Meli ha annunciato un osservatorio regionale rivolto ai Comuni. Presentato inoltre il progetto IDDE di Buccheri, che punta a trasformare i saperi tradizionali delle donne in piccole attività imprenditoriali.

 

Dalle parole agli impegni

«Non immagino soltanto una carta di principi: ogni capitolo dovrà indicare che cosa possiamo e dobbiamo fare», ha dichiarato Michelangelo Giansiracusa, coordinatore regionale della rete, sottolineando la necessità di rendere il documento operativo.

 

L'obiettivo è fare della Carta un riferimento non soltanto regionale, ma nazionale. La sindaca di Erice, Daniela Toscano, ha definito la collaborazione tra territori una risorsa decisiva per trasformare il valore dei borghi in opportunità di crescita, lavoro e coesione sociale.

 

Adesso la sfida sarà tradurre gli impegni in progetti, servizi e risorse. 

Perché contrastare lo spopolamento significa garantire ai cittadini scuole, sanità, collegamenti e opportunità economiche. Solo così i borghi potranno diventare una risorsa strategica per il futuro della Sicilia.