Marsala, un anno fa l'incendio alla pescheria Crimi. Daniele: «Aspetto ancora giustizia, voglio sapere chi è il mandante»
Un anno fa le fiamme devastavano la sua attività all'Antico Mercato di Marsala. Oggi, 12 ottobre 2026, Daniele Crimi, titolare della pescheria che porta il suo nome, ricorda quella notte e torna a chiedere giustizia. Perché il locale è stato ricostruito, l'attività è ripartita, ma resta una domanda alla quale vorrebbe una risposta: chi ha ordinato l'incendio?
«Un anno fa mi svegliavo con una chiamata dei carabinieri che mi dicevano di andare subito nel mio locale perché c'era stato un incendio», racconta Crimi.
La ripartenza dopo l'incendio
Nonostante i danni, Crimi non si è arreso. Grazie all'aiuto di amici e conoscenti è riuscito a rimettere in sesto il locale e a riaprire dopo appena una settimana.
«Ringraziando Dio mi sono ripreso, ho sistemato tutto in fretta grazie a quelli che mi sono stati vicini, aiutandomi a pulire, pitturare e risistemare tutto».
Ma la ferita, a distanza di dodici mesi, non si è ancora rimarginata.
«Hanno arrestato gli esecutori, ma io voglio il mandante»
Crimi ricorda che per l'incendio sono state arrestate due persone. Ma, secondo lui, chi ha materialmente appiccato il fuoco sarebbe stato soltanto uno strumento nelle mani di qualcun altro.
«Li voglio chiamare poverini, perché avendo problemi di tossicodipendenza li hanno usati con 20-30 euro di porcheria. Ma io voglio il mandante», scrive.
Il commerciante sostiene di sapere chi ci sarebbe dietro l'attentato e lamenta che, dopo un anno, non sia ancora stata fatta piena luce sulle eventuali responsabilità di altre persone. Si tratta, naturalmente, delle sue convinzioni e delle sue accuse, non di responsabilità giudizialmente accertate.
«Io credo nella giustizia e so che prima o poi pagherai anche tu», aggiunge rivolgendosi a chi ritiene responsabile.
«Mi hanno fatto solo pubblicità»
C'è anche spazio per una considerazione amara, ma ironica. Crimi racconta che, dopo l'incendio, la sua attività ha avuto una stagione particolarmente positiva.
«Mi hai fatto solo pubblicità, perché ho avuto una stagione più ricca degli altri anni. La gente veniva a mangiare da me e mi chiedeva sempre di questa vigliaccheria. Quindi da una parte ti devo pure ringraziare».
Infine, un messaggio rivolto agli altri commercianti: «Se vi succede una cosa del genere, non vi abbattete mai. Non dategliela vinta. Ripartite subito».
A un anno dall'incendio del 12 ottobre 2025, la pescheria Crimi è tornata a lavorare. Ma Daniele continua a chiedere che venga chiarito se, dietro il gesto incendiario, ci sia stato un mandante.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i due fratelli indagati avrebbero raggiunto l'Antico Mercato in bicicletta, dopo essersi procurati della benzina, e avrebbero appiccato il fuoco al bancone della pescheria. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza sono state decisive per individuarli.
Per Crimi, però, la vicenda non è chiusa. E nell'anniversario dell'incendio torna a chiedere che venga fatta piena luce su quanto accaduto.
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