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12/10/2026 08:32:00

Trapani, caro gasolio: la flotta si ferma. I pescatori lasciano i documenti in Capitaneria

Il carburante costa troppo e uscire in mare rischia di trasformarsi in una perdita economica. 

La marineria di Trapani si ferma davanti al caro gasolio, arrivato a costare tra 1,40 e 1,50 euro al litro per le attività di pesca. 

 

Le imprese hanno deciso di sospendere le uscite e di lasciare i documenti di bordo alla Capitaneria di Porto, dando un segnale forte alle istituzioni.

 

La protesta sarà al centro della conferenza stampa convocata per lunedì 12 ottobre, alle 9.30, negli spazi dell’antico Lazzaretto di Trapani. A promuoverla è il Centro Permanente per il Coordinamento delle Politiche Locali della Pesca del GAL Pesca Trapanese, insieme agli operatori del settore, che intendono illustrare le ragioni dello stato di agitazione e presentare richieste concrete ai decisori politici regionali e nazionali.

 

I numeri raccontano una crisi che mette a rischio la sostenibilità economica delle imprese ittiche. 

Tra il 2016 e il 2019 il gasolio agevolato destinato alla pesca costava tra 40 e 55 centesimi al litro. Con lo scoppio della guerra in Ucraina, il prezzo è salito fino a 1,15 euro, senza più tornare ai livelli precedenti. 

Oggi la situazione è diventata ancora più pesante, con il carburante che assorbe quasi interamente il ricavato di una battuta di pesca.

 

Il risultato è che andare in mare può significare lavorare in perdita. Una condizione che, secondo gli operatori, non consente di proseguire normalmente le attività e che ha spinto le imprese a scegliere lo stop come forma di protesta.

 

Il Centro di coordinamento manifesta forte preoccupazione e insoddisfazione per le risposte ricevute finora a livello regionale e nazionale. 

Il fermo della flotta viene presentato come un grido d’allarme rivolto alle istituzioni, chiamate a intervenire per evitare che il peso dei costi energetici comprometta ulteriormente il comparto.

 

La conferenza stampa di lunedì servirà a mettere sul tavolo le criticità della marineria trapanese, ma anche a indicare le misure ritenute necessarie per affrontare l’emergenza. L’obiettivo è ottenere risposte in tempi rapidi, con interventi capaci di sostenere le imprese e salvaguardare il lavoro dei pescatori.

 

La vertenza si inserisce nel Pilastro 4 della Strategia Blu Trapani 2028-2034 del GAL Pesca Trapanese, dedicato alla filiera della pesca evoluta e al rafforzamento della competitività e della sostenibilità economica del settore.

Sul tavolo non c’è soltanto il futuro delle singole imprese. 

A essere coinvolti sono anche l’occupazione, la filiera ittica e le comunità costiere che dipendono dalla pesca. 

Con le barche ferme e i costi che continuano a pesare sui bilanci aziendali, la marineria chiede alle istituzioni di passare dalle risposte alle soluzioni.