Biblioteche e archivi siciliani da salvare: a Trapani le ‘Radici di carta’
Le biblioteche non sono soltanto luoghi in cui si conservano i libri. Sono anche spazi di incontro e di conoscenza, dove si può leggere, studiare e ricostruire la storia di una comunità. Eppure, in Sicilia, molte realtà fanno i conti con difficoltà di gestione, carenza di personale e strutture che non riescono a garantire continuità ai servizi.
È da qui che parte Radici di carta, la prima antologia del movimento culturale Gli Olmi, presentata al Complesso monumentale San Domenico di Trapani. Il volume, edito da Kalós e curato da Stefania Auci e Nadia Terranova, riunisce scrittori e scrittrici con modi diversi di raccontare, ma accomunati da un tema: il valore delle biblioteche e degli archivi.
Gli Olmi sono nati dalla volontà di tutelare la biblioteca di Niscemi dopo la frana che ha colpito il territorio. Da quella prima esperienza, l'impegno si è esteso alle biblioteche e agli archivi siciliani, con l'obiettivo di salvaguardare il patrimonio custodito e riportare alla luce storie che rischiano di restare dimenticate.
Biblioteche chiuse e archivi in difficoltà
Il problema riguarda diverse parti dell'Isola. Ci sono biblioteche che non riescono a restare aperte perché mancano le risorse per gestirle, archivi che necessitano di interventi e documenti antichi che hanno bisogno di essere recuperati e conservati. Anche la mancanza di una normativa regionale specifica per le biblioteche è stata indicata tra le questioni da affrontare.
A Favignana, la difficoltà di avere un luogo di aggregazione culturale si accompagna alle condizioni degli archivi comunali e di quelli legati al carcere di San Giacomo. Il tema non riguarda soltanto la conservazione dei documenti, ma anche le opportunità offerte a chi vive in un territorio: crescere senza spazi culturali significa avere meno occasioni per incontrarsi, leggere e conoscere.
Anche la gestione delle biblioteche richiede un'organizzazione capace di rispondere alle esigenze attuali. Le strutture hanno bisogno di personale, risorse e strumenti adeguati. In molti comuni, però, le difficoltà economiche rendono complicate le assunzioni. Da qui la necessità di creare una rete tra biblioteche, per condividere esperienze e trovare soluzioni comuni.
I libri e la possibilità di conoscere
Nel corso della presentazione, Gaspare Grammatico ha richiamato il valore della lettura attraverso una storia che ha come protagonisti due pesci. Nuotano nell'acqua, ma quando un pesce più anziano chiede loro com'è, non sanno neppure che cosa sia. Un esempio per riflettere su quanto spesso si viva dentro una realtà senza riuscire a riconoscerla davvero.
La lettura può aiutare a guardare il mondo con maggiore consapevolezza, ad allargare le proprie esperienze e a farsi domande. Per questo biblioteche e librerie dovrebbero essere più presenti e accessibili. Il problema, infatti, non è soltanto quanto si legge, ma anche la possibilità concreta di trovare libri e luoghi in cui avvicinarsi alla lettura.
Il tema è particolarmente importante in Sicilia, dove, come è stato ricordato durante l'incontro, molte persone non hanno una libreria a disposizione nel proprio territorio e sono costrette a ricorrere agli acquisti online.
Gli archivi, per ritrovare le storie
Accanto ai libri ci sono gli archivi, fondamentali per tornare alle fonti e ricostruire vicende che altrimenti rischierebbero di rimanere nascoste. Nei documenti si trovano nomi, date e testimonianze che aiutano a leggere il passato e a capire meglio il presente.
La pandemia ha riportato l'attenzione anche su questo aspetto: negli archivi restano i nomi delle persone che non ci sono più, tracce che continuano a raccontare le loro vite. Ma perché possano essere consultati, studiati e valorizzati, i documenti devono essere conservati e resi accessibili.
Tra le situazioni richiamate durante l'incontro c'è quella dell'archivio storico di Messina, trasferito a Catania dopo una vicenda legata ai locali in cui si trovava. Una storia che richiama le difficoltà e i tempi necessari per garantire la tutela e la consultazione di un patrimonio documentario.
Cinquanta scrittori, tante prospettive
Gli Olmi sono un gruppo composto da circa cinquanta scrittori e scrittrici, uniti dall’impegno per la tutela delle biblioteche. Da questo percorso nasce Radici di carta, che raccoglie racconti e sensibilità differenti, mettendo al centro le biblioteche come luoghi reali, legati alla vita delle persone e delle comunità.
Alla presentazione di Trapani sono intervenuti, accanto alla curatrice Stefania Auci, Rosalia D’Alì, assessora alla Cultura del Comune di Trapani, Giacomo Pilati, Gaspare Grammatico, Stefania La Via, Rosita Manuguerra, Giampiero Montanti, Marco Rizzo e Carmelo Sardo. Nel corso dell’incontro sono stati letti anche alcuni estratti dell’antologia.
Tra i racconti c'è quello di Giampiero Montanti, che prende spunto dall'Accademia della Civetta, realtà realmente esistita a Trapani, e immagina un incontro all'interno della Biblioteca Fardelliana. Un esempio di come la ricerca e la memoria custodite nei luoghi della cultura possano diventare materia narrativa.
Il lavoro degli Olmi punta a mantenere viva l'attenzione su questi luoghi e sulle difficoltà che affrontano, portando il tema della loro tutela fuori dagli ambienti degli addetti ai lavori.
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