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14/10/2026 06:00:00

Carovita, a Trapani famiglie e imprese schiacciate dai rincari: "Servono risposte concrete"

Fare la spesa, pagare le bollette, mettere carburante nell’auto per andare al lavoro. Spese che pesano sempre di più e che, per tante famiglie, significano rinunciare a qualcosa: un percorso universitario per i figli, una cura, o semplicemente la possibilità di arrivare a fine mese senza difficoltà.
A Trapani il carovita si intreccia con problemi che il territorio conosce da tempo: redditi bassi, lavoro stagionale e precario, trasporti insufficienti e servizi che spesso costringono i cittadini a spostarsi. Da qui il confronto promosso dalla CGIL di Trapani insieme alle associazioni della rete “La Via Maestra”, con l’obiettivo di individuare proposte da portare alle istituzioni, a partire dalla Regione Siciliana.

Redditi bassi e lavoro fragile
Nel Trapanese, dove il lavoro stagionale e precario è una realtà diffusa, il carovita rischia di allargare ulteriormente le disuguaglianze. La segretaria generale della CGIL di Trapani, Liria Canzoneri, ha richiamato l’attenzione sulla povertà e sulle difficoltà di chi, pur lavorando, non riesce a sostenere tutte le spese. I rincari pesano anche sulle imprese: nella pesca, per esempio, il costo del carburante incide direttamente sull’attività degli armatori.
A rendere più difficile la situazione sono anche le carenze dei trasporti e dei servizi. C’è chi deve spostarsi ogni giorno per raggiungere il posto di lavoro e chi è costretto a lasciare il territorio per ricevere cure specialistiche. Spese che si sommano a quelle quotidiane e restringono le possibilità delle famiglie.

Energia e trasporti, due nodi da affrontare
Tra i temi emersi c’è quello dell’energia, il cui costo incide sulle famiglie ma anche sulle imprese e sui servizi pubblici. Non si tratta soltanto delle bollette domestiche: l’energia serve per alimentare le attività produttive e per garantire servizi essenziali, compresi quelli legati alla gestione dell’acqua.
Il tema è stato richiamato anche dal sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, che ha evidenziato le difficoltà economiche legate al trasporto pubblico. I costi del servizio e del carburante pesano sui bilanci delle aziende di trasporto, mentre i Comuni devono cercare risorse per mantenere servizi accessibili. Il confronto ha fatto emergere anche una questione più ampia. Come incentivare maggiormente l’utilizzo dei mezzi pubblici.
Tranchida ha richiamato anche il paradosso delle energie rinnovabili: la Sicilia dispone del vento, una risorsa importante per la produzione energetica, ma restano ostacoli infrastrutturali e difficoltà nel trasporto delle pale eoliche, legate anche al blocco della ZES. Una situazione che, secondo il sindaco, evidenzia le contraddizioni delle scelte compiute a livello nazionale e la difficoltà per la Sicilia di valorizzare le proprie risorse.

 

 

La tassa di soggiorno come risorsa per il territorio
Una delle proposte discusse riguarda l’utilizzo di una parte delle entrate della tassa di soggiorno per creare un fondo territoriale destinato a sostenere le persone in maggiore difficoltà. Le risorse potrebbero contribuire ad affrontare i costi dell’energia, del carburante e della mobilità, con particolare attenzione alle famiglie con redditi bassi.
Sul ruolo delle amministrazioni locali è intervenuto il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, che ha richiamato il ruolo dei Comuni e la necessità di portare le esigenze dei territori al tavolo regionale. Le amministrazioni, da sole, non possono risolvere tutti i problemi, ma possono contribuire a costruire risposte coordinate e a difendere l’accesso ai servizi pubblici.
Surdi ha posto l’attenzione anche sul diritto a una casa dignitosa, che comprende la possibilità di riscaldare gli ambienti e sostenere i costi energetici. Una questione che riguarda in modo particolare le abitazioni popolari e le famiglie con un solo reddito.
Anche Enzo Campo, segretario provinciale della Filt Cgil di Trapani e residente a Favignana, ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra turismo e territorio. La sua riflessione parte da una considerazione: il turismo non sempre viene vissuto dalle comunità locali come un’opportunità. Da qui la necessità, secondo Campo, di utilizzare meglio le risorse disponibili.

Fotovoltaico e sostegno alle imprese
Sul fronte energetico, tra le strade indicate c’è lo sviluppo degli impianti fotovoltaici, anche attraverso le comunità energetiche e l’utilizzo di edifici pubblici. Ridurre i consumi e il costo delle bollette potrebbe aiutare famiglie, attività economiche e amministrazioni.
Il presidente provinciale della CNA, Giuseppe Orlando, ha richiamato il legame tra carovita e mondo del lavoro: dietro le difficoltà dei cittadini ci sono spesso lavoratori e lavoratrici che devono sostenere spese crescenti con stipendi insufficienti. Per questo il contrasto all’impoverimento non può limitarsi a interventi occasionali, ma deve comprendere misure che sostengano sia i redditi sia le attività economiche.

Una piattaforma da portare alla Regione
La CGIL intende raccogliere le proposte emerse in una piattaforma da utilizzare anche in vista della prossima manovra finanziaria regionale. Tra le misure indicate figurano contributi per le spese energetiche delle famiglie, sostegni alla mobilità e al carburante, interventi sulla fiscalità regionale e un paniere di beni essenziali a prezzi concordati.
L’obiettivo è passare dagli aiuti occasionali a interventi capaci di incidere sulle spese che pesano ogni mese sui bilanci familiari. Il carovita non è soltanto una questione di prezzi. In un territorio segnato da lavoro precario, servizi carenti e spopolamento, riguarda anche la possibilità di restare, lavorare e costruire il proprio futuro.
Il confronto è stato promosso dalla CGIL insieme alle associazioni della rete “La Via Maestra”: Articolo 21, Arcigay, ANPI, ANMIL, Auser, Ciao Mauro, Libera, Legambiente, Comitato per la difesa della Costituzione e Federconsumatori.

 

Beatrice Progni