Un’ora in più a letto, un’ora di luce in meno nel pomeriggio. Torna l’ora solare e torna la domanda che, due volte l’anno, mette in crisi un Paese intero: le lancette vanno avanti o indietro?
Questa volta indietro. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3, gli orologi torneranno alle 2. Si potrà dormire un’ora in più, ma farà buio prima. E mentre ci prepariamo a cambiare l’ennesimo orologio, torna a farsi concreta anche la discussione su come smettere di farlo.
Quando cambia l’ora: la data da segnare
Il ritorno all’ora solare è fissato per domenica 25 ottobre. Il cambio avverrà durante la notte precedente: alle 3 si tornerà alle 2.
Finisce così il periodo dell’ora legale, iniziato il 29 marzo. Il passaggio riguarda tutta Italia, Sicilia compresa: nessuna differenza tra Palermo, Trapani, Marsala e il resto del Paese.
Si dorme un’ora in più o un’ora in meno?
La notizia buona è questa: la notte durerà un’ora in più. Chi mantiene lo stesso orario della sveglia potrà quindi concedersi sessanta minuti aggiuntivi di riposo.
Almeno sulla carta. Bambini piccoli, gatti e altri esseri poco interessati alle convenzioni sull’orario potrebbero avere un programma diverso.
Farà buio prima? Sì, ma non perdiamo un’ora di sole
Il cambiamento più evidente arriverà domenica pomeriggio: il tramonto scatterà un’ora prima sull’orologio rispetto all’ora legale. In compenso, anche l’alba arriverà un’ora prima.
Non sparisce un’ora di luce: cambia il modo in cui la distribuiamo nelle nostre giornate. Le ore di sole, invece, continueranno a diminuire gradualmente con l’avvicinarsi dell’inverno.
Per chi esce dal lavoro nel tardo pomeriggio, l’effetto sarà immediato: la sensazione di ritrovarsi già in piena sera.
Il cellulare cambia ora da solo?
Smartphone, computer e tablet generalmente si aggiornano automaticamente, se nelle impostazioni è attiva la regolazione automatica di data, ora e fuso orario.
Meglio controllare questa voce prima di intervenire manualmente: spostare l’ora quando il telefono lo fa già da solo è un ottimo sistema per arrivare in anticipo di un’ora e dare la colpa alla tecnologia.
Gli orologi da parete, quelli da polso e alcuni elettrodomestici, invece, potrebbero richiedere la regolazione manuale.
Ma non dovevamo abolire il cambio dell’ora?
È la seconda domanda di rito. La commissione Attività produttive della Camera ha approvato il documento conclusivo di un’indagine conoscitiva sul tema.
L’indicazione è superare il doppio cambio stagionale. Resta però aperta la questione decisiva: tenere tutto l’anno l’ora legale oppure quella solare? Il documento non abolisce il cambio dell’ora e il passaggio del 25 ottobre resta confermato.
Ora legale o solare per sempre? Il punto è questo
Negli elementi raccolti durante l’indagine, le associazioni del commercio vedono nell’ora legale permanente un possibile vantaggio: più luce nel pomeriggio e nella sera invernali potrebbe favorire passeggiate, acquisti e frequentazione dei centri cittadini.
Una parte della comunità scientifica indica invece nell’ora solare permanente la scelta più coerente con i ritmi biologici. Mantenere l’ora legale in inverno significherebbe infatti avere anche l’alba un’ora più tardi.
Sul fronte energetico, Terna segnala che il beneficio aggiuntivo dell’ora legale permanente sarebbe complessivamente contenuto, anche per la maggiore efficienza dei sistemi di illuminazione.
Tra le proposte c’è quindi una sperimentazione, con un monitoraggio degli effetti su consumi, salute, sicurezza e attività economiche prima di una decisione definitiva.
Per adesso, però, il promemoria resta quello: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre lancette indietro di un’ora. Il dibattito sull’abolizione può aspettare. La sveglia, purtroppo, no.