Strage di Pizzolungo, la poesia di Francesco Bianco vince l’Aquila d’Oro
La memoria della strage mafiosa di Pizzolungo conquista il primo premio al concorso internazionale di poesia “Aquila d’Oro” 2026. A ottenere il riconoscimento è Francesco Bianco con “A strata da mimoria”, una poesia in lingua siciliana dedicata a Barbara Rizzo Asta e ai suoi gemellini Giuseppe e Salvatore, uccisi nell'attentato del 2 aprile 1985.
Il componimento si è classificato al primo posto nella sezione dedicata alla poesia dialettale della quinta edizione del premio. Il verdetto è stato ufficializzato dalla giuria il 5 ottobre, sotto la presidenza di Arianna Miorelli. La cerimonia di premiazione si terrà il 12 dicembre, alle ore 15, nell'Auditorium della parrocchia di Mussetta, a San Donà di Piave, in Veneto.
Una strada, una madre e due bambini. Sono le immagini attorno alle quali Bianco costruisce il suo racconto poetico, riportando alla memoria quella mattina in cui un'autobomba destinata al magistrato Carlo Palermo spezzò tre vite innocenti.
La poesia, pubblicata nell'antologia del concorso, restituisce attraverso la forza espressiva del dialetto siciliano il dolore di una tragedia che ha segnato la storia del Trapanese. La strada di Pizzolungo diventa il luogo della memoria collettiva, dove il ricordo delle vittime si intreccia alla denuncia della violenza mafiosa e alla richiesta di giustizia.
Per Francesco Bianco è il secondo riconoscimento in poco più di un mese, sempre nel nome delle vittime di Pizzolungo. Il 5 settembre scorso, infatti, un'altra sua poesia, questa volta in lingua italiana, “Il mare blu di Pizzolungo”, ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria alla XXVIII edizione del Premio Nazionale di Poesia “Città di Partanna – Giuseppe Tusa”.
Due componimenti, due lingue e un unico filo conduttore: il ricordo di Barbara, Giuseppe e Salvatore. Nel primo, il dialetto diventa voce della memoria popolare; nel secondo, il mare azzurro di Pizzolungo fa da contrasto alla brutalità della strage.
Con questi riconoscimenti, la poesia di Francesco Bianco porta anche fuori dalla Sicilia il ricordo delle tre vittime innocenti, trasformando una delle pagine più dolorose della storia trapanese in un messaggio contro la mafia e l'oblio.
Perché la memoria, come ricorda la stessa poesia premiata, non si può cancellare né dimenticare.
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