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15/10/2026 06:00:00

Sicilia, tre voti tengono in piedi la manovra. Ora lo scontro sulle mancette

Tre voti consentono al governo Schifani di superare il primo ostacolo sulla variazione di bilancio. Sono però un margine troppo stretto per considerare tranquillo il percorso della manovra all’Assemblea regionale siciliana.

 

La seduta del 13 ottobre consegna al centrodestra un avvertimento: mentre Forza Italia cerca di contenere le proprie divisioni, in Parlamento servono presenze e voti per trasformare il sostegno politico all’esecutivo in provvedimenti approvati.

 

La pregiudiziale delle opposizioni è stata respinta con 26 voti contrari e 23 favorevoli. Il disegno di legge ha così potuto iniziare la discussione generale, ma resta aperta la decisione sullo stralcio di una parte delle disposizioni.

 

Il primo voto non sancisce una sconfitta del governo, ma evidenzia la difficoltà di mobilitare la coalizione. Le assenze tra i banchi del centrodestra, comprese quelle di alcuni esponenti di Forza Italia, hanno ridotto sensibilmente il vantaggio sulle minoranze.

 

Sarà questo uno dei problemi da affrontare durante l’esame degli articoli. Le tensioni interne agli azzurri, alimentate dal confronto sul futuro di Schifani e sulla linea del commissario Nino Minardo, accompagnano infatti una trattativa nella quale ogni gruppo punta a difendere le proprie priorità.

 

L’eventuale ricorso al voto segreto, nei casi consentiti dal regolamento, aggiungerebbe un ulteriore elemento di incertezza. Per il governo, dunque, il passaggio decisivo sarà ricostruire una partecipazione stabile ai lavori e un’intesa sui contenuti della legge.

 

Il nodo dello stralcio

Prima ancora delle singole misure, l’Ars deve stabilire quale sarà il perimetro del provvedimento.

La variazione di bilancio è arrivata in Aula con un testo molto ampio e un numero consistente di disposizioni: da qui l’ipotesi di separarne alcune, alleggerendo l’esame parlamentare.

La scelta avrà conseguenze concrete. Uno stralcio lascerebbe fuori da questo percorso una parte delle norme, da affrontare eventualmente con altri provvedimenti. Mantenere il testo nella sua estensione attuale significherebbe invece sottoporlo a una discussione più lunga e a un confronto serrato sugli emendamenti.

 

Fondi ai territori, lo scontro sui criteri

Il punto politicamente più controverso riguarda il Fondo per gli investimenti territoriali, per il quale nella manovra sono previsti 50 milioni di euro.

Le risorse sono destinate a interventi in diversi ambiti, dalle infrastrutture ai servizi sociali, dalla scuola alla cultura e al recupero del patrimonio.

La contrapposizione riguarda soprattutto il modo in cui individuare beneficiari e finanziamenti. Controcorrente contesta il ruolo discrezionale della politica e propone di recuperare il metodo riconducibile alla legge voluta da Piersanti Mattarella: una distribuzione fondata su criteri generali, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il peso della mediazione dei singoli deputati.

 

Le proposte: maternità, defibrillatori e giovani professionisti

Controcorrente ha presentato circa ottocento emendamenti, annunciando un’opposizione parlamentare decisa al testo.

Il pacchetto affianca alle richieste di modifica del sistema dei contributi una serie di interventi rivolti a cittadini e servizi.

Tra le proposte illustrate figurano gli aiuti ai condomini per acquistare defibrillatori, la gratuità dei collegamenti marittimi per i residenti delle isole minori e un’indennità minima di 700 euro mensili per i praticanti che seguono il percorso di accesso alle professioni.

Sono emendamenti ancora da esaminare, la cui efficacia dipenderà dall’eventuale approvazione e dalla formulazione definitiva.

Sul fronte sanitario è stato presentato anche un sostegno alle donne prossime al parto che devono lasciare i territori più disagiati per raggiungere l’ospedale. L’obiettivo è contribuire alle spese di alloggio, anche per un accompagnatore, consentendo alle future madri di avvicinarsi alla struttura prima della nascita.