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19/10/2026 20:00:00

Omicidio Arculeo: da nuove intercettazioni in carcere la ricostruzione del delitto

Potrebbero arrivare proprio dalle conversazioni registrate in carcere nuovi elementi per fare luce sull’omicidio di Antonino Arculeo, il pensionato di Partinico ucciso nelle campagne di Alcamo nel maggio dello scorso anno. La Procura ritiene che le intercettazioni possano contribuire a chiarire alcuni passaggi della vicenda e ha disposto la trascrizione degli audio, che saranno successivamente acquisiti al processo.

La decisione è emersa nel corso dell’ultima udienza davanti al tribunale, dove sono imputati Gioacchino Leto, 36 anni, di Partinico, e Alessio Parrino, 33 anni, di Alcamo. Per il procedimento si profila quindi un ulteriore approfondimento investigativo, destinato a proseguire dopo l’esame del materiale audio e il confronto con gli altri elementi raccolti durante le indagini.

 

Il ruolo delle intercettazioni e i prossimi passaggi in aula

 

La trascrizione delle registrazioni rappresenta un passaggio importante per verificare il contenuto delle conversazioni e valutare se possano offrire indicazioni utili alla ricostruzione dei fatti. Una volta completato il lavoro, il materiale sarà messo a disposizione delle parti, mentre il dibattimento riprenderà con l’esame dei testimoni e degli investigatori.

Nella precedente udienza era prevista la deposizione di Giorgia Ortona, ex dirigente del commissariato di Partinico che aveva seguito le indagini sull’uccisione del pensionato. Il suo contributo è atteso per ricostruire l’attività investigativa e i riscontri che hanno portato all’individuazione dei presunti responsabili.

 

La ricostruzione dell'accusa

 

Secondo la ricostruzione accusatoria, Arculeo sarebbe stato attirato nei pressi delle Terme delle acque calde con il pretesto di una rapina. L’obiettivo sarebbe stato sottrargli il denaro che aveva con sé, ritenuto proveniente dagli affitti di alcuni immobili.

La vittima sarebbe stata prima stordita con una bevanda contenente melatonina e successivamente colpita ripetutamente con un coltello. Il corpo sarebbe stato poi dato alle fiamme, secondo l’ipotesi degli inquirenti, per cancellare le tracce del delitto.

Gli investigatori sarebbero riusciti a ricostruire parte degli spostamenti grazie al GPS dell’auto della vittima, elemento che avrebbe contribuito a delineare la sequenza degli avvenimenti.

 

Le posizioni degli imputati

 

Nel corso delle indagini sarebbe stata ammessa una partecipazione all’aggressione, con la negazione, tuttavia, di aver inferto i colpi mortali. La Procura ha valutato il racconto ritenendolo compatibile con la possibilità che l’autore materiale dell’omicidio fosse un altro soggetto.

Le responsabilità individuali restano al centro del processo, che dovrà chiarire il ruolo attribuito a ciascun imputato e verificare la solidità degli elementi raccolti. La trascrizione delle intercettazioni potrebbe fornire ulteriori spunti, ma sarà il confronto processuale a stabilirne la rilevanza.

È stata invece archiviata, per quanto riguarda la contestazione di omicidio, la posizione di Dario Milana, 47 anni, di Partinico, inizialmente indagato anche per la morte del pensionato. Per lui resta un procedimento separato relativo all’ipotesi di soppressione di cadavere.

L’attenzione si sposta adesso sul contenuto delle registrazioni e sulle prossime udienze: elementi che potrebbero contribuire a definire con maggiore precisione la dinamica di un delitto ancora al centro dell’accertamento giudiziario.