Una legge in tre mesi, quella sui cimiteri monumentali. È il bilancio tracciato sull’attività legislativa dell’Ars: da luglio, per il resto, interrogazioni e sedute interlocutorie. Al 17 ottobre, nessun articolo delle variazioni di bilancio era stato votato.
La chiamano manovrina. L’attesa, invece, è diventata decisamente grande.
L’Aula tornerà a riunirsi martedì 20 ottobre. L’obiettivo riferito dalla Tgr è arrivare all’approvazione entro metà settimana.
Il M5S apre, la Dc chiede lealtà
Nuccio Di Paola offre la disponibilità del Movimento 5 Stelle sulle misure urgenti per autotrasportatori, agricoltori e pescatori, purché siano eliminate le «mancette».
Dal centrodestra, Ignazio Abbate, della Dc, sollecita l’approvazione della manovra e chiede «grande senso di lealtà all’interno della maggioranza».
Due richiami a sbloccare i lavori, dunque. Non ancora un accordo su come farlo.
Tagliati 52 articoli, restano i fondi territoriali
Il tentativo di alleggerire il provvedimento non ha risolto il nodo politico. 52 articoli sono stati stralciati, ma nel testo è rimasto il Fondo per gli investimenti territoriali, con una dotazione di 50 milioni di euro, destinato a interventi infrastrutturali per Comuni ed enti ecclesiastici.
Sono le risorse che l’opposizione definisce «mancette». La maggioranza respinge questa lettura e le presenta, invece, come somme a beneficio dei Comuni.
La distinzione non è secondaria: finanziare un intervento locale non significa, automaticamente, finanziare un’opera inutile. Il problema è stabilire chi sceglie, con quali criteri e secondo quale ordine di priorità. E rendere quelle scelte verificabili, senza confondere i bisogni di un territorio con le esigenze elettorali di chi lo rappresenta.
Un milione a deputato: la denuncia dei Cinque Stelle
Su questo punto resta l’attacco lanciato il 16 ottobre da Antonio De Luca e Nuccio Di Paola. Secondo quanto riferito dai due esponenti del M5S, ad alcuni deputati della maggioranza sarebbe consentito indicare interventi per un milione di euro, ad altri per due milioni, senza criteri chiari. Nella loro denuncia, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno avrebbe inoltre ulteriori risorse con cui favorire il consenso sulla manovra. È la ricostruzione dell’opposizione, non una ripartizione ufficialmente accertata dei finanziamenti.
«La campagna elettorale la facciano con i propri soldi, non con quelli della collettività», sostengono De Luca e Di Paola.
La richiesta è cancellare i fondi contestati oppure assegnarli attraverso un avviso pubblico: una soluzione che, secondo gli stessi esponenti pentastellati, è stata proposta anche dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. Il punto, per il Movimento, è sottrarre la selezione degli interventi alle trattative riservate tra deputati e governo.