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03/04/2026 10:00:00

Agricoltura integrata, Safina: "Bando penalizzante, escluse troppe aziende siciliane"

“Non possiamo chiedere agli agricoltori siciliani di investire nella sostenibilità e poi lasciarli soli proprio quando attendono risposte concrete”. Con queste parole il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina interviene sul bando relativo alla produzione integrata del PSP Sicilia 2023-2027, al centro di una sua interrogazione all’assessore regionale all’Agricoltura.

 

Poche risorse, tante esclusioni

Nel mirino del parlamentare c’è l’Intervento SRA01 - ACA1 “Produzione Integrata”, misura che punta a ridurre l’uso di fitofarmaci e fertilizzanti chimici.

“Parliamo di uno strumento importante – spiega Safina – ma i numeri parlano chiaro: su circa 2.300 domande presentate, solo 900 aziende risultano finanziabili”.

Secondo il deputato, la dotazione di poco più di 7,6 milioni di euro annui è insufficiente rispetto alle reali esigenze del comparto agricolo siciliano.

 

Aziende penalizzate dopo gli investimenti

Particolarmente critica è la situazione delle imprese escluse, molte delle quali avevano già sostenuto costi rilevanti per adeguarsi ai disciplinari della produzione integrata.

“Queste aziende hanno creduto nelle istituzioni – sottolinea Safina – investendo nella certificazione SQNPI e modificando le pratiche agronomiche già dal 2025. Oggi si trovano senza alcun sostegno economico”.

 

Il caso del Trapanese

Il problema, evidenzia Safina, è ancora più grave nel territorio trapanese, dove si concentra gran parte delle aziende escluse.

“Qui la presenza di aree prioritarie è minore, ma si tratta di un tessuto produttivo vitivinicolo già in difficoltà. Questo intervento avrebbe potuto rappresentare una vera boccata d’ossigeno”.

 

Un meccanismo da rivedere

Il deputato mette in luce anche un paradosso: le restrizioni del bando sono entrate in vigore il 1° gennaio 2025, ma molte aziende hanno scoperto solo nel 2026 di non poter accedere ai contributi.

“È un sistema che scarica il rischio d’impresa sugli agricoltori e che va profondamente rivisto”, accusa.

 

Le richieste alla Regione

Safina chiede chiarimenti sulle scelte finanziarie e sollecita un intervento immediato:
“Bisogna capire perché le risorse siano così limitate e se si intenda reperirne di nuove per scorrere la graduatoria. È fondamentale tutelare chi ha già investito”.

 

Obiettivo: una Sicilia sempre più “bio”

Guardando al futuro, il deputato rilancia una visione più ampia:
“La Sicilia deve puntare con decisione sull’agricoltura biologica, diventando la regione più ‘bio’ d’Italia. Le politiche devono concentrarsi sulla conversione e sul mantenimento del biologico”.

 

Piccole aziende in difficoltà

Resta però il nodo delle aziende che hanno già aderito alla produzione integrata. In particolare nel Marsalese, circa il 10% delle imprese – soprattutto quelle sotto i 6-7 ettari – ha dovuto rinunciare per i costi troppo elevati.

“Anche queste realtà meritano risposte immediate”, sottolinea Safina.

 

“La transizione ecologica non sia uno slogan”

“La transizione ecologica in agricoltura non può restare uno slogan – conclude Safina – ma deve essere accompagnata da risorse adeguate e scelte politiche coerenti. Altrimenti rischia di trasformarsi in un boomerang per chi ha investito nel futuro”.