A chi guiderà Marsala domani, voglio ricordare una verità semplice: lo sport salva vite.
Non è un dettaglio amministrativo. È un rifugio, una strada, una seconda possibilità.
Ogni giorno, nelle palestre, nei campi, nelle associazioni, ci sono ragazzi che lottano contro paure, solitudini, fragilità che nessuno vede.
E lì, in quegli spazi spesso dimenticati, trovano qualcosa che li tiene in piedi:
un istruttore che li ascolta quando nessuno lo fa;
un gruppo che li accoglie quando si sentono fuori posto;
una disciplina che li educa quando la vita li mette alla prova;
un sogno che li protegge quando tutto sembra difficile.
Chi sarà sindaco dovrà capire che ogni struttura lasciata cadere è un sogno che si spezza.
Ogni spazio chiuso è un ragazzo che resta solo.
Ogni promessa mancata è un’occasione perduta per tutta la città.
Marsala ha un cuore grande, ma ha bisogno di mani che lo proteggano.
Lo sport è uno dei pochi luoghi dove le differenze spariscono, dove tutti possono diventare migliori, dove si impara a cadere e a rialzarsi.
Per questo chiedo una cosa chiara: non ignorate ciò che tiene unita questa comunità.
Non lasciate che lo sport diventi l’ennesima voce sacrificata.
Perché dietro ogni allenamento c’è una vita che prova a crescere.
Il prossimo sindaco sarà giudicato non dalle parole, ma da quanto saprà proteggere i nostri giovani.
Lo sport è la loro casa.
E una città che non difende la sua casa, perde se stessa.
Emmanuele Cassata