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08/10/2026 21:02:00

Allerta meteo a Trapani, torna l'incubo allagamenti: ecco le zone più a rischio

La Protezione civile regionale avverte: da domani, venerdì 9 ottobre, sono attesi temporali anche forti, raffiche di vento, grandinate e intensa attività elettrica. L’allerta è gialla in tutta la Sicilia. A Trapani l’attenzione torna soprattutto su quelle zone della città che, sotto l’asfalto e i palazzi, conservano ancora la memoria dell’acqua. E quando piove molto, quella memoria ogni tanto riaffiora.

 

La Protezione civile regionale ha diramato un avviso di allerta gialla per rischio meteo-idrogeologico e idraulico valido per venerdì 9 ottobre 2026 su tutta la Sicilia.

Dalle prime ore della giornata e per le successive 24-36 ore sono previste precipitazioni da sparse a diffuse, prevalentemente temporalesche e localmente anche di forte intensità, soprattutto sui settori tirrenici e ionici dell'Isola. Ai temporali potranno accompagnarsi rovesci violenti, forti raffiche di vento, grandinate e frequente attività elettrica.

Nel Trapanese il peggioramento dovrebbe manifestarsi già nel corso della mattinata, con un sensibile calo delle temperature rispetto alle giornate quasi estive delle ultime ore.

 

Trapani, le zone da tenere sotto controllo

 

Particolare attenzione viene raccomandata a Trapani nelle aree urbane tradizionalmente più esposte ai problemi di deflusso dell'acqua.

Tra queste c'è il quadrante dell'ex canale Scalabrino, in particolare nella zona di via Marsala, via Virgilio e traverse.

Ma c'è soprattutto una vasta porzione della città costruita sull'antico lago Cepeo, comprendente il quadrante tra Palazzo Venuti, via Orti, via Archi e le strade circostanti, fino al quartiere Cappuccinelli.

Sono aree depresse nelle quali, durante i temporali più intensi, l'acqua può accumularsi rapidamente. Il consiglio è quindi quello di evitare sottopassi e strade allagate e di non tentare attraversamenti quando non è possibile valutarne la profondità.

 

Quel lago che oggi non si vede più

 

Il nome Cepeo deriverebbe dal greco kepos, cioè orto o giardino, richiamando le coltivazioni che un tempo caratterizzavano quella parte di Trapani e le antiche “senie”, i sistemi tradizionali di irrigazione alimentati proprio dalle acque del bacino.

Il lago aveva anche una funzione essenziale: rappresentava una sorta di naturale bacino di sfogo delle acque, contribuendo a proteggere la città dalle esondazioni.

C'era però un altro lato della medaglia. Il ristagno delle acque favoriva condizioni insalubri e la diffusione della malaria.

Alla fine dell'Ottocento il lago venne quindi prosciugato e progressivamente interrato, permettendo alla città di espandersi con nuove strade, edifici e quartieri.

Il lago scomparve. La depressione naturale del terreno, naturalmente, no.

Ed è per questo che, dopo oltre un secolo, ogni volta che arrivano piogge particolarmente abbondanti il nome Cepeo torna fuori dalle vecchie mappe e finisce puntualmente nei bollettini della Protezione civile.

 

Possibili temporali forti

 

Il quadro meteorologico resta comunque caratterizzato da una notevole variabilità: nei temporali intensi può piovere moltissimo in pochi minuti in un quartiere e quasi nulla a pochi chilometri di distanza.

Per venerdì è previsto un generale aumento dell'instabilità sulla Sicilia, inizialmente soprattutto sui settori occidentali e tirrenici e successivamente anche sul resto dell'Isola. Non vengono esclusi fenomeni localmente violenti.

Insomma, niente allarmismi ma neppure distrazioni. Quando arriva molta acqua tutta insieme, a Trapani ci sono posti in cui la geografia, anche se nascosta sotto cemento e asfalto, continua ad avere una memoria sorprendentemente lunga.