La regolarità nei rapporti di lavoro potrebbe diventare un criterio premiale negli appalti della Regione Siciliana.
È questo l'obiettivo del disegno di legge presentato all'Assemblea Regionale Siciliana dal gruppo del Partito Democratico, con primo firmatario il deputato trapanese Dario Safina, che propone di riconoscere un vantaggio alle imprese in possesso dell'ASSE.CO., la certificazione che attesta la conformità dei rapporti di lavoro sotto il profilo retributivo e contributivo.
L'idea è quella di trasformare la legalità da principio astratto a criterio concreto nelle scelte della pubblica amministrazione.
"La legalità non può essere soltanto un principio da affermare, ma deve diventare un criterio concreto con cui la pubblica amministrazione sceglie i propri interlocutori", afferma Safina, spiegando che la proposta punta a "premiare le imprese che dimostrano, con fatti e strumenti certificati, di rispettare i lavoratori e le regole".
Cos'è l'ASSE.CO.
L'ASSE.CO. (Asseverazione di Conformità dei Rapporti di Lavoro) è una certificazione volontaria promossa dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro.
Attesta che un'azienda rispetta gli obblighi previsti dalla normativa lavoristica e previdenziale, verificando la corretta applicazione dei contratti collettivi, il pagamento delle retribuzioni e dei contributi e la regolarità complessiva dei rapporti di lavoro. Negli ultimi anni lo strumento è stato indicato come uno dei sistemi utili a favorire trasparenza e prevenzione delle irregolarità nel mercato degli appalti.
Come cambia il sistema degli appalti
Il disegno di legge interviene soprattutto sugli affidamenti di importo più contenuto, quelli che rappresentano la maggioranza delle procedure avviate da Comuni ed enti pubblici.
Nelle procedure negoziate e negli affidamenti diretti, le stazioni appaltanti dovrebbero riconoscere un vantaggio alle aziende che possiedono l'ASSE.CO.
Nelle gare aggiudicate con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, la certificazione consentirebbe di ottenere un punteggio tecnico aggiuntivo.
Negli affidamenti al minor prezzo, invece, diventerebbe un criterio preferenziale in caso di offerte equivalenti. Un sistema che, nelle intenzioni dei proponenti, non introduce nuovi obblighi né costi per la Regione, ma incentiva le imprese che investono nella regolarità del lavoro.
L'obiettivo: contrastare dumping e concorrenza sleale
Secondo Safina, la riforma consentirebbe di valorizzare le imprese corrette senza sostituire i controlli dello Stato. "Vogliamo sostenere quelle imprese che investono nella qualità del lavoro, nella trasparenza e nel rispetto dei contratti, contrastando al tempo stesso il dumping contrattuale e la concorrenza sleale", sostiene il deputato.
Il ddl si inserisce nel dibattito sulla qualità della spesa pubblica e sulla necessità di rafforzare i criteri di affidabilità delle imprese che lavorano con la pubblica amministrazione.
Se approvata dall'Ars, la norma introdurrebbe uno dei primi sistemi regionali di premialità collegati a una certificazione specifica sulla regolarità dei rapporti di lavoro.