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18/09/2022 07:40:00

Badia Grande al Cous Cous Fest con “Don’t Touch” 

La cooperativa sociale Badia Grande di Trapani, impegnata da 15 anni nell’accoglienza degli immigrati, sarà presente alla 25° edizione del Cous Cous Fest, Festival Internazionale dell’Integrazione Culturale.
A San Vito Lo Capo, dove Paesi e culture diverse si danno appuntamento, come da tradizione, per la festa dei sapori e della cultura Mediterranea, Badia Grande presenterà il progetto “Don’t Touch” per prevenire e contrastare la violenza sui minori stranieri. Finanziato dal F.A.M.I. 2014-2020 e realizzato in partenariato con l’Asp di Trapani ed il Consorzio Universitario UNISOM, “Don’t Touch” è un progetto sperimentale di capacity building e governance dei servizi che prevede il potenziamento di servizi di integrazione in favore degli stranieri e la sperimentazione di nuovi.

Sul palco del Bia Theatre, allestito a piazza Santuario, cuore pulsante della kermesse, martedì 20 settembre dalle 18.30, verranno illustrati i risultati dei 18 mesi di lavoro fin qui svolti dalle 3 equipe multidisciplinari negli sportelli antiviolenza, nati in sinergia con i Comuni nelle province di Trapani, Agrigento e Palermo, e con il camper. Relatori: Nicola Sequenzia, Project Manager Progetto “Don’t Touch” - Badia Grande SCS, Roberto Bertini, Presidente Consorzio UNISOM, Antonino Sparaco, direttore U.O.C. Centro Salute Globale ASP Trapani, prof. Gioacchino Lavanco dell’Università di Palermo e la prof.ssa Annamaria Fantauzzi dell’Università di Torino. Al termine si svolgerà la premiazione delle scuole partecipanti al Contest “Violenza e Migrazione” per la scelta del nome e del logo dell’APP e Sito Web dedicato al progetto ed infine un cooking show con la preparazione del cous cous “Don’t Touch”.

Spazio anche all’approfondimento sui temi dell’immigrazione, della discriminazione, della violenza e del disagio con tre workshops che si svolgeranno il 19, 21 e 22 settembre, dalle 17.00 alle 19.00, nel giardino del Municipio. Lunedì la professoressa Ignazia Bartholini dell’Università di Palermo presenta “Paradossi delle relazioni di genere, dei matrimoni felici, della motherhood”, volume sul pensiero di Jessie Bernard, la sociologa che analizzò il "sistema coniugale americano" e i condizionamenti operanti sulle famiglie bianche e di colore in tema di maternità. Mercoledì il seminario “Mediazione e sostenibilità della Governance dei servizi” con Antonino Sparaco, Asp Trapani, Rosa Costantino, Project Manager progetto ICARE, e la mediatrice culturale Jora Mato. Infine giovedì pomeriggio l’incontro su “Resistenza africana alla conquista coloniale: la Guinea” con il presidente della Consulta delle culture di Palermo Ibrahima Ouattara Kobena e il prof. Massimiliano Schirinzi dell’Università di Palermo.

«E’ un privilegio presentare al Festival internazionale dell’integrazione culturale un progetto che ha una grande valenza sociale e solidale - dichiara Nicola Sequenzia, project manager della Cooperativa Sociale Badia Grande -. Il progetto “Don’t Touch” si traduce in un atto d’amore nei confronti dei soggetti più fragili e si trasforma in azioni concrete di solidarietà e sostegno quotidiani sposando lo slogan “Love never stops” scelto dal Festival. Perché l’immigrazione non è più un’emergenza ma un fenomeno mondiale».
Quanto realizzato in 18 mesi non si esaurisce con la conclusione di “Don’t Touch” ma permette di lasciare un importante bagaglio di nozioni e modalità di intervento comuni agli operatori di Enti pubblici e privati che si interfacciano con un’utenza straniera e agli oltre 70 Enti Locali e privati che hanno aderito alla rete territoriale.

Infatti, Badia Grande, con il supporto dell’Asp, sta delineando una Procedura Operativa Standard, utile in futuro a coloro che operano nel sociale per l’emersione e la presa in carico di vittime o potenziali vittime di violenza. Il corso di alta formazione realizzato da Unisom, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Psicologiche dell’Università di Palermo, ha permesso invece ai partecipanti di uniformare procedure e linguaggi e qualificare le competenze per garantire un intervento tempestivo a chi ne ha bisogno.

 



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