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27/03/2026 15:30:00

“Dal NO al Referendum un messaggio chiaro: basta a questa politica, basta al clientelismo"

Egregio direttore di TP24, 

dopo la netta affermazione del NO nel referendum sulla giustizia, meglio sulla separazione delle carriere dei magistrati, c’è stato un terremoto politico con le dimissioni: di Delmastro sottosegretario alla giustizia, della Bartolozzi capo di gabinetto del ministro Nordio, della Santanchè , ministro al turismo. Fino alla vigilia delle votazioni difesi a spada tratta dalla presidente del consiglio Meloni, definendo i loro problemi giudiziari come colpe lievi e le gravi affermazioni dei primi due contro la magistratura durante la campagna referendaria come errori di comunicazione o leggerezze. Se fosse stato così perché li ha fatto dimettere dopo l’affermazione del NO? Sicuramente i fatti giudiziari che li coinvolgono sono  più gravi di come volevano far credere. Se avesse prevalso il SÌ, come speravano, sarebbero rimasti al loro posto. Le motivazioni della vittoria del NO a detta degli analisti sono diverse: l’amore per la carta costituzionale antifascista scritta da chi aveva fatto la resistenza e trovando un  accordo fra tutti, anche se avevano orientamenti politici diversi. La grande affluenza dei giovani, nonostante i tantissimi fuori sede per lavoro o per studio non abbiano potuto votare nonostante le promesse e  in maggioranza hanno votato NO.                                     

 

Fra i magistrati e la classe politica attuale, il maggior numero degli italiani ha dato più fiducia ai primi. Ma il dato più interessante e anche questo inaspettato, come l’affluenza in generale, è il voto dei  meridionali e in particolare dei siciliani dove il 61% hanno votato NO.  Chi governa non si aspettava questo risultato così eclatante. La Sicilia è stata la seconda regione, dopo la Campania ad avere la percentuale più alta dei NO, che oltretutto ha prevalso in tutte le province . Come si può leggere questo risultato?Verosimilmente i cittadini , stanchi delle promesse non mantenute sia dal governo nazionale che da quello regionale, dei tanti fatti di corruzione e di clientelismo, hanno voluto mandare un messaggio chiaro e forte a tutta la classe politica, ai governanti attuali in particolare. Ne vorrebbero una: più capace, più competente, non clientelare, che faccia meno promesse da marinaio e risolva i molti problemi che affliggono l’Italia e il meridione in particolare. Vorrebbero una Giustizia più veloce, più efficiente e non sottomessa al poter politico. 

 

Più occasioni di lavoro dignitoso e pagato meglio, per bloccare l’emigrazione dei nostri giovani verso le regioni del nord Italia e l’estero. Una sanità più efficiente anche nelle province non metropolitane, per potersi curare nella propria regione, meglio nella provincia di appartenenza, senza dover affrontare i viaggi della speranza. Infrastrutture degne di un paese civile , treni veloci, autostrade e strade sicure, porti piccoli e grandi ben funzionanti per la pesca, per il turismo per il trasporto delle merci, scuole a tempo pieno, più asili nido, acqua per le case e per l’agricoltura e tanto altro. Meno disuguaglianze fra il nord e il sud, fra i ricchi e i poveri. Più Europa e meno Trampismo. Più pace e meno guerre. Il presidente Schifani visto i tanti NO che hanno bocciato anche il suo governo farebbe bene a dimettersi e non limitarsi forse  a qualche sostituzione di assessore e dirigenti, magari imposto da Roma. I siciliani non condizionati dalle promesse elettorali si sono espressi chiaramente con il 61% di NO. La Sicilia ha bisogno di una classe dirigente più capace e più competente, che faccia l’interesse dei siciliani tutti e non degli amici o dei clienti. Per far questo c’è bisogno di politici che non siano impregnati di cultura clientelare e che facciano veramente la lotta alla mafia e non a parole. Clientelismo e mafia, rovina soprattutto del meridione.                             

 

Dott. Alberto Di Girolamo