Preoccupazione alle isole Egadi per la realizzazione di un impianto di dissalazione a Marettimo. A sollevarla è Fratelli d’Italia, che in una nota indirizzata al sindaco, al vicesindaco, al presidente del consiglio comunale e a tutti i consiglieri, chiede chiarimenti e una revisione del progetto.
Al centro della contestazione, la scelta di collocare l’impianto nel cuore del centro abitato, a ridosso delle case.
“Opera necessaria, ma non così”
Il partito non mette in discussione l’utilità del dissalatore, ritenuto “fondamentale per garantire l’approvvigionamento idrico” a una comunità di circa 750 residenti, che raddoppiano durante l’estate.
Ma il problema, spiegano, è la localizzazione.
“Pur riconoscendo l’importanza strategica dell’opera – si legge – riteniamo che la scelta del sito sollevi criticità rilevanti sotto il profilo ambientale, sanitario e della qualità della vita”.
Le criticità: rumori, emissioni e impatto sulla vita quotidiana
Tra i timori evidenziati ci sono innanzitutto quelli legati all’inquinamento acustico. Gli impianti di dissalazione, sottolineano, producono rumori continui dovuti al funzionamento delle pompe ad alta pressione.
In un contesto abitativo ristretto come quello di Marettimo, questo potrebbe incidere sul riposo e sulla tranquillità dei residenti.
Altri dubbi riguardano le emissioni: calore, vapori e sostanze saline che, seppur contenuti, potrebbero alterare il microclima e la vivibilità degli spazi circostanti.
Infine, l’impatto complessivo sulla salute e sul benessere: “Vivere a ridosso di un impianto – evidenziano – può generare stress, disagio e preoccupazioni costanti”.
Le richieste alle istituzioni
Fratelli d’Italia chiede quindi maggiore trasparenza sulle scelte progettuali e sui criteri che hanno portato all’individuazione dell’area.
Non solo: si sollecita chiarezza sui soggetti tecnici e politici coinvolti, la valutazione di siti alternativi più distanti dal centro abitato e il coinvolgimento diretto della cittadinanza nelle decisioni.
“Serve una soluzione condivisa”
Il messaggio finale è chiaro: non si tratta di bloccare l’opera, ma di realizzarla in modo sostenibile.
“L’obiettivo – si legge nella nota – non è ostacolare un’infrastruttura necessaria, ma garantire che venga realizzata nel rispetto della salute, della tranquillità e dei diritti dei cittadini”.
Da qui l’appello alle istituzioni a intervenire rapidamente, prima che il malcontento possa trasformarsi in protesta.