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14/04/2026 22:00:00

Porto di Bonagia, l'opposizione attacca l'amministrazione: "Sedici anni persi. Basta propaganda"

Un attacco frontale all’amministrazione comunale sul futuro del Porto di Bonagia. In una lettera aperta alla cittadinanza, i gruppi di opposizione Partito Democratico, “La Scelta” e Movimento 5 Stelle puntano il dito contro ritardi, scelte amministrative contestate e una comunicazione istituzionale definita “fuorviante e propagandistica”.

A firmare il documento sono Sabrina Cucciardi, Massimo Di Gregorio e Marcella Mazzeo.

 

“Non un traguardo, ma solo la fase iniziale della procedura”

Al centro della polemica c’è l’iter della procedura integrata di Valutazione Ambientale Strategica e di Impatto Ambientale (VAS/VIA) attualmente in corso al Ministero dell’Ambiente.

Secondo l’opposizione, l’amministrazione avrebbe presentato come un risultato significativo quello che, in realtà, sarebbe soltanto un passaggio preliminare: la fase di “scoping”.

Il Ministero dell’Ambiente, lo scorso 6 marzo 2026, ha infatti espresso il proprio parere sul rapporto preliminare, nell’ambito della consultazione prevista dall’articolo 13 del D.Lgs. 152/2006. Una fase che serve esclusivamente a definire contenuti e livello di dettaglio dello studio ambientale, attraverso il coinvolgimento degli enti competenti.

“Non si tratta di un traguardo – scrivono i firmatari – ma di un passaggio iniziale”. Secondo l’opposizione, dopo questa fase restano ancora almeno quattro step procedurali, compresa la successiva pubblicazione degli atti e i 60 giorni dedicati alle osservazioni dei cittadini.

 

“Sedici anni persi sul porto”

Il passaggio più politico del documento riguarda la gestione complessiva del progetto negli ultimi anni. L’opposizione parla apertamente di “sedici anni persi”, chiamando in causa sia l’attuale sindaco Francesco Stabile sia l’ex primo cittadino Camillo Iovino.

Nel mirino finisce in particolare la fase amministrativa 2008-2013, durante la quale – secondo la ricostruzione dei firmatari – sarebbe stato abbandonato un project financing che aveva raccolto sette manifestazioni di interesse da parte di operatori nazionali, per poi virare su un progetto di messa in sicurezza successivamente bocciato dall’Assessorato regionale Territorio e Ambiente.

Un cambio di rotta che, sempre secondo l’opposizione, avrebbe comportato anche una spesa di circa 200 mila euro tra studi e consulenze, senza esiti concreti e senza piena chiarezza sull’utilizzo delle risorse.

 

Il nodo ambientale: l’impatto sulla posidonia

Ampio spazio viene dedicato anche alla questione ambientale, considerata uno dei punti più delicati dell’intervento.

Il progetto precedente prevedeva un impatto su circa 140 metri quadrati di posidonia oceanica. Nella nuova versione presentata l’11 settembre 2025 al Ministero, l’area interessata sarebbe invece indicata in 48 mila metri quadrati, ridotti a circa 26 mila nell’ipotesi dell’“alternativa progettuale 2”.

Un elemento che, secondo l’opposizione, evidenzierebbe la complessità e la criticità dell’intervento in relazione all’ecosistema marino.

 

“Basta scaricare sul passato”

Nel documento non manca un riferimento diretto alla comunicazione politica dell’amministrazione, accusata di attribuire costantemente le responsabilità dei ritardi alle giunte precedenti. Un atteggiamento definito “una mistificazione della realtà”.

 

La posizione dell’opposizione

I gruppi firmatari ribadiscono comunque il sostegno alla realizzazione del Porto di Bonagia, ma chiedono trasparenza e un’accelerazione reale dell’iter.

L’obiettivo dichiarato è quello di garantire una corretta informazione ai cittadini e impedire ulteriori rallentamenti su un’opera ritenuta strategica per lo sviluppo del territorio.

“La trasparenza e la verità dei fatti – concludono – sono condizioni indispensabili per non disperdere altro tempo e restituire credibilità al progetto”.