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07/09/2026 17:00:00

Ecosistema Urbano, Trapani sale al 67° posto: è terza in Sicilia
 

Trapani scala la classifica di Ecosistema Urbano e si lascia alle spalle le principali città siciliane. 

Nel rapporto 2025 di Legambiente, realizzato insieme ad Ambiente Italia e con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore, il capoluogo trapanese raggiunge un punteggio del 50,88%, piazzandosi al 67° posto tra i 106 capoluoghi italiani. Un risultato che segna un miglioramento di sei posizioni rispetto all'edizione precedente, quando Trapani era al 73° posto.

 

Davanti a Trapani, in Sicilia, ci sono soltanto Ragusa, 58ª con il 54,40%, ed Enna, 63ª con il 52,07%. Il resto dell'Isola è più indietro: Messina è 85ª, Agrigento 86ª, Siracusa 88ª, Caltanissetta 97ª, Catania 100ª e Palermo 101ª. 

 

Un risultato che il sindaco Giacomo Tranchida legge come una conferma del percorso intrapreso dall'amministrazione sul fronte della qualità urbana.

«Il dato di Ecosistema Urbano ci dice una cosa semplice: a Trapani il lavoro paga. Essere al 67° posto a livello nazionale e terzi a livello regionale con il 50,88%, non è motivo per festeggiare ma per continuare con più determinazione».

Il sindaco rivendica in particolare il miglioramento della città sul piano della pulizia e della cura degli spazi pubblici, sostenendo che il risultato non sia soltanto una percezione.

«Basta girare un po’ per vedere che Trapani è più pulita e più curata di tante altre realtà. Non lo dico io, lo dicono i numeri di Legambiente che incrociano rifiuti, differenziata, ambiente e servizi».

Una classifica costruita su 19 indicatori

Il rapporto di Legambiente non misura soltanto la pulizia delle strade o la raccolta dei rifiuti. L'edizione 2025 prende in considerazione 19 indicatori, riferiti prevalentemente ai dati del 2024, distribuiti in sei grandi aree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. Il punteggio finale, espresso su una scala teorica di 100 punti, misura la distanza tra le performance della città reale e quelle di una città considerata ideale.

Ed è proprio il quadro complessivo a rendere il dato di Trapani significativo, ma non sufficiente per parlare di una città definitivamente «verde». 

La media nazionale dei 106 capoluoghi si è infatti fermata al 54,24%, mentre nessuna città ha raggiunto il 100%. In testa c'è Trento con il 79,78%, seguita da Mantova con il 78,74% e Bergamo con il 71,82%.

Il rapporto segnala inoltre alcune criticità strutturali che riguardano complessivamente le città italiane: le perdite delle reti idriche restano elevate, la produzione di rifiuti è tornata a crescere e, sul fronte della mobilità, continua ad aumentare il numero delle auto circolanti mentre arretrano mediamente gli spazi destinati alla ciclabilità, ai pedoni e alle Ztl.

Rifiuti e servizi

Per Trapani uno degli elementi di contesto è rappresentato dalla gestione dei rifiuti. Nel 2025 il Comune ha confermato il servizio di raccolta differenziata porta a porta, con calendari articolati per zone territoriali, mentre a gennaio è stato aperto il nuovo Centro comunale di raccolta, nella zona industriale, destinato al conferimento dei rifiuti differenziati. 

Il servizio integrato dei rifiuti urbani viene gestito da Formula Ambiente, subentrata nel territorio comunale dal 2022. Tra i servizi accessori rientrano anche interventi legati alla pulizia delle spiagge e, in precedenza, alla pulizia programmata di caditoie, bocche di lupo e pozzetti stradali. 

Ed è proprio sulle criticità ancora presenti che Tranchida prova a tenere insieme soddisfazione e cautela: «So bene che c'è ancora tanto da fare, dai quartieri periferici alle caditoie, al decoro».

Una precisazione non secondaria, soprattutto perché il 50,88% non rappresenta una promozione assoluta, ma un indicatore comparativo delle performance ambientali. 

Trapani è terza in Sicilia, ma resta comunque nella seconda metà della graduatoria nazionale: 67ª su 106.

Il salto in avanti, però, è concreto: infatti, la stessa Legambiente Sicilia ha evidenziato per Trapani un recupero di sei posizioni, da 73ª a 67ª, mentre il balzo più consistente nell'Isola è stato quello di Ragusa, salita di undici posizioni fino alla 58ª. Al contrario, Enna ha perso venti posizioni, Messina diciassette e Caltanissetta addirittura 27. 

 

«Merito anche dei trapanesi»

Nel suo commento il sindaco attribuisce una parte del risultato anche alla collaborazione dei cittadini e delle aziende.

«Se oggi siamo la prima città dell'area vasta occidentale, è merito di una comunità che collabora. Ringraziamo pertanto i trapanesi e le aziende che collaborano e tifano per davvero per una Trapani migliore. Andiamo avanti su questa strada».

Una lettura che, inevitabilmente, assume anche un valore politico: l'amministrazione utilizza la graduatoria di Legambiente per rivendicare gli effetti delle politiche messe in campo negli ultimi anni. Ma la classifica racconta anche una realtà più complessa, nella quale ai miglioramenti ottenuti si affiancano ancora margini importanti sul fronte del verde urbano, della mobilità, dell'acqua e della qualità complessiva dei servizi.

Il dato, dunque, premia Trapani ma non chiude la questione della sostenibilità ambientale urbana.

 La città guadagna sei posizioni e si porta davanti a quasi tutti i capoluoghi siciliani. Ora la sfida, per l'amministrazione, sarà trasformare quel 50,88% in un risultato strutturale e soprattutto continuare a migliorare senza fermarsi al piazzamento in classifica.