La perdita di un finanziamento europeo destinato alla rete idrica cittadina accende lo scontro politico a Erice.
Dopo le polemiche seguite alla pubblicazione della graduatoria regionale del Programma Fesr 2021-2027, che ha escluso il progetto presentato per il territorio ericino, il consigliere comunale di opposizione Michele Cavarretta, esponente di AmoErice, punta il dito contro la sindaca Daniela Toscano e la sua amministrazione, accusandole di "mistificare la realtà" e di tentare di scaricare le responsabilità sull'ATI Idrico di Trapani.
"Ci vuole una spregiudicatezza politica senza precedenti per negare l'evidenza", attacca Cavarretta, che definisce la delibera di Giunta n.186 del 25 settembre 2025 "la delibera delle bugie". Secondo il consigliere, quel provvedimento dimostrerebbe come l'intero esecutivo comunale abbia approvato e sostenuto un progetto che si è poi rivelato non ammissibile ai finanziamenti regionali.
La vicenda si inserisce nel quadro della recente graduatoria pubblicata dall'assessorato regionale dell'Energia e dei Servizi di pubblica utilità, che ha assegnato oltre 47 milioni di euro per il potenziamento e l'ammodernamento delle reti idriche siciliane. Su 143 richieste presentate in tutta l'Isola, soltanto 19 sono state dichiarate ammissibili e finanziabili.
Per la provincia di Trapani è stato ammesso un solo progetto, quello del Comune di Poggioreale, mentre sono rimasti esclusi, tra gli altri, gli interventi riguardanti Erice, Marsala, Paceco, Castelvetrano e Gibellina.
Secondo Cavarretta, il danno per la città sarebbe rilevante.
"Abbiamo perso un treno da oltre due milioni di euro che avrebbe consentito di ammodernare la rete idrica, monitorare i consumi e ridurre le perdite d'acqua", sostiene. L'esponente dell'opposizione evidenzia inoltre come nella stessa delibera la Giunta avesse precisato che non sarebbe stato necessario alcun impegno di spesa sul bilancio comunale, confidando nell'arrivo dei fondi europei.
Le accuse arrivano in un momento particolarmente delicato per il sistema idrico trapanese.
Negli ultimi anni la provincia ha dovuto fare i conti con una grave crisi delle infrastrutture, perdite di rete e continui problemi di approvvigionamento.
Proprio su questo punto si concentra il confronto politico. Da una parte l'amministrazione comunale sostiene che le procedure e le competenze coinvolgano più soggetti istituzionali; dall'altra l'opposizione ritiene che il Comune non possa sottrarsi alle proprie responsabilità per un'occasione considerata strategica per il futuro della rete idrica cittadina.
"La sindaca smetta con la politica dei rimpalli", conclude Cavarretta. "I documenti ufficiali parlano chiaro e portano la sua firma".
La replica di Cavarretta riaccende dunque uno scontro che appare tutt'altro che concluso.
Da un lato la sindaca Toscano continua a respingere le accuse e a sostenere che le cause dell'esclusione siano da ricercare in un quadro procedurale più ampio; dall'altro l'opposizione insiste nel chiedere che il Comune si assuma la piena responsabilità politica per la perdita del finanziamento.
Una vicenda che rischia di trasformarsi in uno dei principali terreni di confronto della politica ericina nei prossimi mesi.
Per Amo Erice il caso rappresenta l'ennesima prova delle difficoltà amministrative dell'attuale governo cittadino; per la maggioranza, invece, le accuse dell'opposizione sarebbero soltanto un tentativo di strumentalizzazione politica.
Nel mezzo resta una partita da oltre due milioni di euro e una rete idrica che attende ancora gli interventi promessi.