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09/03/2026 17:06:00

Erice, gli studenti incontrano l’ex bambino soldato Junior Nzita Nsuami

Un incontro dedicato ai diritti umani e alla pace è in programma giovedì 12 marzo alle ore 10 al Teatro Gebel Hamed, dove gli studenti dell’Istituto superiore “Ignazio e Vincenzo Florio” di Erice incontreranno Junior Nzita Nsuami, ex bambino soldato originario della Repubblica Democratica del Congo.

L’iniziativa, dal titolo “Se la mia vita da bambino soldato potesse essere raccontata”, offrirà agli studenti l’occasione di ascoltare una testimonianza diretta su una delle più gravi violazioni dei diritti dell’infanzia ancora presenti in diverse aree del mondo. Attraverso il racconto della propria esperienza, Nzita Nsuami parlerà della guerra, della perdita dell’infanzia e del percorso che lo ha portato a ricostruire la propria vita.

Nato in Congo, fu reclutato con la forza a soli 12 anni durante il conflitto che portò alla caduta del regime di Mobutu Sese Seko. Dopo anni trascorsi nell’esercito, è riuscito a lasciare le armi, tornare a studiare e laurearsi in Scienze sociali. Oggi è impegnato in attività di sensibilizzazione sui diritti dei minori e nel 2010 ha fondato l’associazione “Paix pour l’Enfance”, che sostiene bambini e giovani vittime di violenza e povertà.

A moderare l’incontro sarà Alessandro Ienzi, fondatore di Raizes Teatro, avvocato, autore e regista, che guiderà il confronto con gli studenti.

L’iniziativa rientra nelle attività educative legate al progetto Rondine, percorso dedicato alla promozione della cultura della pace, della gestione non violenta dei conflitti e dell’educazione alla cittadinanza globale, di cui l’istituto “Florio” ospita una sezione in Sicilia. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Centro Internazionale Giovani e Diritti Umani, Raizes, il programma 8x1000 della Chiesa Valdese e l’organizzazione Paix pour l’Enfance International.

Secondo la dirigente scolastica Pina Mandina, l’incontro rappresenta «un’importante occasione formativa per gli studenti, chiamati a confrontarsi con una testimonianza intensa che invita alla consapevolezza, al dialogo e alla costruzione di una cultura di pace»