Erice saluta Zichichi, Piazza della Loggia intitolata allo scienziato
Erice si è raccolta per rendere omaggio alla memoria di Antonino Zichichi, lo scienziato trapanese scomparso il 9 febbraio scorso e tra i protagonisti della fisica mondiale. La città ha accolto il ritorno delle sue spoglie con una cerimonia solenne che ha unito comunità civile, istituzioni e mondo scientifico, culminata con l’intitolazione di Piazza della Loggia al professore.
La celebrazione si è aperta nel Real Duomo di Erice, dove è stata celebrata la messa in suffragio presieduta dal vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli, alla presenza dei tre figli dello scienziato, dei familiari e delle principali autorità del territorio. Presenti, tra gli altri, la sindaca di Erice Daniela Toscano, il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, numerosi sindaci della provincia, deputati regionali, il questore Giuseppe Felice Peritore e i vertici provinciali delle forze dell’ordine.
Alla cerimonia ha partecipato anche l’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia, rappresentato dal consigliere Michele Mortillaro, su invito dell’amministrazione comunale. Il presidente dell’Ordine Paolo Mozzicato ha ricordato il valore scientifico e umano della figura di Zichichi.
«Zichichi è stato uno scienziato straordinario e un punto di riferimento della fisica mondiale – ha dichiarato Mozzicato –. Amava definirsi uno scienziato “credente in Colui che ha creato il mondo”, testimoniando come la ricerca scientifica e la dimensione della fede potessero convivere nella stessa tensione verso la conoscenza».
Nel corso dell’omelia il vescovo Fragnelli ha ricordato uno degli ultimi incontri con lo scienziato, sottolineando come Zichichi fosse solito ripetere che «sia la Scienza sia la fede sono doni di Dio», invitando a riconoscere nel donatore la fonte di ogni dono. Il presule ha evidenziato la capacità del professore di raccontare il dialogo tra conoscenza scientifica e dimensione spirituale, una caratteristica che ha accompagnato tutta la sua attività.
Parole di riconoscenza sono arrivate anche dalla sindaca Daniela Toscano, che ha ricordato il legame profondo tra Zichichi ed Erice.
«Il professore Zichichi non è stato soltanto un grande scienziato per questa città, ma presenza, visione e responsabilità – ha detto la sindaca –. Grazie alla sua intuizione Erice è diventata un luogo di incontro tra popoli, culture e discipline scientifiche».
La prima cittadina ha parlato anche del significato umano della giornata, definendola «un momento emotivamente molto forte per tutta la comunità».
«Il professore Zichichi ci lascia un’eredità straordinaria – ha aggiunto – fatta di intuizione, visione e fiducia nella scienza al servizio delle persone. La scienza, per lui, era anche dialogo tra i popoli, un linguaggio capace di superare confini e divisioni».
Per oltre sessant’anni, infatti, il borgo medievale è stato grazie a lui punto di riferimento internazionale per studiosi e giovani ricercatori provenienti da ogni continente, grazie al Centro di Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, fondato nel 1963 e diventato uno dei principali luoghi di confronto scientifico nel mondo.
Durante la cerimonia è intervenuto anche il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, che ha ricordato il valore civile dell’eredità lasciata dallo scienziato e il suo impegno nel promuovere la scienza come strumento di dialogo tra i popoli.
Il primo cittadino ha richiamato gli anni della guerra fredda, quando Zichichi e altri studiosi provenienti da Paesi contrapposti si incontravano nel territorio trapanese per confrontarsi lontano dalle tensioni politiche del tempo. In quelle occasioni, ha ricordato Tranchida, la scienza diventava linguaggio comune capace di superare confini ideologici e rivalità internazionali.
Un’idea che Zichichi ha portato avanti per tutta la vita e che lo ha visto sostenere anche iniziative di valorizzazione culturale del territorio. Tra queste, il suo appoggio alla candidatura di Trapani a Capitale Italiana della Cultura 2022, quando lo scienziato sottolineò il valore simbolico del territorio trapanese come luogo di dialogo e di pace.
In quell’occasione ricordò come proprio sulle spiagge del Trapanese, durante gli anni più tesi della contrapposizione tra Stati Uniti e Unione Sovietica, scienziati di diverse nazioni si incontrassero per discutere liberamente del futuro del pianeta e del rischio rappresentato dagli arsenali nucleari.
Un ricordo del valore scientifico dell’opera di Zichichi è arrivato anche dal fisico Cristian Galbiati, che ha sottolineato come il professore abbia rappresentato uno spartiacque nella storia della ricerca italiana, contribuendo a formare generazioni di studiosi oggi attivi nei principali centri scientifici internazionali.
Al termine della celebrazione nel Duomo, il corteo si è spostato nel cuore del borgo medievale dove è stata scoperta la targa che intitola ufficialmente Piazza della Loggia allo scienziato.
«Abbiamo voluto dedicargli la nostra piazza – ha detto ancora la sindaca Toscano – perché chi passerà da qui e leggerà il suo nome sappia che proprio a Erice è nata una visione: quella di una scienza al servizio dell’umanità e della pace».
Dopo la cerimonia in piazza, il corteo ha fatto tappa nella chiesa di San Pietro e quindi nel complesso di San Francesco, dove le spoglie sono state accolte e benedette prima del saluto finale dei familiari.
«Zichichi è riuscito a portare Erice nel mondo e il mondo a Erice – ha concluso Toscano –. Il legame tra lui e questa città dura da oltre sessant’anni e Erice sentiva il dovere di riconoscerlo. Erice non dimentica e non può dimenticare».
Un momento di forte partecipazione per la comunità ericina e per tutto il territorio trapanese, che ha voluto rendere omaggio non solo allo scienziato di fama internazionale, ma anche all’uomo che ha trasformato Erice in un luogo di incontro tra scienza, dialogo e pace.
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