Furti a Marsala, la Prefetta Lupo: «Basta giustizia fai da te. Denunciate, non sostituitevi alle forze dell'ordine»
Dopo la notte di tensione in via Salemi, riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. La Prefettura segnala una discrepanza tra i tanti episodi raccontati e le denunce effettivamente presentate. Confermati i controlli nelle zone interessate.
A Marsala si moltiplicano gli allarmi per i furti, si organizzano ronde notturne, centinaia di persone scendono in strada per accerchiare presunti ladri. Ma c'è un problema: alle tante segnalazioni di furti e tentativi di effrazione non corrisponderebbe un numero altrettanto elevato di denunce formali.
È questo uno degli elementi emersi dalla riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dopo quanto accaduto domenica sera in via Salemi a Marsala.
La Prefetta di Trapani, Daniela Lupo, interviene con un appello molto chiaro ai cittadini: denunciare sempre, anche i tentativi di furto, e non pensare di sostituirsi alle forze dell'ordine.
Il vertice in Prefettura dopo i fatti di via Salemi
La riunione si è svolta ieri, lunedì 12 ottobre, ed è stata presieduta dalla Prefetta Daniela Lupo, con la partecipazione del Questore, del comandante provinciale dei Carabinieri e, in collegamento da remoto, della sindaca di Marsala Andreana Patti.
Al centro dell'incontro quanto avvenuto domenica sera, quando centinaia di cittadini si sono radunati davanti a un B&B in via Salemi dopo la segnalazione della presenza di due persone sospettate di essere coinvolte nei furti delle ultime settimane.
La folla aveva bloccato la strada per circa due ore, ostacolando anche il passaggio dei mezzi di soccorso diretti in ospedale. La situazione era diventata particolarmente tesa, con la commissaria di polizia Vivona contestata verbalmente da alcuni presenti mentre tentava di riportare la calma.
Un episodio che ha fatto emergere tutta l'esasperazione dei residenti, soprattutto nella zona sud di Marsala, dove da settimane vengono segnalati furti, tentativi di intrusione e movimenti sospetti.
Tanti allarmi, ma poche denunce rispetto alle segnalazioni
È proprio su questo aspetto che la Prefettura richiama l'attenzione.
Nella nota diffusa oggi si legge che, a fronte di diverse segnalazioni informali di tentativi di effrazione e furti, «non corrisponderebbe la formalizzazione di altrettante denunce alle forze dell'ordine».
Un elemento importante, perché le denunce sono indispensabili per documentare gli episodi, ricostruire eventuali collegamenti tra i reati e consentire agli investigatori di intervenire.
Nelle ultime settimane, infatti, soprattutto sui social network e nelle chat WhatsApp, si sono moltiplicati racconti di furti, tentativi di intrusione, auto sospette e persone avvistate di notte vicino alle abitazioni.
Ma una segnalazione sui social non equivale a una denuncia.
Questo non significa che gli episodi raccontati non siano avvenuti. Significa, piuttosto, che senza una segnalazione formale diventa più difficile per le autorità disporre di un quadro documentato del fenomeno e sviluppare le indagini.
I controlli nella zona sud di Marsala proseguono
La Prefettura conferma che proseguono i servizi di prevenzione e controllo del territorio, già disposti nelle aree interessate.
È una risposta alle richieste di maggiore sicurezza avanzate dai residenti delle contrade meridionali della città, dove nelle ultime settimane sono nati anche gruppi spontanei di cittadini che effettuano controlli notturni.
Secondo le segnalazioni raccolte da Tp24, sarebbero due o tre i gruppi organizzati, per un totale di circa sessanta persone, impegnati a sorvegliare strade e abitazioni.
Una mobilitazione che racconta il clima di paura, ma che presenta rischi evidenti. Nei giorni scorsi, tra San Silvestro e Ciancio, alcuni cittadini avrebbero fermato un uomo ritenuto sospetto, salvo poi scoprire, dopo l'intervento della polizia, che non risultavano elementi per collegarlo ad attività criminali.
La Prefetta: «La giustizia sommaria è la negazione dello Stato di diritto»
Il passaggio più netto della nota riguarda proprio il rischio che la paura si trasformi in giustizia privata.
«La giustizia sommaria è la negazione dello stato di diritto in cui noi tutti abbiamo il privilegio, sempre più raro, di vivere», afferma la Prefetta Daniela Lupo.
La rappresentante del Governo ricorda che sono le Procure, i Tribunali e le forze dell'ordine a garantire la convivenza civile e la tutela dei cittadini.
E conclude con un avvertimento che non lascia spazio a interpretazioni:
«Nessuno pensi di sostituirsi alle Forze dell'Ordine che, sole, sono abilitate all'uso legittimo della forza, sempre e solo nell'interesse pubblico».
Un messaggio rivolto evidentemente anche a quanto accaduto domenica in via Salemi, quando una folla esasperata ha accerchiato una struttura ricettiva pretendendo l'uscita di un uomo sospettato di essere coinvolto nei furti.
Tra paura e sicurezza, la risposta deve arrivare dalle istituzioni
Il richiamo della Prefettura si aggiunge a quello dell'Amministrazione comunale di Marsala, che già ieri aveva espresso solidarietà ai residenti, mettendo però in guardia contro le ronde improvvisate e le campagne sui social.
Il problema della sicurezza, del resto, resta. I residenti raccontano di tentativi di intrusione nelle abitazioni anche nelle ultime notti, di persone che non dormono tranquille e di una crescente sfiducia nella capacità di prevenire i furti.
Ma proprio per questo, sottolinea la Prefettura, occorre seguire la strada delle denunce e della collaborazione con gli investigatori.
La questione, adesso, è duplice: da una parte i cittadini devono segnalare formalmente i reati, senza limitarsi ai messaggi nelle chat; dall'altra, le istituzioni sono chiamate a dimostrare concretamente che il territorio viene presidiato e che le denunce producono attività investigative e risposte.
Perché a Marsala la paura è ormai diventata anche un problema di ordine pubblico. E quanto accaduto in via Salemi dimostra che il rischio non è soltanto quello di subire un furto, ma anche quello di trasformare un sospetto in una condanna pronunciata dalla folla.
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