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Acque agitate dentro il Gal Elimos, il gruppo di azione locale più importante della provincia di Trapani. Un ente che mette insieme pubblico e privato con l’obiettivo di intercettare risorse e trasformarle in progetti di sviluppo per il territorio.
Nelle prossime settimane il Gal andrà al voto per il rinnovo delle cariche. Il 14 gennaio scadono i termini per la presentazione delle liste e, intorno alla partita elettorale, si è acceso un fronte di contestazioni e malumori: nel mirino è finito il presidente Liborio Furco, destinatario di critiche su metodo, gestione e scelte.
Andiamo con ordine.
Il GAL Elimos è uno dei Gruppi di Azione Locale più rilevanti della provincia di Trapani. Si tratta di una società consortile a responsabilità limitata (scarl) che riunisce enti pubblici e soggetti privati con un obiettivo preciso: intercettare fondi europei e trasformarli in progetti di sviluppo per le aree rurali del territorio.
Il Gal opera nell’ambito dell’approccio Leader dell’Unione Europea, utilizzando risorse del Programma di Sviluppo Rurale, in particolare il FEASR, e ha il compito di elaborare e attuare Piani di Sviluppo Locale. In concreto significa bandi, contributi, finanziamenti e strategie che incidono su settori chiave come agricoltura, turismo, valorizzazione culturale e servizi nei piccoli comuni.
Il territorio del Gal Elimos copre un’area vasta e strategica della Sicilia occidentale: quattordici comuni compresi tra il Golfo di Castellammare e la Valle del Belìce, da Calatafimi Segesta a San Vito Lo Capo, passando per Erice, Salemi, Gibellina, Castellammare del Golfo, Custonaci e altri centri a forte vocazione agricola e turistica. Un’area che concentra alcune delle principali produzioni di qualità della provincia – dal vino all’olio, dai formaggi al turismo naturalistico e archeologico – e che rende il Gal un nodo decisivo nella gestione delle politiche di sviluppo locale.
Il Gal Elimos nasce tra il 2009 e il 2010 e prende il nome dagli Elimi, antica popolazione della Sicilia occidentale. La sede è a Calatafimi Segesta. Fin dalla sua costituzione è guidato da Liborio Furco, sociologo e docente, presidente da oltre un decennio. Un dato che oggi pesa nel confronto interno, perché il lungo ciclo di gestione e l’imminente rinnovo delle cariche hanno acceso un dibattito non solo politico, ma anche sul metodo e sugli equilibri tra pubblico e privato all’interno del consorzio.
Ed è proprio da qui che partono le contestazioni.

Uno dei nodi più contestati nella fase che precede il rinnovo delle cariche riguarda la trasparenza. O, meglio, la difficoltà di ottenerla.
Consultando il sito ufficiale del GAL Elimos, colpisce subito la carenza della sezione “Amministrazione trasparente”, che per un soggetto come questo dovrebbe rappresentare il cuore dell’informazione pubblica.
Mancano – o sono pubblicate in modo incompleto – le informazioni essenziali: incarichi, atti di nomina, compensi, curriculum dei componenti degli organi di governance. La pagina dedicata all’organigramma si limita a indicare i ruoli, senza associare i nomi delle persone che li ricoprono. Lo stesso accade per consulenti e collaboratori.
Si sa, ad esempio, da alcune dichiarazioni pubbliche, che nel Cda siede il marsalese Tommaso Putaggio, in rappresentanza di chi o cosa non si sa. Di certo è un posto di sottogoverno in quota Forza Italia.
Anche sul fronte dell’attività amministrativa la situazione appare opaca: gli ultimi bandi e avvisi visibili in home page risalgono al 2023, mentre non è agevole ricostruire in modo sistematico l’azione più recente del Gal.
Una lacuna che non è soltanto una questione di stile o di comunicazione. Il Gal Elimos è una società consortile a responsabilità limitata con partecipazione pubblica, finanziata in larga parte con fondi europei e regionali. In quanto tale è soggetta agli obblighi del decreto legislativo 33 del 2013, il Testo unico sulla trasparenza, che impone la pubblicazione sul sito istituzionale di dati relativi agli organi di indirizzo politico e amministrativo, agli incarichi, ai compensi, ai bilanci, ai bandi e agli avvisi pubblici, oltre alle informazioni sulla prevenzione della corruzione.
La mancata o incompleta pubblicazione di questi dati può configurare un’inadempienza, con conseguenze tutt’altro che teoriche: dalle sanzioni pecuniarie per i responsabili fino alla possibilità di sospensione o revoca dell’erogazione di fondi pubblici.

L’ultimo documento contabile disponibile sul sito è il bilancio di esercizio 2024, che offre almeno uno spaccato oggettivo sulla dimensione economica del Gal. Il bilancio si chiude con una perdita di 8.709 euro, a fronte di un utile di 804 euro registrato nel 2023. Il valore della produzione ammonta a 566.415 euro, costituito quasi interamente da contributi in conto esercizio, cioè risorse pubbliche, mentre i costi della produzione arrivano a 564.393 euro, concentrati soprattutto sulle spese per servizi.
Sul piano patrimoniale, il totale dell’attivo supera i 2,17 milioni di euro, con una voce rilevante di crediti, in larga parte esigibili oltre l’esercizio successivo. Il patrimonio netto si attesta a 126.384 euro, mentre i debiti complessivi sfiorano i 2 milioni di euro, anch’essi prevalentemente di lungo periodo.
Numeri che descrivono una struttura che gestisce flussi finanziari importanti, legati all’attuazione dei Piani di sviluppo locale e ai bandi FEASR, e che rendono ancora più centrale il tema della piena conoscibilità degli atti e delle scelte effettuate.
Tra le contestazioni più pesanti che circolano in vista del rinnovo delle cariche del Gal Elimos c’è quella relativa alla scelta di affidare incarichi professionali in una situazione di evidente conflitto di interessi. Una prassi che, purtroppo, non è nuova nel mondo dei GAL e che anche in questo caso trova riscontro nei documenti ufficiali.
Il riferimento è a un contratto di lavoro autonomo professionale, firmato l’8 maggio 2023, con cui il Giuseppe Riservato, nella sua qualità di vicepresidente del Consiglio di amministrazione del Gal Elimos, affida un incarico professionale al Liborio Furco, che nello stesso periodo ricopre la carica di presidente dell’ente.
L’incarico riguarda il ruolo di “Coordinatore delle attività relative ai servizi territoriali aggiuntivi (extra PAL)” e ha una durata triennale, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2025, coincidente con la fase di operatività della Strategia di sviluppo locale. Il compenso complessivo previsto è pari a 90 mila euro lordi, suddivisi in 30 mila euro per ciascun anno, oltre IVA e oneri previdenziali, con liquidazione generalmente mensile, subordinata alla disponibilità di cassa del Gal.
Il contratto specifica che il rapporto è di natura autonoma, senza vincolo di subordinazione, e attribuisce al collaboratore compiti molto ampi: dal coordinamento dei servizi territoriali aggiuntivi al supporto ai Comuni del territorio, dalla governance multilivello europea alla redazione di piani strategici, fino all’accompagnamento dei processi di programmazione comunitaria e regionale. Un perimetro di funzioni che si sovrappone in modo evidente al ruolo politico-istituzionale esercitato dal presidente del Gal.
L’elemento che alimenta le polemiche non è soltanto l’entità del compenso, ma la coincidenza tra chi riceve l’incarico e chi guida l’ente, e il fatto che l’affidamento avvenga attraverso un atto sottoscritto da un altro componente del vertice del Gal, senza che dal sito istituzionale emerga con chiarezza un quadro completo e facilmente accessibile delle deliberazioni, delle incompatibilità valutate e delle eventuali astensioni adottate.
Il contratto, che è pubblico e consultabile integralmente sul sito del Gal, è disponibile a questo link: https://www.galelimos.it/wp-content/uploads/2020/08/Contratto-Furco-2023-2025-FIRMATO.pdf
È su atti come questo che si concentra oggi una parte consistente delle critiche interne: non tanto – o non solo – sulla legittimità formale delle procedure, quanto sull’opportunità politica e sulla coerenza con i principi di trasparenza e separazione dei ruoli che dovrebbero guidare un ente finanziato con risorse pubbliche.

Per capire come è strutturato davvero il Gal Elimos, al di là delle informazioni frammentarie presenti sul sito istituzionale, l’unico strumento affidabile resta la visura camerale della Camera di Commercio. Ed è da lì che emergono alcuni dati chiave.
Il GAL Elimos è una società consortile a responsabilità limitata, costituita il 9 dicembre 2010 e iscritta al Registro delle Imprese di Trapani il 30 dicembre dello stesso anno. La sede legale è a Calatafimi Segesta, in piazza Francesco Cangemi 1. La società è attiva dal 2012 e ha come attività prevalente la consulenza amministrativo-gestionale e la pianificazione, coerentemente con il ruolo di soggetto attuatore dei programmi Leader.
Il capitale sociale è pari a 80 mila euro, interamente sottoscritto e versato. I soci sono 88, un numero molto elevato che restituisce l’idea di un partenariato ampio e frammentato, composto da Comuni, enti pubblici, associazioni di categoria, consorzi, cooperative, imprese private e soggetti del terzo settore. I Comuni soci – tra cui Marsala, Trapani, Castellammare del Golfo, Erice, Pantelleria, Favignana, San Vito Lo Capo, Calatafimi Segesta, Custonaci, Paceco, Valderice, Vita, Buseto Palizzolo e Misiliscemi – detengono ciascuno una quota del 3%, nel rispetto del principio Leader che limita il peso del pubblico.
Dal punto di vista della governance, la visura indica un Consiglio di amministrazione composto da sette amministratori e un solo organo di controllo. Alla guida del Gal, come presidente del Consiglio di amministrazione e legale rappresentante, risulta Liborio Furco, in carica da anni. Un dato formale, ma cruciale, perché certifica la continuità della leadership e aiuta a inquadrare il contesto delle contestazioni interne esplose alla vigilia del rinnovo delle cariche.
La visura conferma inoltre che il Gal Elimos non ha scopo di lucro e non può distribuire utili ai soci. Tutti i poteri di gestione ordinaria e straordinaria sono concentrati nel Consiglio di amministrazione, cui spetta anche la nomina delle figure operative, l’affidamento di incarichi e l’approvazione dei bandi per l’attuazione del Piano di azione locale.
In altre parole, è proprio negli organi apicali – presidente e CdA – che si concentrano le decisioni strategiche e amministrative. Ed è per questo che, in un contesto segnato da incarichi incrociati, contratti interni e informazioni difficili da reperire, la visura camerale diventa uno snodo fondamentale per leggere i rapporti di forza e le responsabilità.
La visura camerale consente di ricostruire con precisione la composizione degli organi di amministrazione del GAL Elimos, superando le carenze informative presenti sul sito ufficiale.
Alla data del 7 gennaio 2026, il Gal Elimos è amministrato da un Consiglio di amministrazione composto da sette membri, così articolato:
Tutti gli amministratori risultano nominati con delibere assunte tra il dicembre 2022 e l’ottobre 2023, con una durata dell’incarico fissata in tre anni, salvo cessazioni anticipate. Il Consiglio di amministrazione è investito, per statuto, dei più ampi poteri di gestione ordinaria e straordinaria della società consortile.
L’organo di controllo è composto da un solo soggetto: il revisore legale dei conti, Matteo Giurlanda, nominato nel maggio 2024 e in carica fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2026.
Questi dati, ufficiali e certificati dal Registro delle Imprese, aiutano a comprendere perché il dibattito interno si concentri oggi soprattutto sul ruolo del presidente e sugli equilibri all’interno del CdA. È in questo perimetro ristretto, infatti, che si assumono le decisioni chiave: dall’affidamento degli incarichi alla gestione dei fondi, fino alla convocazione dell’assemblea e alla definizione delle regole del voto.
Alla redazione di Tp24 sono arrivate, nelle ultime settimane, diverse segnalazioni da parte di soci e osservatori interni al Gal Elimos. Segnalazioni che convergono tutte su un punto: pur essendo il GAL più importante della provincia di Trapani, l’ente opererebbe in una condizione di opacità, in contrasto con i principi di trasparenza cui è soggetto per legge.
Secondo quanto riferito, il nodo più delicato riguarda la fase che precede il rinnovo delle cariche. Il termine per la presentazione delle liste è fissato al 14 gennaio alle ore 12, ma – viene segnalato – le regole del gioco sarebbero state modificate in corsa. In particolare, non risulta pubblicato il nuovo regolamento che disciplina il metodo di voto e le modalità di presentazione delle liste, mentre sul sito continua a essere disponibile un elenco dei soci considerato fuorviante, perché non aggiornato alle nuove percentuali di quote dopo le recenti variazioni. Un elemento che, di fatto, renderebbe difficile ai potenziali competitori valutare correttamente i rapporti di forza e costruire una proposta alternativa.
Un altro aspetto evidenziato riguarda la concentrazione delle quote. Dall’esame della visura camerale emergono pacchetti significativi formalmente intestati a soggetti diversi, ma che – secondo le segnalazioni – sarebbero riconducibili a un’unica area di influenza. È il caso, ad esempio, del Movimento Cristiano Lavoratori e di Federagri, che insieme detengono circa il 16% delle quote del Gal. Una concentrazione che, in un sistema basato sull’equilibrio tra pubblico e privato, pesa in modo determinante sugli esiti assembleari.
Sulla base della visura camerale aggiornata al 7 gennaio 2026, la struttura delle quote del GAL Elimos restituisce un quadro molto più chiaro degli equilibri interni rispetto a quanto oggi emerga dal sito ufficiale.
Il capitale sociale del Gal ammonta a 80 mila euro ed è suddiviso tra 88 soci, ma la distribuzione delle quote non è affatto omogenea. Accanto a una miriade di soggetti con partecipazioni minime, emergono infatti alcuni blocchi di peso significativo, in grado di incidere in modo determinante sugli esiti assembleari. Il caso più evidente è quello del Movimento Cristiano Lavoratori e di Federagri Sicilia, che detengono ciascuno l’8% del capitale: insieme arrivano al 16%, una quota molto elevata in un sistema che dovrebbe garantire equilibrio tra i diversi attori del partenariato. Subito dopo si colloca l’associazione Nuova Direzione, con il 7,75%, seguita da Servizi Speciali Srl (4,5%) e dal Consorzio universitario per l’Ateneo della Sicilia occidentale (3,25%).
I Comuni, pur numerosi, hanno tutti una partecipazione identica e relativamente contenuta: ciascun ente locale possiede il 3% del capitale. Marsala, Trapani, Castellammare del Golfo, Erice, Pantelleria, Favignana, San Vito Lo Capo, Calatafimi Segesta, Custonaci, Paceco, Buseto Palizzolo, Vita, Valderice e Misiliscemi contano quindi allo stesso modo sul piano formale, ma nessuno di essi, da solo, ha un peso sufficiente a orientare le decisioni. Anche sommando più Comuni, il loro ruolo resta subordinato alla capacità di costruire alleanze con soggetti privati più strutturati.
Esiste poi una fascia intermedia di soci con quote comprese tra l’1% e il 2,5% – tra cui imprese, cooperative e fondazioni – e, soprattutto, una larga galassia di micro-soci con partecipazioni dello 0,25% ciascuna. Si tratta di associazioni culturali, Pro Loco, enti del terzo settore e piccole realtà locali che garantiscono pluralismo sulla carta, ma che nei fatti hanno un’incidenza quasi nulla sugli equilibri di potere.
Il risultato complessivo è un Gal formalmente molto partecipato, ma in cui il peso decisionale si concentra in poche mani, grazie alla sommatoria di quote intestate a soggetti distinti ma riconducibili alle stesse aree di influenza. Un assetto che, in assenza di un elenco quote aggiornato e facilmente accessibile, rende difficile ai soci meno strutturati – o a eventuali competitori – comprendere davvero i rapporti di forza alla vigilia del voto.

A rendere ancora più teso il clima interno al GAL Elimos è il crescente sbilanciamento tra la componente pubblica e quella privata, che ha portato diversi sindaci a esprimere forte preoccupazione. In questi giorni, infatti, sta circolando tra i soci pubblici una bozza di un documento non ufficiale, ma estremamente duro nei toni, che mette in discussione la stessa conduzione del Gal.
Negli anni i Comuni aderenti – complice il continuo avvicendarsi delle amministrazioni e le emergenze quotidiane cui gli enti locali devono far fronte – non sarebbero riusciti a garantire una vigilanza costante sull’attività del Gal. Questa inerzia avrebbe consentito alla parte privata di assumere progressivamente una posizione dominante, dapprima sostanziale e poi anche formale, attraverso l’ammissione continua di nuovi soci privati. Alcuni di questi avrebbero acquisito quote di valore significativo.
I soci privati eserciterebbero gli stessi diritti di indirizzo e di rappresentanza dei soci pubblici, senza però essere assoggettati al pagamento di una quota associativa annuale proporzionale alla loro partecipazione, come invece previsto dall’articolo 21 dello Statuto. Al contrario, sarebbero i Comuni a farsi carico quasi per intero dei costi di funzionamento della struttura, attraverso quote annuali che, secondo quanto riferito, sono state anche recentemente incrementate. Un meccanismo che avrebbe finito per attribuire ai privati un peso decisionale prevalente, pur in assenza di un contributo economico equivalente.
Questa situazione si intreccia con la mancanza di trasparenza già denunciata da più parti: l’assenza di aggiornamenti sulla compagine sociale e sulla distribuzione delle quote, la mancata pubblicazione dei nominativi e dei curricula degli amministratori e dei consulenti, e l’opacità sugli atti regolamentari. Un quadro che diventa particolarmente delicato alla vigilia delle elezioni per il rinnovo dell’organo amministrativo, perché – viene contestato – il nuovo regolamento elettorale non sarebbe mai stato portato all’approvazione dell’assemblea, ma adottato direttamente dall’organo amministrativo, in violazione dello statuto e delle norme del Codice civile. A ciò si aggiunge la pubblicazione di un elenco soci non aggiornato e non coincidente con la visura camerale, che renderebbe impossibile ai soci competere con piena cognizione dei rapporti di forza.
Il presidente del Gal Elimos, Liborio Furco respinge l’impostazione delle contestazioni e ne contesta l’origine. Secondo Furco, si tratta di polemiche strumentali” che mirerebbero a politicizzare il Gal, un ente che – sottolinea – per ragioni normative e istituzionali deve restare estraneo alla competizione politica. Polemiche che, a suo dire, utilizzerebbero metodi e argomentazioni “talvolta assai gravi” e riconducibili a mandanti ben identificabili.
Pur esprimendo questa critica, Furco accoglie però l’occasione come un’opportunità di chiarimento pubblico. Annuncia infatti la volontà di predisporre nei prossimi giorni una risposta “accurata e puntualissima” a tutti i quesiti avanzati, ribadendo quella che definisce la “specchiata trasparenza” dell’operato del Gal Elimos e la disponibilità dell’ente, dei suoi uffici e dei suoi organi a fornire ogni chiarimento richiesto, anche attraverso la produzione di documentazione, secondo le procedure previste
.
La partita, dunque, non si chiude qui. In attesa delle risposte annunciate dal presidente, restano sul tavolo le contestazioni sollevate alla vigilia del voto per il rinnovo delle cariche, in una fase che appare decisiva non solo per gli equilibri interni del Gal Elimos, ma anche per il rapporto di fiducia tra l’ente, i Comuni soci e il territorio che è chiamato a rappresentare.
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