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29/04/2026 06:00:00

Gibellina 2026, dentro il sistema degli incarichi della Capitale dell’arte contemporanea / 1
 

Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026 è un progetto ambizioso, sostenuto da ingenti risorse pubbliche e destinato a riportare al centro del dibattito culturale nazionale una città simbolo della ricostruzione e dell’arte contemporanea in Sicilia. Ma dietro il racconto ufficiale, fatto di mostre, installazioni e grandi eventi, emerge un sistema di incarichi e affidamenti che merita di essere analizzato nel dettaglio.
 

Le carte, una per una, raccontano come si muovono davvero fondi, ruoli e relazioni.
 

Il primo dato è quello delle risorse. Il Comune di Gibellina ha già accertato un finanziamento di un milione di euro da parte del Ministero della Cultura . A questo si aggiunge un ulteriore milione di euro stanziato dalla Regione Siciliana per sostenere l’organizzazione delle iniziative legate al titolo di Capitale dell’arte contemporanea . In totale, dunque, almeno due milioni di euro pubblici destinati al progetto.


La gestione è accentrata. Il programma viene attuato direttamente dal Comune attraverso un Ufficio speciale dedicato, con un responsabile unico del procedimento che firma gran parte degli atti . È da qui che passano le scelte principali: incarichi, affidamenti, organizzazione degli eventi.

 


Tra le prime decisioni strategiche c’è quella sulla direzione artistica. Il Comune pubblica un avviso per individuare il direttore del programma . A seguito della procedura viene nominato Andrea Cusumano, cui viene affidato il coordinamento dell’intero progetto culturale . L’incarico prevede un compenso complessivo significativo e risulta già oggetto di liquidazioni periodiche .
 

È una figura centrale: al direttore artistico spetta la definizione del programma, la selezione degli artisti, il coordinamento delle attività. Di fatto, la regia complessiva dell’evento.
 

Accanto alla governance artistica, iniziano a muoversi gli affidamenti. Il primo banco di prova è l’inaugurazione. Con delibera di Giunta del 31 dicembre 2025 viene approvato il programma delle iniziative inaugurali e il relativo budget . L’evento si articola su due giornate e rappresenta il momento simbolico di avvio del progetto.
 

Per la realizzazione viene coinvolta la società Terzo Millennio Srl, incaricata della produzione dell’evento inaugurale per un importo complessivo di oltre 150 mila euro . L’affidamento avviene tramite procedura diretta.

 


 

Ma è guardando nel dettaglio delle voci di spesa che il quadro si amplia. Una parte consistente delle risorse è destinata alla comunicazione. Per i servizi di ufficio stampa, media relations e gestione della comunicazione integrata viene avviata una procedura per un importo che sfiora i 109 mila euro. A questo si aggiungono servizi di produzione media, identità visiva e marketing affidati nell’ambito dello stesso programma.
 

Sul fronte artistico, tra gli interventi più rilevanti c’è quello delle videoinstallazioni firmate da Masbedo e Adrian Paci, per cui viene avviata una trattativa diretta per un importo complessivo di circa 120 mila euro .
 

Un’altra voce significativa riguarda la segreteria organizzativa e il supporto operativo all’intero programma: anche in questo caso si procede con affidamento diretto, per una cifra attorno ai 120 mila euro .
 

Accanto agli incarichi principali, emergono poi singoli progetti e collaborazioni. Tra questi, il progetto espositivo legato alla collezione privata Elenk’Art, inserito nel programma ufficiale attraverso un accordo di sponsorizzazione tecnica. Un passaggio che apre il tema del rapporto tra pubblico e privato nella costruzione del cartellone culturale.

 


E ancora, il caso del laboratorio affidato all’associazione Artensis, per il quale viene impegnata una somma significativa nell’ambito delle attività culturali . Anche qui, come per altri incarichi, si tratta di una procedura diretta.


Quello che emerge, mettendo in fila gli atti, è un sistema articolato in cui le principali funzioni – direzione artistica, organizzazione, comunicazione, produzione – vengono esternalizzate attraverso una serie di affidamenti, spesso concentrati su importi rilevanti.


Un sistema legittimo sul piano formale, perché fondato su atti amministrativi pubblici. Ma che solleva interrogativi sul piano dell’opportunità, della trasparenza e dei criteri di scelta.


Come vengono determinati i compensi? Quanti operatori sono stati realmente messi in condizione di partecipare alle selezioni? Esiste una comparazione tra offerte alternative? E soprattutto: quanto di queste risorse resta sul territorio e quanto invece viene intercettato da soggetti esterni?
 

Sono domande che emergono dalle carte. E a cui questa inchiesta a puntate proverà a dare risposta, atto dopo atto.

 

  • - FINE PRIMA PARTE - 

 

 



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