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09/03/2026 15:00:00

Guerra in medioriente, Carmina (M5S): “No uso di Sigonella, Birgi e del Muos a Niscemi"

La crisi internazionale e il possibile coinvolgimento delle basi militari siciliane finiscono al centro dello scontro politico. La deputata del Movimento 5 Stelle Ida Carmina attacca il governo e chiede di fermare l’utilizzo strategico delle infrastrutture militari dell’Isola, citando anche l’Aeroporto di Trapani-Birgi.

 

L’intervento arriva dopo l’informativa alla Camera dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani sulla situazione in Medio Oriente.

Il Governo sta esponendo la Sicilia a un rischio enorme consentendo l’utilizzo strategico delle basi di Sigonella, Birgi e Niscemi nell’ambito di un conflitto che non appartiene agli interessi dell’Italia”, afferma Carmina.

 

Secondo la parlamentare, le notizie sull’allerta delle installazioni militari nell’Isola confermerebbero un coinvolgimento già in atto. “Le notizie sull’allerta e sul coinvolgimento operativo delle basi siciliane – dalla Naval Air Station Sigonella all’Aeroporto di Trapani-Birgi, fino alla stazione MUOS di Niscemi – confermano che la nostra Isola è già dentro uno scenario di guerra per decisioni prese altrove”.

Carmina sottolinea le possibili conseguenze per il territorio: “Questo significa esporre i siciliani al rischio di possibili ritorsioni, restrizioni dello spazio aereo, limitazioni operative e gravi ricadute economiche e di immagine, proprio alla vigilia della stagione turistica”.

 

La deputata M5S critica anche l’assenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante l’informativa parlamentare. “È inaccettabile che la Presidente del Consiglio abbia scelto di non presentarsi oggi in Aula, lasciando ai ministri Crosetto e Tajani il compito di riferire su una questione così delicata”.

Nel mirino anche la gestione complessiva della vicenda: “La Sicilia, e quanto sta accadendo nelle basi di Sigonella, al Muos e a Birgi, non vengono neppure citati e l’isola al centro del Mediterraneo continua a essere trattata come una terra dimenticata, buona solo quando serve per finalità strategiche militari”.

Da qui l’appello finale al governo: “Non si può trascinare un territorio in uno scenario di guerra senza assumersi la responsabilità politica davanti al Parlamento e senza dire con chiarezza quali rischi concreti si stanno facendo correre ai siciliani”.

La presa di posizione riaccende il dibattito sul ruolo delle basi militari nell’Isola, tema che ciclicamente torna al centro del confronto politico siciliano, soprattutto quando le tensioni internazionali coinvolgono il Mediterraneo.