I fatti di Modena e la parole choc del segretario di Fdi di Mazara
Le parole sono tutto. Descrivono pure chi le pronuncia, chi c’è dietro quelle parole e chi non dovrebbe mai più fare politica con ruoli pubblici di esposizione.
E sono le parole a tradire, sempre. Perché dentro certe frasi c’è molto più di un’opinione: c’è il livello umano, politico e culturale di chi pretende di rappresentare una comunità. E allora sì, le parole sono tutto. Sono il curriculum morale di una persona. E alcune parole, una volta dette, dovrebbero bastare da sole a spiegare perché qualcuno non dovrebbe mai più occupare un ruolo pubblico.
Il fatto
Nella giornata di ieri, Gaspare Costa che di Fratelli d’Italia è il coordinatore cittadino a Mazara del Vallo, si macchia pubblicamente di parole indicibili, una violenza verbale mista a razzismo che vengono scritte da chi dovrebbe rappresentare un partito.
Forse qualcuno, subito dopo, gli avrà suggerito di cancellare il post per non essere intercettato dalla stampa, ma oggi è impossibile sfuggire a ciò che si scrive e si pronuncia.
Il post è sparito. Lo screenshot no. Ed è bastato quello a fare il giro delle chat di giornalisti, dirigenti di partito e addetti ai lavori. Perché internet dimentica poco, soprattutto quando qualcuno decide di mostrare pubblicamente il peggio di sé.
Non è uno scandalo. Gli scandali, in politica, ormai hanno un’altra scala. È piuttosto un perfetto rilevatore di verità. Perché prima o poi tutti si rivelano per ciò che sono davvero, molto più nei momenti in cui abbassano la guardia che nei comizi costruiti a colpi di slogan, sorrisi e frasi preparate.
Fa sorridere, amaramente, dover ricordare a Costa che vive in una città che dell’accoglienza ha fatto un elemento strutturale della propria identità. Ma ancora più desolante è il bisogno di stabilire classifiche perfino tra gli animali, tirando in ballo maiali e cavalli nel disperato tentativo di insultare esseri umani. Con una differenza sostanziale: gli animali, spesso, dimostrano più intelligenza e dignità di certi uomini.
Un partito serio, il primo partito d’Italia, davanti a certe uscite dovrebbe fare una sola cosa: prendere le distanze ed espellere chi si macchia di violenza verbale e razzismo, avvelenando il dibattito pubblico e trascinando nel fango perfino il simbolo che rappresenta.
Perché il problema non è soltanto ciò che Costa ha scritto (tra l'altro, da una città, Mazara, che è il simbolo in Italia della secolare integrazione tra siciliani e tunisini). Il problema è che qualcuno, evidentemente senza comprenderne fino in fondo limiti, toni e peculiarità caratteriali, abbia pensato fosse adatto a ricoprire un ruolo da segretario politico. E questo dice molto più del singolo post cancellato.
In Sicilia, del resto, la classe dirigente di certi partiti ha già dimostrato più volte di essere fragile, improvvisata, spesso incapace di selezionare figure all’altezza del ruolo pubblico che ricoprono. E il risultato è sotto gli occhi di tutti: dichiarazioni scomposte, linguaggio tossico, scivoloni che diventano boomerang politici.
Tempismo perfetto, poi: a una settimana dal voto a Marsala, città confinante e politicamente delicatissima. Una mossa da manuale.
Costa ora “costa” caro al partito, perché certi personaggi non portano consenso: portano imbarazzo, abbassano il livello del dibattito e la qualità umana. Poi si lamentano dell’astensionismo, della sfiducia, della gente che non crede più alla politica. Qui il discredito viene prodotto da una classe dirigente che continua a scambiare l’arroganza per carattere e l’odio per identità politica. Il conto vero lo paga la politica ridotta a discarica di ego frustrati travestiti da dirigenti.
Le reazioni politiche Immediata la dichiarazione di Valentina Villabuona, presidente provinciale del PD: “Le parole diffuse sui social da Gaspare Costa, coordinatore Comunale di Fratelli d’Italia di Mazara del Vallo, non sono soltanto incommentabili e pericolose, ma offendono e denigrano tante cittadine e tanti cittadini della stessa Mazara del Vallo, città che da anni rappresenta un esempio concreto di integrazione tra la comunità tunisina e quella italiana. Quanto accaduto a Modena è un fatto gravissimo, che va condannato senza esitazioni. Ma proprio per questo è necessario respingere ogni tentativo di sciacallaggio politico e mediatico su una vicenda tanto dolorosa, che vede ancora persone ferite ricoverate in ospedale e un responsabile affetto da gravi disturbi mentali. Costa, evidentemente poco informato, ignora o finge di ignorare che il ragazzo autore del gesto è stato fermato anche grazie all’intervento di persone di origine pakistana ed egiziana. Un dettaglio che smonta da solo la narrazione tossica costruita per alimentare paura e divisione. Lucrare su unantragedia per fomentare odio razziale è gravissimo, soprattutto per chi proviene da una città che ha fatto della convivenza tra culture diverse un valore riconosciuto in tutta Italia. Se ne facciano una ragione Costa e il suo partito, a ogni livello: la “razza pura”, fortunatamente, non esiste. E chi nella storia ha provato a costruirla è già stato condannato dalla storia stessa”.
PD Mazara: no alla propaganda dell’odio Dura condanna dei dem di Mazara: “Chi commette un crimine deve risponderne davanti alla giustizia, senza sconti e senza giustificazioni. Proprio per questo riteniamo inaccettabile che un fatto di cronaca così grave venga trasformato in occasione di propaganda, generalizzazione e odio. Le responsabilità penali sono sempre individuali. Non appartengono a una comunità, a un’origine familiare, a una religione o a un’etnia. Nel caso specifico, peraltro, parliamo di una persona nata in Italia. Usare le sue origini familiari per negarne l’identità o per colpire simbolicamente un’intera comunità è un’operazione grave e pericolosa. A Mazara del Vallo conosciamo bene il valore della convivenza, del lavoro e del rispetto reciproco. Nella nostra città vivono tante persone di origine straniera che lavorano, crescono i propri figli, rispettano le leggi e contribuiscono ogni giorno alla vita sociale ed economica della comunità. Per questo condanniamo con forza ogni linguaggio che disumanizza, offende e divide. La sicurezza si costruisce con la legalità, con la responsabilità e con istituzioni serie, non alimentando paura e rancore. Il Partito Democratico di Mazara del Vallo continuerà a difendere un principio semplice ma fondamentale: chi sbaglia paga, ma nessuna comunità può essere marchiata o colpevolizzata per le azioni di un singolo”.
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