I pescatori dall’Africa a Trapani, ma il mare qui è senza reti
Dall’Africa a Trapani arriveranno giovani e lavoratori per imparare il mestiere di pescatori e, in prospettiva, restare a lavorare nelle imprese italiane del settore. È il progetto sostenuto dal presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso, discusso a Roma nel quadro del Piano Mattei, ma che a Trapani suona come un paradosso: proprio qui, dove il mare è ovunque, mancano i pescatori e il mercato ittico va all’asta, simbolo della marineria locale, va all’asta con un bando comunale al ribasso.
La clausola del nuovo bando comunale, che esclude i soggetti con contenziosi pendenti, sembra infatti scritta per l’ex cooperativa che per anni ha gestito la struttura — l’Organizzazione dei Produttori della Pesca di Trapani — guidata proprio da Amoroso, oggi protagonista della cooperazione tra Italia e Africa.
Il mestiere del pescatore sembra condannato a scomparire. L’idea di filiere sostenibili parte da Roma, dove l’Associazione Italiana Coltivatori e l’Unione delle Comunità Africane in Italia hanno promosso il convegno “Agricoltura linguaggio universale”, nel quadro del Piano Mattei per l’Africa. Si è parlato di giovani, cooperazione e pesca come chiave di sviluppo condiviso. Ma a Trapani, dove il mare è ovunque, di pescatori ormai ne restano pochi.
Il Comune tenta di rilanciarrilanciare il mercato ittico con un bando publblico al ribasso. E dopo la gara del 2024 andata deserta, proponendo una nuova concessione in locazione con durata di nove anni, rinnovabili per altri nove. “Abbiamo modificato la durata e ridotto il canone a seimila euro annui – spiega l’assessore ai Mercati e Fiere Andrea Vassallo – per rendere la concessione più accessibile a chi vuole investire e valorizzare il prodotto ittico locale”. Il bando, pubblicato a novembre, riserva undici banchetti ai titolari di licenza di pesca con un contributo calmierato di 200 euro l’anno, mentre i restanti potranno essere gestiti liberamente dal futuro concessionario.
Il problema, però, non è solo economico. È strutturale: mancano le barche, mancano i giovani, mancano le reti in mare. Gli operatori attivi sono una dozzina, le spese comunali per tenere in vita il mercato superano i 120 mila euro l’anno, e gli incassi non arrivano a seimila. “Non possiamo più sostenere un mercato comunale in perdita – sottolinea Vassallo – serve un soggetto privato che rilanci la struttura e dia un senso alla filiera del pescato locale”.
Intanto a Roma il presidente di AIC Pesca, Natale Amoroso, rilancia il ruolo della piccola pesca come volano di sviluppo nel Mediterraneo e in Africa Centrale.
“Oggi è una giornata importante per noi – ha dichiarato – perché l’idea di aver creato un convegno che unisce le nostre esigenze con quelle dei paesi africani ci rende orgogliosi. Ci siamo accorti che i problemi sono simili e i bisogni comuni: noi abbiamo bisogno di risorse umane, loro del nostro know-how”. Amoroso ha spiegato che la collaborazione nasce come scambio reciproco di opportunità: “Nel settore ittico abbiamo le stesse necessità e il nostro supporto ai paesi africani sarà totale. Daremo il nostro apporto per aiutarli a crescere e, di concerto, stiamo lavorando perché le risorse umane provenienti dai loro paesi possano lavorare nelle nostre imprese, perché abbiamo bisogno di loro e del loro lavoro”.
Due mari, due visioni. In Africa si punta su formazione e cooperazione; a Trapani si tenta di riaccendere le luci di un mercato semivuoto. È il paradosso di un Mediterraneo che parla di sostenibilità globale ma dimentica le proprie radici marinare. L’AIC lavora per costruire filiere blu e condivise, mentre il Comune di Trapani spera che il suo bando possa restituire vita a un edificio simbolo. Due direzioni diverse per un’unica sfida: salvare il mare e chi ancora vive di pesca.
Come partecipare al bando
Le domande per la concessione del mercato ittico coperto dovranno pervenire entro le ore 13 del 1° dicembre 2025 al 3° Settore Urbanistica, SUAP e Patrimonio del Comune di Trapani, in via Libica n.12. Il plico, sigillato e firmato sui lembi di chiusura, dovrà contenere due buste:
Busta A – Documentazione, con istanza di partecipazione, certificati, referenze bancarie e attestato di sopralluogo obbligatorio;
Busta B – Offerta economica, con il rialzo rispetto al canone base di 6.000 euro annui. Il sopralluogo presso l’immobile è obbligatorio e potrà essere effettuato nelle giornate del 12, 19 e 26 novembre 2025, dalle ore 9.30 alle 12.00, previo appuntamento telefonico al numero 0923 877091. Possono partecipare imprese, società o raggruppamenti temporanei in regola con i requisiti di legge e senza contenziosi pendenti con il Comune di Trapani.
Una clausola che esclude i soggetti con contenziosi, scritta, sembrerebbe, ad hoc per l’ex gestione del mercato ittico: la cooperativa Organizzazione dei Produttori della Pesca di Trapani (OP) — con a capo proprio Natale Amoroso — che già in passato inviava note al Comune denunciando “omessa volontà politica” e aveva avviato una richiesta di risarcimento danni di quasi un milione di euro.
Pochi centesimi al giorno, qualche euro alla settimana. Sembra niente, ma, sommati nel tempo, quei piccoli importi che sfuggono dall'attenzione possono trasformarsi in una cifra importante. Il micro-risparmio di ogni giorno parte...
Un nuovo spazio condiviso, moderno e flessibile, pensato per aziende e professionisti. È stato inaugurato oggi a Marsala il progetto “Spazi per l’Italia” di Poste Italiane, il co-working realizzato nei locali della Posta...
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto il Nuovo Iper-ammortamento 2026, un incentivo fiscale pensato per sostenere gli investimenti tecnologici delle imprese.In sintesi: se l’investimento è idoneo, il costo di...
Dopo giorni di allarme, arriva un primo segnale di apertura.Sulla vertenza dell’ex Sicilvetro di Marsala, il rischio spegnimento del forno non è scomparso, ma potrebbe essere rinviato. E intanto si apre un nuovo fronte: quello...