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07/07/2025 15:13:00

L'appello di Claudio: "Aiutatemi a ritornare a Trapani" 

Dopo vent’anni vissuti tra sacrifici e nostalgia, Claudio Galia, 43 anni, originario di Trapani ma da tempo residente a Milano, lancia un accorato appello alla sua città. In una lunga lettera inviata alla redazione di Tp24, racconta la sua storia e chiede di poter tornare a vivere e lavorare a Trapani. Oggi sta bene solo quando torna nella sua terra. Ma non riesce a trovare un’opportunità per restarci. Per questo chiede di essere ascoltato: «Datemi una possibilità, voglio riportare qui la mia esperienza. Voglio vivere e morire a Trapani».

Ecco la sua lettera:

 

 

 

Buonasera,
mi chiamo Claudio, ho 43 anni e vivo a Milano.  

Sono nato a Trapani il 10 agosto 1981. La mia era una famiglia molto umile, abbiamo sempre vissuto con grandi difficoltà, ma questo aspetto, forse, lo racconterò un’altra volta.

A 24 anni ho fatto di tutto per fuggire da Trapani: in quegli anni c’era una crisi profonda e io avevo davanti due strade. O restare a sopravvivere alla giornata, o tentare una nuova vita altrove.

Avevo studiato all’alberghiero, una scelta imposta da mio padre, ma dentro di me avevo altri sogni. Mi sono diplomato nel 2000 studiando su fotocopie, perché la mia famiglia non poteva permettersi i libri. Avrei voluto iscrivermi all’università, ma non c’erano le possibilità economiche. Così ho cominciato a lavorare, con piccoli lavoretti, senza prospettive.

Nel luglio 2004 finalmente arriva una chiamata dalle Poste Italiane: un contratto per due mesi a Monza. Non ci ho pensato due volte: ho fatto le valigie e sono partito.

Quella fase della mia vita meriterebbe un racconto a parte, fatta di esperienze belle, fatiche, momenti duri e tante lezioni imparate. Dopo anni difficili, nel 2008 mi stabilizzo in un’azienda dove lavoro ancora oggi. Nessuno mi ha aiutato, ho fatto tutto da solo.

Dal 2006 al 2022 ho vissuto tra alti e bassi, come tutti. Ma il 2017 e il 2018 sono stati anni terribili: ho chiuso una relazione tossica durata sette anni, e poi ho perso mia madre e mio padre, a distanza di pochi mesi. Entrambi vivevano ancora a Trapani, in condizioni difficili.

È stato un periodo nero, un incubo da cui non riuscivo a uscire. Poi nel 2019 ho deciso di reagire: basta piangere, ho pensato. E così ho iniziato a vedere il lato positivo in ogni cosa. Mi ha aiutato molto.

Ma nel 2023 è tornata la crisi. Tornando da Trapani a Milano, in aeroporto, sono scoppiato a piangere: ho sentito la mia terra che mi parlava, che mi diceva “non andare via, resta qui”.

Da quel momento, tutto è cambiato. A Milano ho iniziato a stare male, ho avuto attacchi di panico, ansia, malesseri continui. Era come se le mie radici mi stessero chiamando.

Ho riflettuto, mi sono ascoltato e quella voce è diventata sempre più forte. Mi sono detto: “Basta. Devo tornare giù, a casa. Devo tornare a Trapani”.

Ho cominciato a inviare curriculum, ho attivato passaparola, ma non ho trovato nulla. E allora adesso mi rivolgo a voi, redazione di Tp24, per lanciare un appello pubblico.

Mi rivolgo alle aziende, agli imprenditori trapanesi:
Datemi una possibilità. Voglio lavorare, ho esperienza, cerco un impiego da impiegato con contratto stabile. Voglio restare a Trapani, la mia città, e contribuire a valorizzarla con il mio impegno e la mia esperienza.

Non ho più una famiglia, se non una sorella con cui non ho rapporti. Ma voglio tornare a Trapani, viverci, godermi la mia terra da giovane e, quando sarà il momento, anche morirci.

Vi ringrazio per l’ascolto. Aiutatemi a far arrivare questo messaggio.

Con affetto,
Claudio Galia