Mafia a Castelvetrano, confermata la confisca di beni per Risalvato
La seconda sezione della Cassazione (presidente Angelo Caputo) ha respinto il ricorso del 72enne presunto mafioso castelvetranese Giovanni Risalvato contro l’ordinanza della Corte d’appello di Caltanissetta, sezione per le misure di prevenzione, che lo scorso 6 novembre ha rigettato la richiesta di revoca della confisca di un terreno con annessa abitazione in località Fontanelle, a Castelvetrano.
Confisca che era stata confermata dalla Corte d’appello di Palermo il 13 novembre 2015, seppur in parziale riforma del decreto del Tribunale di Trapani del 12 giugno 2013.
A proporre il ricorso in Cassazione è stato il difensore di Risalvato, l’avvocato Domenico Trinceri. Secondo la difesa, si legge nella sentenza della Suprema Corte, i giudici d’appello non avrebbero valutato “la decisività delle prove nuove addotte dal ricorrente, essendosi limitati all’esame delle fonti dichiarative trascurando, invece, le prove documentali nuove quali la certificazione del Comando di Polizia municipale di Castelvetrano attestante la convivenza del Risalvato con la sig.ra Arimondi; la delega alla riscossione delle pensioni percepite dalla madre rilasciata al ricorrente; l’attestazione circa gli arretrati pensionistici riscossi dalla stessa genitrice che era titolare, altresì, a titolo di reversibilità, della pensione di guerra del defunto coniuge, elementi mai esaminati nel procedimento ordinario di confisca e che concorrono a delineare una situazione economica e patrimoniale diversa da quella ricostruita dai giudici della prevenzione”.
Ma per la Cassazione il ricorso non può essere accolto “in ragione dell’infondatezza delle censure proposte, avendo la Corte territoriale disatteso la richiesta di revoca sulla scorta di corretti argomenti giuridici, facendo applicazione dei principi costantemente enunciati dalla giurisprudenza di legittimità in tema di prova nuova”.
Rigettando il ricorso, la Cassazione ha pertanto condannato Risalvato anche al pagamento delle spese processuali.
Giovanni Risalvato, Vanni “Pruvulazzu”, Vanni “la polvere”, dopo avere scontato una condanna a 14 anni e mezzo per associazione mafiosa, è uscito dal carcere il 3 dicembre 2021.
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