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23/09/2026 07:25:00

Mafia: definitiva la condanna a 12 anni di carcere per Domenico Centonze

 E’ diventata definitiva, per mancato ricorso in appello, la condanna a 12 anni di carcere inflitta, lo scorso 5 dicembre, dal gup di Palermo Ivana Vassallo al 51enne presunto boss mafioso marsalese Domenico Centonze. Lo ha rivelato la pm della Dda Francesca Dessì nel corso del processo, in corso davanti il Tribunale di Marsala, a sette persone coinvolte nella stessa indagine e che il 16 dicembre 2024, in un’operazione di Guardia di finanza e Dda di Palermo, sfociò in 18 misure cautelari per presunti mafiosi e favoreggiatori di Marsala e Mazara. Gli imputati che hanno scelto il rito ordinario e che sono stati rinviati a giudizio sono i marsalesi Giancarlo Nicolò Angileri, Michele Marino, Giovanni Piccione, Massimo Antonino Sfraga e Gaspare Tumbarello (al tempo stesso imputato e parte offesa), nonché i mazaresi Vito Ferrantello e Giuseppe Prenci. Domenico Centonze, invece, è stato uno dei nove che hanno scelto l’abbreviato davanti al giudice delle udienze preliminari di Palermo, che il 5 dicembre 2025 ha sentenziato sei condanne e tre assoluzioni.

 

 In questo troncone, adesso, si attende l’appello. Tranne, naturalmente, che per Domenico Centonze, per il quale, tra l’altro, lo scorso 21 gennaio la quarta sezione della Cassazione ha confermato la decisione della Corte d’appello di Palermo di respingere la richiesta di risarcimento per “ingiusta detenzione” per i quattro anni e mezzo circa di carcere fatti prima di essere assolto dall’accusa di duplice omicidio: quello dei tunisini Rafik El Mabrouk e Alì Essid, di 31 e 34 anni, uccisi con due colpi di fucile, la notte del 3 giugno 2015, in contrada Samperi, tra Marsala e Mazara, di fronte l’ex distilleria Concasio. L’assoluzione è divenuta definitiva nel luglio 2022, quando la Suprema corte dichiarò inammissibile il ricorso della Procura generale della Corte d’appello di Palermo dopo il secondo processo di secondo grado. Centonze era stato condannato a 20 anni di carcere sia in primo grado (gup di Marsala con rito abbreviato) che in secondo (Corte d’assise d’appello di Palermo). Poi, nel febbraio 2020, la Cassazione aveva annullato la condanna con rinvio a diversa sezione della Corte d’appello di Palermo e il 3 febbraio 2021 arrivò l’assoluzione. 

 

A difenderlo è stato l’avvocato Luigi Pipitone. Domenico Centonze era tornato in libertà dopo la prima pronuncia della Cassazione. Intanto, al Tribunale di Marsala, il processo ai sette che hanno scelto il rito ordinario è entrato nel vivo con le deposizioni degli investigatori che hanno collaborato con i magistrati. Il primo a rispondere alle domande della pm Francesca Dessì è stato un luogotenente della guardia di finanza di Palermo, che nell’aula “Paolo Borsellino” ha parlato a lungo di quanto emerso dalle intercettazioni.