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20/06/2026 18:00:00

Mafia ed estorsioni. Lascia il carcere il salemitano Benenati

 Arrestato per concorso in estorsione nel settembre 2024 nell’ambito di un’operazione della polizia di Trapani in seguito ad una inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, il 58enne salemitano Giorgio Benenati lascia il carcere per gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. 

 

Accogliendo, infatti, la richiesta dell’avvocato difensore Giuseppe Ferro di Gibellina, il Tribunale di Trapani (presidente del collegio il giudice Franco Messina) ha concesso al Beninati una misura cautelare decisamente meno afflittiva. E ciò nonostante il parere contrario del pubblico ministero, in quanto il 58enne salemitano è chiamato a rispondere del reato di estorsione aggravata in concorso con altri soggetti imputati per associazione mafiosa. La difesa, però, ha argomentato che “l’esperita attività dibattimentale ha ‘decostruito’ l’assunto accusatorio, facendo venir meno le accuse poste a fondamento dell’ordinanza applicativa della misura restrittiva (carcere, ndr) e, a tal proposito, valorizza le dichiarazioni rese in dibattimento dalla parte offesa Minore, che ha escluso di aver subito intimidazioni per restituire la somma pagata dal Grammatico, consuocero del Li Bassi, partecipe dell’associazione  mafiosa, per la mancata consegna dell’auto che il Minore s’era impegnato a consegnare” e che “tali dichiarazioni della parte offesa vanno messe a sistema con le altre risultanze probatorie acquisite al dibattimento, prime tra tutte le intercettazioni telefoniche in uno alle altre risultanze acquisite al processo, relative ai vari incontri succedutisi per la trattazione della vicenda”.

 

 Il Tribunale, quindi, ieri, pur affermando che per l’unico capo d’imputazione contestato dall’accusa al 58enne salemitano il “quadro probatorio risulta cristallizzato e come tale insuscettibile di essere scalfito”, considerato il tempo trascorso dietro le sbarre dal Beninati, “può farsi luogo ad una riduzione del carico cautelare, sostituendo l’attuale misura restrittiva della custodia in carcere con quella degli arresti domiciliari, con congegno elettronico”.