A Marsala continuano i lavori sulle strade. E fin qui, in teoria, ci sarebbe pure da esserne contenti: il Comune rivendica che l’impresa incaricata sta completando la nuova pavimentazione in diverse zone del versante sud, dopo gli interventi a Strasatti, Santo Padre delle Perriere, Villa Petrosa, via Bue Morto, Ponte Samperi, via Agnello e lungo l’arteria che collega via Tunisi alla rotatoria di via Favara. L’Amministrazione Grillo parla di lavori “strutturati e duraturi”, inseriti nel piano straordinario della manutenzione stradale, finanziato per quasi un milione e mezzo di euro.
Il punto, però, è che tra la narrazione ufficiale e quello che raccontano gli automobilisti marsalesi passa la stessa differenza che c’è tra un rendering e una buca vera. Perché mentre il Comune pubblica foto e comunicati, sui social e tra i residenti monta la protesta: c’è chi denuncia rattoppi fatti a pezzi, tratti asfaltati per pochi metri e buche che, dopo le prime piogge, tornano esattamente dove stavano prima, come certi candidati che spariscono per cinque anni e poi ricompaiono in campagna elettorale.
Una delle segnalazioni più puntuali riguarda la strada tra l’incrocio in contrada Cuore di Gesù e la rotatoria di Pastorella. Qui, lamentano i cittadini, sarebbero stati asfaltati soltanto due tratti di una decina di metri, mentre poco più avanti restano due buche già rattoppate più volte durante l’inverno e già riemerse con l’ultima pioggia. E poi c’è la buca davanti al semaforo, quella che a Marsala probabilmente ha ormai più esperienza amministrativa di parecchi assessori.
Le critiche non si fermano alla qualità dell’asfalto. I cittadini contestano anche l’assenza o l’insufficienza della segnaletica orizzontale in molte strade interessate dai lavori, oltre a presunte irregolarità nei cantieri, tra segnalazione carente e operai immortalati senza dispositivi di protezione. Sono accuse pesanti, che ovviamente andrebbero verificate puntualmente, ma che intanto restituiscono un clima chiaro: quello di una manutenzione percepita da molti più come operazione da vetrina che come vero riordino della rete viaria.
Ed è qui che torna la domanda politica, prima ancora che tecnica. Perché il Comune aveva annunciato il piano straordinario già a gennaio 2026, spiegando che il progetto era stato approvato mesi prima ma bloccato dai tempi burocratici dell’appalto. Solo che adesso, con le elezioni alle porte, ogni metro di asfalto finisce inevitabilmente letto da una parte dei cittadini come manutenzione necessaria e da un’altra come manutenzione “pre-elettorale”.
In sostanza, il problema non è solo che si interviene adesso. Il problema è come si interviene e con quale risultato. Perché se davvero, come sostiene il Comune, si tratta di lavori profondi, duraturi ed efficaci, allora dovranno resistere al primo banco di prova: pioggia, traffico e uso quotidiano. Se invece, come sostengono i residenti, si tratta di “toppe” con pochi centimetri di tappetino bituminoso, il rischio è che Marsala continui a esibire il suo ormai celebre patchwork stradale: crateri, rattoppi e strisce fantasma, in un catalogo urbano che più che manutenzione sembra arte contemporanea.