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25/07/2026 06:00:00

Marsala, il caos a Porta Mazara: panchine rimosse, vandalismi ed esplode la polemica

A Porta Mazara, o meglio in piazza Matteotti a Marsala, nel giro di poche ore è successo praticamente di tutto. Operai che smontano le panchine, fioriere sistemate sui gradoni degli scavi archeologici per impedire di sedersi, un atto vandalico che le scaraventa a terra, gli operai che tornano a rimetterle in piedi e, infine, un nuovo intervento del Comune che le rimuove definitivamente.

Una sequenza quasi surreale che racconta meglio di qualsiasi comunicato il clima che si respira attorno a una delle piazze simbolo di Marsala.

Da anni Porta Mazara è al centro del dibattito cittadino per la presenza di gruppi di giovani, in gran parte stranieri, che vi sostano soprattutto nelle ore serali. C'è chi parla di semplice ritrovo, chi di bivacco, chi denuncia degrado e insicurezza. Da qui la decisione della nuova amministrazione guidata dalla sindaca Andreana Patti: eliminare le panchine per impedire lo stazionamento prolungato. Una scelta che, però, ha aperto un fronte politico e sociale ben più ampio.

 

La richiesta partita dai commercianti: "Così restituiamo la piazza ai marsalesi"

La rimozione delle panchine è stata chiesta da alcuni commercianti della piazza, titolari delle attività che ogni giorno vivono Porta Mazara.

Bruno, Michele e Nicola, intervistati da Tp24 mentre le fioriere erano ancora al loro posto, spiegano di avere chiesto personalmente alla sindaca di intervenire.

Secondo loro le panchine erano diventate il punto di ritrovo di persone che, soprattutto nelle ore serali, trasformavano la piazza in un luogo difficile da frequentare.

«Abbiamo pensato di combattere il bivacco chiedendo alla sindaca di togliere le panchine. Questo bivaccare, fatto da persone che la sera fanno quello che vogliono, non fa altro che degradare la nostra zona e le nostre attività commerciali».

Per i commercianti la decisione rappresenta un tentativo di restituire vivibilità alla zona.

«Diamo la possibilità ai marsalesi di ritornare a Porta Mazara. Non devono più avere paura di frequentare una piazza che è diventata simbolo di emarginazione, sporcizia e insicurezza». Una posizione netta che fotografa il disagio vissuto da chi lavora ogni giorno nella piazza.

 

 

La sindaca Patti: "Non togliamo panchine, restituiamo uno spazio alla città"

La sindaca Andreana Patti difense la scelta dell'amministrazione. Secondo la sindaca, la rimozione delle sedute non rappresenta un semplice intervento contro il bivacco ma si inserisce in un progetto più ampio di riqualificazione urbana. «Prendersi cura della città è una nostra priorità. Non è uno slogan», afferma.

Poi aggiunge: «Non togliamo panchine ma restituiamo una piazza che diventa spazio di incontro, gioco, socialità, integrazione, prevenzione, inclusione e cultura».

L'amministrazione collega infatti l'intervento al futuro progetto delle Zone Verdi, annunciato come uno dei prossimi passi del programma di governo cittadino.

Il problema è che, al momento, la trasformazione promessa non è ancora visibile. I cittadini hanno visto soltanto le panchine sparire e piccoli vasi di plastica, gettati a terra e dopo il ripristino, sparire definitivamente.

 

Vasi vandalizzati

Poche ore dopo l'installazione dei vasi con i fiori arriva anche il gesto che infiamma ulteriormente la polemica. Intorno a mezzogiorno un giovane rovescia numerosi vasi sistemati dal Comune. Le immagini fanno rapidamente il giro dei social. Il gesto è grave e ingiustificabile.

Ma evidenzia anche la fragilità della soluzione scelta dall'amministrazione: piccoli vasi di plastica difficilmente possono rappresentare un deterrente efficace contro chi vuole occupare quello spazio. Gli operai intervengono quasi subito, rialzano le fioriere e le sistemano nuovamente. La normalità, però, dura poco.

Circa mezz'ora dopo gli stessi vasi vengono rimossi definitivamente.

 

Il Pd si ribella alla propria sindaca e chiede il ripristino

La sorpresa politica arriva dal Partito Democratico, partito della maggioranza che sostiene Andreana Patti. Il circolo cittadino prende ufficialmente le distanze dalla scelta dell'amministrazione e chiede apertamente di rimettere le panchine. Pur riconoscendo le esigenze di sicurezza manifestate da residenti e commercianti, il Pd definisce la rimozione delle sedute «una scorciatoia punitiva» e addirittura «un atto di resa culturale e sociale». Per i democratici le panchine rappresentano molto più di un semplice arredo urbano. Sono una "macchina sociale intelligente", uno spazio gratuito destinato ad anziani, famiglie, turisti e cittadini. Eliminarle significa togliere un servizio a tutti, non soltanto a chi crea problemi. Per questo il Pd propone un'altra strada: più illuminazione, maggiore presenza istituzionale, iniziative culturali, verde pubblico e rigenerazione urbana. Infine arriva la richiesta politica più esplicita. Le panchine, secondo il partito, devono essere ripristinate.

 

 

 

Grillo: "Risposte semplicistiche a problemi complessi"

Sulla vicenda interviene anche l'ex sindaco Massimo Grillo, che durante il proprio mandato aveva firmato un'ordinanza contro il bivacco nella stessa area.

Grillo critica duramente la strategia adottata dalla nuova amministrazione. «Possiamo realisticamente pensare che dei vasi in plastica abbiano un qualche effetto deterrente?», si chiede. Secondo l'ex primo cittadino si tratta di una risposta improvvisata che rischia persino di trasformare le fioriere in oggetti pericolosi.

L'affondo è anche politico. Le soluzioni adottate, scrive, rappresentano «risposte semplicistiche a problemi complessi» e hanno «un retrogusto di vecchia destra nazionale, con buona pace dei partiti di sinistra della coalizione».

 

 

Anche Di Girolamo attacca: "Amministrazione di sinistra o di estrema destra?"

Tra le voci critiche c'è anche quella del consigliere comunale Gaspare Di Girolamo. Attraverso un post sui social definisce sbagliata la scelta di collocare le fioriere.

«Mettere i vasi lì significa creare scontro, ed è quello che è successo oggi». Secondo Di Girolamo la presenza dell'Esercito e della Polizia municipale può contribuire ad aumentare la sicurezza, ma non saranno certo alcuni vasi a risolvere il problema. Da qui la provocazione politica. «Mi sorge solo un dubbio: è un'amministrazione di sinistra o di estrema destra?».

 

 

Lilibeo Viva: “Una scelta miope che penalizza la città”
Sulla decisione dell’Amministrazione comunale di Marsala di rimuovere le panchine da piazza Matteotti interviene Lilibeo Viva, che esprime “forte contrarietà e perplessità” definendo l’intervento “una rinuncia alla vivibilità e al decoro degli spazi pubblici”. Secondo il movimento, “togliere le panchine per impedire che qualcuno vi stazioni non è una soluzione, ma una resa”, perché finirebbe per colpire tutti i cittadini, “privando anziani, famiglie, turisti e ragazzi di un luogo di aggregazione e riposo nel cuore della città”.

Pur riconoscendo l’esistenza di “criticità legate alla sicurezza percepita e alla presenza di persone in condizioni di marginalità”, Lilibeo Viva sottolinea che “il problema non può essere risolto con scorciatoie di facciata: il degrado non si combatte eliminando l’arredo urbano, ma con politiche attive e strutturate”. Tra le proposte indicate dal movimento ci sono “un controllo effettivo del territorio”, “servizi di mediazione sociale” e “luoghi pubblici vivi, attivi e frequentati”. La richiesta rivolta al sindaco è quindi quella di “rivedere questa scelta, ripristinare le panchine e aprire un tavolo di confronto con forze dell’ordine, commercianti e terzo settore”. Per Lilibeo Viva, “Marsala merita soluzioni all’altezza di una città civile, non interventi di facciata che lasciano i problemi esattamente dove sono”.

 

Il vero interrogativo resta aperto

Al di là delle polemiche politiche, delle accuse reciproche e del vandalismo, resta una domanda di fondo che attraversa tutta questa vicenda.

Togliere le panchine serve davvero a risolvere il problema della sicurezza?

Per i commercianti sì: eliminare i punti di ritrovo significa scoraggiare il bivacco e restituire la piazza ai cittadini.

Per il Partito Democratico, per Massimo Grillo e per altri esponenti politici, invece, no. Si tratta di una misura che sposta il problema senza affrontarne le cause.

La sensazione è che Porta Mazara sia diventata il simbolo di un tema molto più grande: come conciliare diritto alla sicurezza, inclusione sociale, decoro urbano e libera fruizione degli spazi pubblici. Le panchine, in fondo, sono soltanto l'ultimo capitolo di una questione che Marsala discute da anni. E che, almeno per ora, resta tutta da risolvere.