Altro che Lucio Dalla e la sera dei miracoli. Più che “Si muove la città”, la coalizione che sostiene Andreana Patti candidata Sindaca a Marsala dovrebbe cambiare nome in: “Si muove il centrodestra”. Perché questo sta accadendo: un progetto che era nato come una candidatura di centrosinistra sta via via prendendo pezzi di centrodestra.
E non pezzi qualsiasi. Non comparse, non figuranti. Ma campioni di preferenze, specialisti della crocetta, professionisti del consenso personale e dei selfie. Gente che fino a ieri governava Marsala con il centrodestra e che oggi, con ammirevole agilità ginnica, scopre un’improvvisa sintonia programmatica con la candidata progressista.
Gli strateghi diranno: è il segno della bontà del progetto, capace di attrarre, di includere, di superare le appartenenze. È il famoso “campo largo”, versione marsalese, da oppore al "campo letargo" di Grillo, il luogo in cui bisogna lasciare tutto com'è, annientare ogni confilitto.
Qualcun altro, più raffinato, spiegherà che non si tratta di centrodestra ma di “miglior civismo”, di amministratori pragmatici che guardano al bene della città, oltre gli steccati ideologici.
Tutto molto nobile. Tutto molto poetico.
In realtà è sempre la solita storia dei carri e dei possibili vincitori. Si indossa una maschera – magari pure ben truccata – e si cerca di salire. Sì, il carro del vincitore. Che spesso, a Marsala, assomiglia più a un carro di Carnevale che a un mezzo blindato da battaglia politica.
È sempre accaduto, per carità. Nulla di nuovo sotto il sole di Capo Boeo. Ma qui il rischio è un altro. Il rischio è che le liste del centrosinistra “originario” – chiamiamolo così: Pd, satelliti vari, Verdi e dintorni – nella coalizione di Andreana Patti arrivino ben ultime, così come i rispettivi candidati.
Non è un’ipotesi fantascientifica. Ricordiamo che il Pd alle ultime amministrative a Marsala non ha superato la soglia di sbarramento del 5%. Un dato che pesa, più di tante dichiarazioni d’intenti.
E allora immaginiamo la scena: Andreana Patti vince. Festa in piazza. Applausi. Selfie. Abbracci. Ma le liste più votate sono quelle che fino a qualche mese fa stavano dall’altra parte. In pratica, ha vinto il centrodestra. Solo che si è presentato travestito.
Ma l’importante è vincere, si sa. E dato che siamo sempre dalle parti di Lucio Dalla, più che “Si muove la città”, qualcuno intravede un disperato erotico stomp. Qualcun altro invece preferisce “Attenti al lupo”. Perché il lupo, in politica, non è mai quello che pensi. A volte indossa una spilletta nuova, altre volte cambia slogan, ma resta pur sempre lupo.
La verità è che Marsala vive l’ennesima stagione trasformista. Dove le parole “coerenza” e “identità” vengono piegate come volantini elettorali (vale per tutti, pure per la rediviva Giulia Adamo, che è stata Sindaca del Marsala, dieci anni fa, sotto le insegne del Pd, ed ora si scopre meloniana). Dove il civismo è spesso una categoria dello spirito, buona per tutte le stagioni. E dove la domanda vera non è chi vince, ma chi rappresenta cosa.
Andreana Patti sta costruendo una coalizione larga. Larghissima. Forse troppo. Una di quelle che fanno impressione per quantità, meno per chiarezza. E se alla fine dovesse davvero vincere, il paradosso potrebbe essere servito: il centrosinistra che conquista Palazzo VII Aprile grazie ai voti e agli uomini del centrodestra.
Un capolavoro politico o un gigantesco gioco di prestigio?
Vedremo.
Intanto, più che muoversi la città, si muovono i candidati. Con una rapidità che farebbe impallidire anche i migliori coreografi. E a Marsala, come sempre, la musica cambia. Ma i ballerini restano. Sala delle Lapidi è una discoteca, è per questo che hanno cambiato la legge elettorale, non per la parità, ma perché, come in tutte le sale da ballo, si entra in coppia ...
Giacomo Di Girolamo