Un ordine di demolizione che scade domani, e la paura concreta di perdere tutto. È la situazione che vive la signora Katia, residente a Mazara del Vallo, disabile al 100% e affetta da gravi patologie, che ha deciso di scrivere a Tp24 per raccontare la sua storia.
La casa in cui vive, in via del Mare, ereditata dalla madre e situata a circa 140 metri dal mare, è considerata abusiva con sentenza definitiva senza possibilità di sanarla. Per questo è arrivata la notifica di demolizione esecutiva, con scadenza fissata al 22 marzo, domani.
“Vorrei giustizia, vorrei rimanere nella mia casa”, scrive nella sua segnalazione. E aggiunge: “Non so cosa farò, dove andrò a vivere”.
“È l’unica casa che ho”
Katia spiega di vivere con la pensione di invalidità e con il supporto del compagno, che si occupa di lei e non può lavorare.
“Vogliono che io demolisca l’unica casa dove vivo”, racconta, sottolineando le difficoltà legate alle sue condizioni di salute.
Il confronto con altre situazioni
Nella sua lettera solleva anche un’altra questione: “Fate tutti i controlli, visto che case di fronte al mare hanno avuto la sanatoria e a me la vogliono buttare giù”.
Un tema delicato, quello degli immobili abusivi nelle zone costiere, che negli anni ha generato numerosi contenziosi e situazioni diverse tra loro.
La paura dello sgombero
La preoccupazione principale resta quella di uno sgombero e della perdita dell’abitazione. “Voglio morire nella mia casa”, scrive, sintetizzando il senso di angoscia che accompagna queste ore.
La vicenda apre interrogativi non solo sul piano urbanistico, ma anche su quello sociale, legati alla tutela delle persone più fragili di fronte a provvedimenti esecutivi.