Si è svolto ieri ad Agrigento il primo Congresso regionale della UILFPLC, la nuova federazione nata dall’accorpamento delle categorie UilCom e UilPoste. Tra i protagonisti dell’appuntamento anche il marsalese Francesco Silvano, 61 anni, storico dirigente sindacale che opera nel settore dal 1989.
Nel corso dei lavori congressuali, Silvano è stato eletto responsabile per la provincia di Trapani dei dipartimenti Telecomunicazioni, Cartai, Grafici, Spettacolo – teatri e cinema – Sport e Tempo libero ed Emittenze private. Per lui anche l’ingresso nell’Esecutivo regionale e la nomina a delegato al prossimo congresso nazionale della categoria, in programma a Roma nel mese di maggio.
Nel suo intervento al congresso, Silvano ha posto l’attenzione su un tema che ha definito «centrale per il futuro della rappresentanza sindacale»: quello delle agibilità sindacali.
«Quando parliamo di agibilità – ha spiegato – non possiamo limitarci alla sola questione delle risorse economiche. Parliamo anche di tempo, strumenti e permessi sindacali. Senza tempo non può esserci rappresentanza, senza strumenti non può esserci organizzazione e senza permessi adeguati non c’è tutela reale».
Silvano ha ricordato come la nuova federazione rappresenti una realtà articolata, con oltre dieci contratti collettivi diversi da gestire. Una complessità che si traduce in tavoli di trattativa differenti, normative distinte e un numero crescente di vertenze, rinnovi contrattuali e gestione delle crisi aziendali.
«Dobbiamo dircelo con chiarezza – ha aggiunto –: come si può garantire una rappresentanza efficace con permessi sindacali insufficienti? Come possiamo presidiare i territori e sostenere le RSU? Il sindacato non può vivere solo di militanza e sacrificio personale».
Secondo il dirigente marsalese, le agibilità sindacali rappresentano «uno strumento di democrazia» e la condizione minima per garantire equilibrio nei luoghi di lavoro e rendere concreta la libertà sindacale sancita dalla Costituzione.
Per affrontare queste criticità, Silvano ha proposto tre direttrici di lavoro da inserire nel documento congressuale: un’iniziativa politica a livello confederale per rafforzare le tutele dell’attività sindacale, una riorganizzazione interna per aree contrattuali con dipartimenti specializzati e l’istituzione di un fondo federale di sostegno per le attività strategiche e la solidarietà tra territori.
«Non chiediamo privilegi – ha concluso – ma strumenti adeguati. Se vogliamo essere una federazione moderna e capace di incidere, dobbiamo mettere la rappresentanza nelle condizioni di funzionare».
In chiusura anche un richiamo all’identità del sindacato: «Il nostro non è un sistema perfetto, ma pochi oggi possono dire di essere migliori di noi».