La fotografia modificata con l’intelligenza artificiale che raffigura Dario Safina in una situazione carceraria continua a far discutere e provoca una presa di posizione compatta del Partito Democratico.
A intervenire è innanzitutto la segretaria provinciale del Pd Trapani, Valeria Battaglia, che parla di «violenza verbale e delegittimazione sui social» e definisce la diffusione del fotomontaggio «un gesto ignobile». Per Battaglia non si tratta di satira o ironia, ma di un contenuto che colpisce personalmente il deputato regionale e finisce per coinvolgere anche la sua famiglia.
«I social non sono e non possono diventare un porto franco», sostiene la segreteria provinciale del Pd, richiamando anche alla responsabilità nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, che rende più semplice costruire contenuti falsi e offensivi.
Sulla stessa linea la presidente dell’Assemblea provinciale del Pd, Valentina Villabuona, che ha espresso solidarietà politica e umana a Safina e alla sua famiglia. Villabuona ha sottolineato come, nello scontro politico, vengano talvolta coinvolti anche familiari e affetti di persone che non hanno scelto di esporsi pubblicamente.
«La contrapposizione politica, anche la più dura, deve rimanere sul terreno delle idee, delle proposte e del consenso», è il senso del suo intervento. Gli avversari, aggiunge, si affrontano democraticamente nelle urne e non attraverso rappresentazioni che li associno a condanne o detenzioni.
È intervenuto anche il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, che ha parlato di «gogna mediatica» e ha richiamato alla necessità di un limite anche sui social quando la libertà di espressione diventa offesa. Barbagallo ha inoltre ricordato che, nella vicenda giudiziaria che riguarda Safina, la Procura aveva chiesto l’archiviazione mentre il Gip ha disposto ulteriori indagini.
Solidarietà è arrivata anche dal capogruppo Pd all’Ars Michele Catanzaro, che ha definito l’immagine una «volgare speculazione», e dal dirigente provinciale del partito Pietro Giangrasso, secondo cui la satira non dovrebbe trasformarsi in una gogna personale.
La vicenda assume così anche un significato politico più ampio. Al centro non c'è soltanto l'immagine che circola sui social, ma il confine tra satira, propaganda e contenuti artificialmente costruiti. Un tema destinato a diventare sempre più rilevante nel confronto politico, soprattutto quando immagini generate dall'IA possono apparire realistiche e riferirsi a vicende giudiziarie ancora in corso.
Sul caso, dunque, il Pd fa quadrato attorno a Safina. E la fotografia, nata sui social come provocazione, diventa adesso un nuovo terreno di scontro sul modo in cui si fa politica nell'era dell'intelligenza artificiale.