“Il nostro obiettivo è quello di non politicizzare il tema della riforma sulla giustizia, anche se sarebbe più corretto parlare di riforma del nostro sistema giudiziario, senza incidere sul concetto di diritto alla Giustizia”.
A scrivere così in un comunicato è l’Avv. Paola Agueci, coordinatrice del circolo di Fratelli d’Italia a Salemi.
Come rappresentante di una forza politica presente e operante sul territorio, ha ritenuto necessario organizzare un incontro per confrontarsi, ma soprattutto per fare informazione sul tema del referendum costituzionale della Giustizia, a sostegno delle ragioni del “Sì”.
“Ciò allo scopo anche di evitare confusione e speculazioni politiche sull’argomento, come spesso si è fatto sui social in questi giorni”, dice Agueci.
“Questo referendum” – precisa – “non è un sondaggio o un banco di prova per il Governo Meloni, e neppure un attentato alla democrazia dello Stato italiano e tanto meno alla nostra Costituzione, come vorrebbero fare intendere alcuni Comitati del ‘No’, non ultimo anche quello recentemente costituitosi a Salemi”.
Ma poi non esita a lanciare una stoccata tutta politica, invitando polemicamente i promotori salemitani del comitato del “No” a spiegare ai cittadini “come mai, pur presentandosi come forze politiche di centro-sinistra, di fatto a Salemi amministrano la città insieme alla Democrazia Cristiana e a Forza Italia”.
Per la segretaria di Fratelli d’Italia è importante votare “Sì” al Referendum per alcuni motivi che sintetizziamo:
“Per rendere, attraverso la separazione delle carriere, il giudice davvero più terzo e imparziale, rendendo evidente l’equidistanza tra accusa e difesa.
Per una giustizia più vicina al cittadino e una magistratura più responsabile, attraverso l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, che verifichi all’occorrenza la responsabilità del magistrato.
Per fermare il sistema delle correnti all’interno della magistratura, con l’introduzione del meccanismo del sorteggio per designare i membri del CSM.
Per avere l’Italia un sistema giudiziario all’altezza delle democrazie moderne, con la separazione delle carriere e il nuovo sistema di autogoverno della magistratura, che permetterebbe all’Italia di allinearsi agli standard delle altre democrazie occidentali, come Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti”.
Come si vede, anche in questa occasione referendaria si conferma la spaccatura tra le forze politiche della destra avvenuta alle ultime elezioni comunali.
Per l’elezione del nuovo sindaco e del consiglio comunale si registrò una convergenza d’intenti, concretizzatasi in una solida alleanza, tra il Pd e Terravutata e partiti e movimenti che fanno parte, a livello nazionale e regionale, dello schieramento di centro-destra.
A cui parrebbe essersi aggiunto recentemente anche il consigliere Dario Verde, eletto nella lista di opposizione. Almeno a prestar fede a una più che eloquente fotografia a proposito di case popolari. Una grosse Koalition, grande maggioranza sempre in espansione.
Un’anomalia, questa tutta salemitana, ma che nel corso di questi ultimissimi anni sembra essersi allargata in altre realtà, come, ad esempio, a Marsala e anche al Consorzio provinciale.
Salemi, dunque, come una volta, laboratorio politico e anticipatrice di strategie antichissime, solo in apparenza nuove?
Franco Ciro Lo Re