Stadio, riserve e Polizia provinciale: Quinci fa il punto sul Libero Consorzio
Salvatore Quinci, presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, interviene sui principali dossier dell’ex Provincia: dalla gestione delle riserve naturali al ritorno dell’elezione diretta, fino alla riorganizzazione interna dell’Ente e alla vicenda dello stadio Provinciale.
Le riserve naturali
Quinci ammette che il sistema di gestione delle riserve va rivisto. “Non sono per nulla contento né soddisfatto delle azioni che il Libero Consorzio ha messo in campo in tutti questi anni per la tutela del patrimonio naturale”, dice.
Il riferimento è alle tre riserve gestite dall’ex Provincia: Stagnone, Monte Bonifato e Belice. “Non c’è stata nemmeno una tutela degna di questo nome”, aggiunge Quinci, spiegando di avere dato una direttiva al dirigente per avviare le prime azioni di tutela.
Per il presidente, però, la tutela non basta. “Le riserve sono un patrimonio che va promosso e valorizzato, dal quale dobbiamo generare valore sociale, ambientale e, perché no, economico”.
Nuova organizzazione e Polizia provinciale
Nel quadro del rilancio del Libero Consorzio, Quinci annuncia anche il nuovo assetto macro-organizzativo dell’Ente e la nomina del nuovo comandante della Polizia provinciale.
“Stiamo facendo la nostra parte, per quel che ci compete, impegnandoci a rimettere in moto una macchina spenta con una riforma, quella delle Province, che si è rivelata assolutamente fallimentare”, afferma.
Il nuovo comandante sarà Vincenzo Menfi, comandante della Polizia Locale del Comune di Mazara del Vallo. Per Quinci si tratta di “una fase innovativa” per il Libero Consorzio.
Il compito della Polizia provinciale riguarderà anche la sicurezza delle strade e la tutela delle riserve. “Le strade provinciali non hanno bisogno soltanto di manutenzione e interventi di recupero. Serve maggiore sicurezza e un sistema di viabilità al servizio delle comunità territoriali”.
E sulle aree naturali aggiunge: “Le nostre riserve avranno una maggiore rete di protezione”.
Il Libero Consorzio da ricostruire
Quinci torna anche sulle difficoltà dell’Ente, dopo anni di commissariamento e incertezza istituzionale. “In quest’anno stiamo provando a riesumare un cadavere”, afferma, riferendosi alle condizioni in cui si trova il Libero Consorzio.
Secondo il presidente, il problema non è solo amministrativo ma politico. “La Regione le Province non le vuole”, dice Quinci, criticando la bocciatura, all’Ars, delle norme che avrebbero dovuto dare maggiore agibilità agli enti provinciali.
“Se obblighiamo i consiglieri provinciali a pagarsi la benzina e a prendere ferie per partecipare ai consigli e alle commissioni, come possono le Province tornare agibili?”, si chiede.
Elezione diretta e risorse
Sul possibile ritorno all’elezione diretta del presidente della Provincia, Quinci si dice favorevole ma prudente. “Siamo felici e soddisfatti, ma non basta. È un iter lungo che, nel migliore dei casi, potrà vedere la luce non prima del 2028”.
Nel frattempo, spiega, servono risorse e strumenti. “Un ente non può vivere se non ha risorse con cui amministrare”.
Quinci chiede alla Regione di procedere con i decreti attuativi e allo Stato una riflessione sulla legge Delrio e sul sostegno finanziario agli Enti di area vasta. “I Liberi Consorzi, o ex Province, sono istituzioni fondamentali che vanno potenziate e non penalizzate com’è accaduto finora”.
Scuole, strade e investimenti
Il presidente del Libero Consorzio indica anche le priorità di spesa. Le risorse arriveranno dall’avanzo libero del rendiconto 2025, pari a 22 milioni di euro.
“Andranno innanzitutto sulle scuole per i nostri ragazzi, poi sulla viabilità e anche sulle riserve”, dice Quinci.
L’obiettivo è avviare un nuovo ciclo di investimenti dopo la conclusione di quello precedente, con interventi su edifici scolastici, strade provinciali e patrimonio naturale.
Stadio Provinciale e Trapani Calcio
Quinci interviene poi sulla vicenda dello stadio Provinciale e sul rapporto con il Trapani Calcio di Valerio Antonini. La questione, spiega, è in mano ad avvocati e commercialisti.
“Abbiamo fatto un decreto ingiuntivo perché vogliamo pagati i canoni e soprattutto le bollette per le utenze elettriche e del gas degli anni pregressi”, afferma.
Il nodo è anche il nulla osta per l’utilizzo dello stadio. “Non possiamo concedere il nulla osta a un soggetto che è in contenzioso con noi”, dice Quinci.
Il presidente spiega di avere promosso un accordo transattivo. “In una transazione ognuno fa un passo indietro e si trova un punto comune d’accordo. Spero che questo accordo si trovi”.
“Il futuro è nelle mani di Antonini”
Quinci dice di voler tutelare tre aspetti: il patrimonio pubblico dello stadio, la tifoseria e il Trapani Calcio, e l’erario.
“Il Trapani Calcio è una risorsa per tutta la provincia”, afferma. Ma aggiunge che l’amministrazione deve rispettare regole e controlli: “Noi gestiamo una pubblica amministrazione e dobbiamo tutelare un bene di tutti”.
La conclusione è netta: “Il futuro del Provinciale e del Trapani Calcio è esclusivamente nelle mani del presidente Antonini”.
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