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07/05/2026 06:00:00

Tranchida contro Antonini: “Trapani è parte lesa, ho fatto 9 denunce” 

Nuovo durissimo scontro tra Giacomo Tranchida e Valerio Antonini sulla vicenda del Palasport e dell’esposto annunciato alla Corte dei Conti per presunti danni da 25 milioni di euro.

Il sindaco di Trapani dice di non conoscere ancora formalmente l’esposto che Antonini afferma di avere presentato, ma risponde con parole durissime, parlando apertamente di “minacce”, “violenza nei confronti della pubblica amministrazione” e campagne costruite attraverso «anticipazioni di dossier scandalistici».

 

«Mi fa piacere però che tale Antonini, invece di pensare a continuare a minacciare e a fare violenza nei confronti di una pubblica amministrazione, un giorno sul sindaco, un altro giorno sull’ingegnere capo, un altro giorno sul segretario, un altro ancora sulla giunta o su alcuni consiglieri mandati al pubblico ludibrio, abbia deciso invece di agire in base all’ordinamento giudiziario», dice Tranchida.

Il sindaco sostiene che sarà la magistratura a stabilire «se è vero o meno» quanto denunciato dal patron granata e se realmente esistano responsabilità da parte dell’amministrazione comunale. Ma, nel frattempo, rilancia accusando a sua volta Antonini di avere arrecato danni enormi alla città.

 

«Io sono dell’avviso, come sindaco di Trapani, che è parte lesa invece la città di Trapani. Tanto in termini di immagine, tanto in termini di danni, tanto in termini di intimidazione», afferma.

Poi arriva la rivelazione più pesante. Tranchida spiega infatti di avere già presentato numerose denunce nei confronti dell’imprenditore. «Il sindaco di Trapani ad oggi ha fatto o sette o nove denunce tra il mese di agosto dello scorso anno e la settimana scorsa», dichiara, parlando di «ipotesi di reato gravissimi».

 

Tra questi il sindaco cita «offesa, intimidazione e violenza» nei confronti delle istituzioni cittadine. E aggiunge che sarà eventualmente sentito sia come persona fisica sia nella qualità di rappresentante delle istituzioni comunali.

«Risponderò eventualmente anche come testimone, come parte offesa, nella qualità non solo di persona fisica, Giacomo Tranchida, ma anche come sindaco, rappresentante di un corpo politico, amministrativo e istituzionale», dice.

Secondo Tranchida, inoltre, le prime decisioni del TAR avrebbero già confermato la correttezza degli atti adottati dal Comune sulla vicenda del palazzetto. «Le sedi evocate da tale Antonini per quanto riguarda le prime due udienze del TAR, a quanto pare, hanno dato conferma della legittimità degli atti adottati dal Comune e dall’amministrazione di Trapani», sostiene.

 

Il sindaco richiama anche il pronunciamento di ANAC dello scorso settembre, che secondo lui avrebbe indirettamente confermato la correttezza amministrativa del percorso seguito dal Comune sulla concessione del Pala Daidone e sulla possibilità per una SSD di beneficiare dell’impianto sportivo.

Poi arriva il passaggio politico più delicato. Durante l’intervista viene ricordata una frase pronunciata da Antonini: «Quando sarò sindaco». Da lì nasce la domanda diretta: una persona che ha un contenzioso aperto con il Comune può candidarsi alla guida della città?

 

Tranchida evita una risposta netta sul piano giuridico, ma lascia intendere chiaramente il proprio pensiero. «Non sono un giurista, ma nella domanda del giornalista vi è anche la risposta», replica.

In sostanza, il sindaco fa capire di considerare quantomeno problematico, sul piano politico e amministrativo, il fatto che chi è impegnato in uno scontro giudiziario e istituzionale con il Comune possa contemporaneamente immaginare una candidatura a Palazzo d’Alì.

Lo scontro tra amministrazione comunale e Antonini, intanto, continua ormai su tutti i fronti: politico, mediatico, amministrativo e giudiziario. E il caso Pala Daidone si conferma sempre più il centro di una guerra che va ormai ben oltre lo sport.

 



Native | 25/04/2026
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