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20/09/2026 20:29:00

Trapani, acqua e autobotti. M5S attacca: «Cittadini lasciati soli»

Il Movimento 5 Stelle interviene sulla questione idrica e la mancanza di approvigionamento, prendendo posizione contro l'amministrazione guidata da Giacomo Tranchida e contesta la gestione del servizio sostitutivo per le utenze che non possono utilizzare l'acqua della rete.

 

«Dopo mesi il Comune non è ancora riuscito a garantire un servizio sostitutivo adeguato a chi rimane senz'acqua», sostiene il Gruppo territoriale del M5S Trapani in un comunicato diffuso oggi.

 

Secondo i pentastellati, quella che era iniziata come un'emergenza legata alla contaminazione della rete sarebbe diventata una crisi strutturale. Il problema, per il M5S, non riguarda più soltanto guasti e tubature, ma soprattutto l'organizzazione della risposta comunale.

 

Il Movimento riferisce di avere ricevuto segnalazioni di utenze mai raggiunte dalle autobotti comunali e di altre rifornite con cadenza mensile o bimestrale. Circostanze che, sottolineano i pentastellati, dovranno essere verificate.

«Un servizio sostitutivo che passa quando può, o non passa affatto, non è un servizio sostitutivo», afferma il M5S, indicando nel coordinamento del COC e nell'organizzazione del servizio una delle questioni centrali.

 

La polemica arriva mentre resta aperto anche il caso delle autobotti private, finito al centro dei controlli della Guardia di Finanza. Il M5S riconosce che i controlli sulla potabilità siano necessari, ma contesta il rischio che cittadini, condomìni e attività rimangano stretti tra due problemi: l'acqua pubblica che non arriva e la difficoltà di ricorrere a soluzioni private.

 

Da qui le domande rivolte direttamente al sindaco.

Il M5S chiede perché non sia stata predisposta una filiera ufficiale e controllata che consenta, laddove la normativa lo permetta, alle autobotti private autorizzate di rifornirsi presso fonti pubbliche idonee, con acqua certificata e piena tracciabilità.

 

E ancora: se questa soluzione non è possibile, quali norme lo impediscono e quale alternativa concreta è stata predisposta dal Comune?

Infine, il nodo più immediato per chi resta senz'acqua: chi deve chiamare il cittadino, entro quanto tempo deve essere garantito il rifornimento e cosa deve fare se il Comune non è in grado di assicurarlo?

 

Il Movimento definisce la situazione «abbandono organizzato» e chiede un piano operativo con tempi e responsabilità precise.

«Dopo mesi i cittadini non hanno bisogno di altre rassicurazioni, ma di un piano operativo, di responsabilità chiare e di risposte certe», conclude il Gruppo territoriale M5S.

 

L'emergenza, dunque, non è più soltanto una questione di acqua che manca dai rubinetti. 

È diventata anche una questione di come il Comune organizza, garantisce e controlla l'acqua che deve arrivare ai cittadini quando la rete pubblica non è utilizzabile.