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10/10/2026 12:54:00

Trapani, al Teatro Pardo arriva “Ghost Cafè”: i fantasmi di Flora tra paure e desideri

Le paure che bloccano i sogni, il desiderio di realizzarsi e la ricerca di un equilibrio in una vita che non segue mai un copione prestabilito. 

 

È attorno a questi temi che ruota "Ghost Cafè", l’opera da camera di Carlo Galante su libretto di Gabriela Fantato, che il Luglio Musicale Trapanese presenta sabato 17 ottobre, alle 19, al Teatro Tonino Pardo di Trapani.

 

Lo spettacolo è il secondo appuntamento di "Cuore Contemporaneo", il ciclo dedicato alle opere da camera inserito nella 78ª Stagione dell’Ente. La regia è affidata a Giuseppe Amato, mentre Mirco Reina sarà sul podio.

 

Una produzione che conferma l’attenzione del Luglio Musicale verso la musica contemporanea e la ricerca di nuovi linguaggi, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico a forme espressive capaci di raccontare le inquietudini e le contraddizioni del presente.

 

«La musica è espressione della vita», sottolinea Walter Roccaro, direttore artistico dell’Ente, evidenziando come sia necessario che la creazione musicale continui a rappresentare l’umanità nella sua attualità, senza rimanere cristallizzata nel tempo.

 

La storia di Flora e i fantasmi delle possibilità

Al centro dell’opera c’è Flora, una giovane cantante di talento che, nonostante la passione per la musica, non riesce a superare la paura di esibirsi davanti al pubblico. 

 

Dopo essere fuggita da un’audizione, trova rifugio in un misterioso bar. Qui incontra Sal, un enigmatico barista che, attraverso un vecchio jukebox magico, evoca tre fantasmi.

Le apparizioni rappresentano altrettante strade possibili verso la realizzazione personale e artistica: l’amore assoluto, la ricerca del sublime e il successo. 

Tre prospettive che sembrano offrire una risposta alle inquietudini della protagonista, ma che si rivelano incapaci, da sole, di spiegare il senso dell’esistenza.

 

Carlo Galante definisce i personaggi soprannaturali «i fantasmi delle possibilità dell’arte». 

Nessuna delle strade indicate può diventare l’unica ragione di una vita, perché sentimenti, aspirazioni e ambizioni convivono in una realtà molto più complessa.

 

Il percorso di Flora conduce così all’incontro con un funambolo, figura simbolica di un’esistenza in continuo movimento, sospesa tra desideri, scelte e imprevisti. È proprio nell’equilibrio precario del funambolo che si concentra il significato più profondo dell’opera: la vita non offre risposte definitive, ma chiede di trovare continuamente un nuovo punto di equilibrio.

 

Una storia che parla a tutti

La regia di Giuseppe Amato punta sulla dimensione umana e universale della vicenda. 

Le insicurezze di Flora, infatti, non riguardano soltanto il mondo della lirica, ma appartengono a chiunque si trovi a fare i conti con le proprie paure e con le aspettative che accompagnano le scelte più importanti.

 

«Questa storia mi può toccare in maniera del tutto personale», racconta il regista, spiegando come le vicende di una cantante lirica possano riflettere quelle di qualsiasi giovane artista e, più in generale, di ogni persona chiamata a confrontarsi con i propri limiti.

 

Il caffè diventa così uno spazio simbolico e interiore, nel quale si incrociano destini, aspirazioni e possibilità. «Questo spettacolo per me è un grande incrocio di destini, un incrocio dei tempi», aggiunge Amato.

Accanto ai temi esistenziali, l’opera lascia spazio anche all’ironia e alla leggerezza. Il sorriso diventa uno strumento per affrontare le fragilità senza appesantire il racconto, trasformando le difficoltà individuali in un’occasione di riconoscimento collettivo.

 

Il cast e l’appuntamento a Trapani

Sul palco del Teatro Tonino Pardo saliranno Silvia Regazzo, nel ruolo di Flora, David Costa Garcia, che interpreterà Sal, e Ginevra Gentile, chiamata a dare voce a Felicity Barnett e ai tre fantasmi.

 

"Ghost Cafè" torna in scena in una versione rielaborata e ampliata rispetto alla precedente produzione presentata anni fa al Teatro Donizetti di Bergamo. Il nuovo allestimento comprende anche una scena iniziale inedita, con libretto scritto dallo stesso Galante.

 

Filippo De Vincenzi, consigliere delegato dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, invita il pubblico a partecipare all’appuntamento del 17 ottobre, che intreccia musica contemporanea, teatro e riflessione sull’esistenza.

 

Un’opera che, attraverso la storia di Flora, porta sul palco una domanda che riguarda tutti: quanto siamo disposti a rischiare per inseguire i nostri desideri? Perché, come insegna la figura del funambolo, il destino non è necessariamente una strada già tracciata, ma un equilibrio da conquistare passo dopo passo.