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23/09/2026 15:02:00

Trapani. Rifiuti, Tranchida: «Un buco da 850 mila euro. A rischio 15 posti di lavoro»

Il Piano Economico Finanziario torna al centro dello scontro politico a Trapani e a rimmetercelo é il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida. 

 

Ma questa volta sul tavolo non ci sono soltanto numeri, tariffe e delibere, ci sono i lavoratori di Formula Ambiente, la qualità del servizio di igiene urbana e, secondo il sindaco, un conto da circa 850 mila euro che il Comune rischierebbe di dover assorbire.

 

L’accusa del primo cittadino è netta: a suo dire, i consiglieri di opposizione che tra la fine di luglio e l’inizio di agosto avrebbero fatto mancare il numero legale, impedendo al Consiglio di completare l’iter del Piano economico finanziario dei rifiuti, avrebbero provocato un danno alle casse comunali.

 

Una ricostruzione che si inserisce in una vicenda che, però, ha avuto diversi passaggi. 

Il 28 luglio la Giunta Tranchida aveva approvato il PEF 2026-2029, validato dalla SRR Trapani Nord, insieme alla proposta delle tariffe TARI 2026 da sottoporre al Consiglio comunale.

 

Il problema è arrivato in Aula.

Gli atti ufficiali del Comune registrano infatti, il 10 agosto, la trattazione parziale della proposta di deliberazione n. 4520 relativa all’approvazione del PEF 2026-2029, con sospensione della seduta. Nella stessa giornata risultano anche provvedimenti relativi alla mancanza del numero legale, prima con il rinvio della seduta e poi con la chiusura della sessione.

 

Ed è proprio da qui che parte l'attacco del sindaco.

«Non fanno un torto a Tranchida, ma alla città».

 

Tranchida sostiene di avere inviato un sollecito formale al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo, chiedendo perché il PEF non sia stato riportato in Aula per una definizione definitiva.

 

Il ragionamento del sindaco è politico, ma anche molto concreto: senza la definizione del quadro finanziario del servizio, sostiene, si crea una difficoltà nella gestione dell'appalto e nella copertura dei servizi.

«Se non si tratta il PEF la ditta non può fare i servizi», afferma Tranchida, collegando questa situazione alla vertenza che riguarda Formula Ambiente.

Ed è qui che il problema cambia aspetto.

 

15 lavoratori che rischiano il posto

Il quadro è più complicato di un semplice braccio di ferro tra maggioranza e opposizione.

Secondo quanto denunciato anche dal Sindacato Generale del Lavoro, il Comune avrebbe infatti disposto una riduzione di un quinto dell'importo dell'appalto affidato a Formula Ambiente, attraverso il cosiddetto “quinto d'obbligo”. 

Il taglio indicato dal sindacato è di 251.331,96 euro e, secondo la ricostruzione dell'organizzazione, potrebbe tradursi in una riduzione delle ore lavorate e fino a 15 esuberi.

 

Ma la vertenza Formula Ambiente ha anche un'altra origine.

È questo uno dei punti che rendono la vicenda particolarmente delicata.

Collegare automaticamente i 15 posti di lavoro alla mancata approvazione del PEF sarebbe una semplificazione.

É stato infatti individuato nella rimodulazione al ribasso dei servizi e del corrispettivo dell'appalto uno degli elementi centrali della vertenza.

 

Il sindaco: «Rischiamo una città più sporca»

Tranchida mette insieme i diversi pezzi della vicenda e lancia un altro allarme: meno risorse significa meno servizi e, potenzialmente, meno persone impegnate nella pulizia della città.

 

«Noi avremo bisogno di più persone che puliscono la città», sostiene il sindaco, arrivando a collegare il tema dell'igiene urbana non soltanto al decoro cittadino, ma anche alla capacità turistica di Trapani.

È un passaggio che assume un peso particolare in una città che negli ultimi anni ha visto crescere il flusso turistico e che, proprio durante la stagione estiva, ha dovuto fare i conti con il tema della pulizia degli spazi pubblici.

 

La domanda, però, resta sul tavolo: quanto costa mantenere l'attuale livello del servizio e chi deve sostenerne il costo?

Per Tranchida la risposta passa dal PEF e dalle conseguenti tariffe TARI, che secondo la sua ricostruzione comporterebbero aumenti nell'ordine di pochi euro l'anno per le famiglie.

Il sindaco parla di un incremento di «2, 3, 5 euro l'anno», contrapposto al rischio di perdere lavoratori e servizi.

 

Il PEF, il Consiglio e la TARI

Sul piano amministrativo, il percorso è chiaro: il PEF 2026-2029 costituisce la base finanziaria sulla quale viene costruita la tariffa del servizio rifiuti. ARERA ha aperto nel 2026 la raccolta dati relativa al nuovo periodo regolatorio 2026-2029, nell'ambito del nuovo MTR-3.

Il nodo, dunque, è diventato politico.

Tranchida sostiene che l'opposizione, facendo mancare il numero legale, pensi di danneggiare la sua amministrazione. Ma, secondo il sindaco, il risultato sarebbe l'opposto: a pagare sarebbe la città.

«Qualsiasi delibera che bocciano – è il senso dell'attacco di Tranchida – non fanno un torto a me, fanno un torto alla città».

 

Resta il fatto che oggi la questione non è più soltanto politica. 

Perché c'è soprattutto una domanda alla quale il Consiglio comunale dovrà prima o poi rispondere: quanto deve costare il servizio rifiuti a Trapani e quale livello di servizio la città è disposta a garantire?

 

Perché tra il PEF, i conti del Comune e la vertenza Formula Ambiente, questa volta il numero legale non è soltanto una questione da verbale. Dietro quei numeri ci sono i conti pubblici, i cassonetti e le strade della città. E ci sono 15 lavoratori che aspettano di sapere se il loro posto di lavoro resterà in piedi.